Italia

Governo, salta la trattativa sulle riforme

Il governo chiederà una proroga di 6 mesi per la delega fiscale che contiene la norma del 3% sull’evasione, meglio conosciuta come “salva-Berlusconi”. E si allungano un po’ anche i tempi della riforma costituzionale ora all’esame della Camera. Il voto finale potrebbe esserci entro la prima settimana di marzo mentre gli emendamenti dovrebbero essere votati entro sabato prossimo. La questione è stata ieri al centro di un nuovo braccio di ferro tra maggioranza e opposizioni. Tutto si gioca sul tempo. Quello che le opposizioni, a cominciare da Forza Italia, chiedono in più a Montecitorio. E quello che serve in più al governo per mettere a punto la delega fiscale che doveva essere presentata entro il 20 febbraio. Termine che non sarà rispettato. «La delega fiscale arriverà in Consiglio dei ministri più in là di marzo, probabilmente a maggio» ha detto il viceministro dell’Economia, Luigi Casero. Quando diventerà legge dello Stato? Intervistato da Sky Tg24, Matteo Renzi dà un paio di date: «La prima parte della delega fiscale andrà in discussione nel Consiglio dei ministri del 20 febbraio. La parte del fisco, che riguarda accertamento, riscossione e abuso del diritto, la stiamo studiando. Riflettiamo per evitare che accada una schifezza. Ma dal primo settembre avremo un sistema che funziona…». Perché il rinvio? Stefano Fassina (minoranza Pd) si «rifiuta di pensare che il governo lo usi per condizionare Berlusconi», mentre Tito Di Maggio (Gal) non ha dubbi: «Il ragionamento è costringere Berlusconi a votare la riforma elettorale e la riforma costituzionale per poi fregarlo come ha già fatto con il capo dello Stato».

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