Politica

Gli 80 euro di “Renzi” non per tutti

Il D.L. 66 del 2014, cosiddetto decreto Renzi 80 euro, stabilisce un abbassamento del cuneo fiscale, a tutti i lavoratori dipendenti che guadagnano tra gli 8000 e i 24000 € annui lordi, di 640€ da ripartire in rate con inizio a maggio del corrente anno.
Durante questi primi tre mesi, presso le nostre sedi sindacali, abbiamo verificato come tale normativa non trova applicazione in un numero vasto di lavoratori del territorio soprattutto appartenenti a PMI. Infatti molte piccole imprese pur inserendo nei cedolini mensili la relativa voce del beneficio fiscale, di fatto non la erogano in forma economica al lavoratore; il quale, vittima del ricatto rischio posto di lavoro spesso resta intimorito a rivendicare il diritto leso.
Decisamente piu’ frequente nei lavoratori del settore agricolo, ma non solo, il fatto riguarda anche i trasporti privati, i lavoratori somministrati ad intermittenza, ditte di servizio esterno a realta’ piu’ grandi, piccoli esercizi ecc.
In un momento di crisi senza precedenti la nostra organizzazione condanna tale inadempienza o furbata che qualche imprenditore commette volutamente, perche’ anche se 80 € non risolvono la vita non sono nemmeno da buttar via….Inoltre si generano due tipologie di lavoratori: quelli delle realta’ piu’ grandi o pubbliche che beneficiano a regola d’arte dell’intervento e quelli suddescritti che invece restano a secco!
Oltre a denunciare il fatto consigliamo a coloro che si ritenessero frodati di rivolgersi alle sedi sindacali territoriali per essere informati su come recuperare le somme dovute.

ANDREA CAMPIONE
SEGRETARIO PROVINCIALE FISMIC-CONFSAL

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