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“I percorsi della giustizia e dell’ingiustizia” Avezzano 27 giugno

L’Associazione Antigone, da alcuni mesi operativa nella nostra regione (in cui ha aperto una sede ad Avezzano) al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulleviolazioni dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l’Associazione Genuensis C.I.C.. una Onlus che promuove studi e ricerche in vari campi della formazione ecultura, organizza il convegno dal titolo I PERCORSI DELLA GIUSTIZIA E DELL’INGIUSTIZIA. L’evento, che si terrà Venerdì 27 giugno 2014 a partire dalle ore 15:00 al Centro servizi culturali di Avezzano, vuole essere nelle intenzioni degli organizzatori un viaggio tra alcune criticità del sistema penale e penitenziario in Italia,attraverso riflessioni, domande, esperienze, aspettative e scomode verità. Interverranno i magistrati dr. Bianca Maria Serafini (Giudice presso il Tribunale di Sorveglianza di L’Aquila), sul tema La CEDU condanna l’Italia: la sentenza Torreggiani e dr. Cecilia Angrisano (Giudice presso il Tribunale per i Minorenni dL’Aquila), Quando la giustizia incontra un minore; il Direttore della Casa circondariale di Pescara, dr. Franco Pettinelli, Non di solo pena vive il detenuto; l’avv.Simona Filippi (Difensore civico Associazione nazionale Antigone), Il reato di tortura diventerà mai legge in Italia?; le conclusioni sono affidate al prof. GuidoSaraceni, professore di Filosofia del Diritto all’Università di Teramo, su Il diritto di essere puniti. Nel corso del convegno il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, dr. Stefano Pallotta intervisterà la Sig.ra Gemini Ornella, madre di Niki Aprile Gatti, il giovane avezzanese di 27 anni, scomparso in carcere il 24 giugnodi 6 anni fa in circostanze mai chiarite. Secondo l’avv. Salvatore Braghini, pres. di Antigone Abruzzo e moderatore insieme al prof. Sandro Valletta (dell’Universita’“G.Marconi” di Roma e Direttore Didattico Genuensis C.I.C.) l’associazionismo è chiamato a svolgere un ruolo di contenimento e di sensibilizzazione al rispetto dediritti dei più deboli poiché anche e soprattutto nel nostro tempo rischia di inverarsi la profezia di D. Diderot, secondo cui, nella sfera del potere, i confini tra giustoe ingiusto, tra legalità e criminalità si sfumano sempre di più. La vicenda di Niki Aprile Gatti ne è una tragica testimonianza.

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