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Giustizia: Berruti, rendere non convenienti le cause perse

«Lo stato del processo oggi vede il giudice e gli avvocati portare avanti le carte del processo senza affrontarne i nodi» così che «il giudice conosce approfonditamente la causa solo nel momento in cui i difensori concludono. Questo non è governare il processo. È semplicemente arrendersi al suo meccanismo». Lo dice Giuseppe Maria Berruti direttore del Massimario della Cassazione, che ha ricevuto dal ministro Orlando l’incarico di presiedere la commissione che disegna il futuro processo civile, e che in un’intervista a Repubblica illustra la sua strategia: mettere «al centro del lavoro l’oralità, imponendo al giudice nella prima udienza di formulare una proposta di soluzione formale e specifica», una sorta di «prognosi» allo stato degli atti. Ora è il momento di farlo, secondo Berruti «perchè il mondo ci impone di pensare anche al processo civile» e si pensa «all’efficienza della pubblica amministrazione, ma anche a una struttura di processo civile che non renda conveniente la causa persa». Riguardo ai tempi, Berruti dice che in un mese la sua commissione ha prodotto il documento programmatico e le prime norme di delega, «se verranno approvate dal consiglio dei ministri, farò il possibile per chiudere tutto il resto in sei mesi. Poi dipenderà da governo e Parlamento».

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