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“Giù le mani dal nostro territorio”: la protesta di Massa contro l’impianto di compostaggio

Hanno attraversato, con striscioni e fischietti, la principale via del paese fino a piazza Municipio per ribadire il loro “no” all’impianto di compostaggio progettato dalla ditta C.E.S.C.A che dovrebbe sorgere nel territorio comunale di Massa d’Albe lungo la strada provinciale.

«Siamo per un “no” deciso senza mediazioni con nessuno. Il nostro è un “no” scritto su queste montagne e nei nostri cuori. Basta con questo assalto alla nostra terra» ha esordito Velina Armati, presidente del comitato intercomunale “Difesa del territorio Equo” nonché organizzatrice e moderatrice della manifestazione.

Sconvolgendo l’abituale prassi che vede in prima fila gli interventi delle istituzioni, a prendere per primi parola sono stati il dottor Angeloni ed il dottor Di Mattia i cui discorsi hanno messo in luce gli aspetti prettamente clinici legati alla presenza di impianti di tal fattura. I dati dei comuni nei quali esistono già impianti di compostaggio hanno, infatti, evidenziato un trend di crescita nell’incidenza tumorale (per il periodo 2009-2011, ad esempio, a fronte dei 74 tumori previsti nel territorio di Cerchio ne sono stati riscontrati 104 così come i 1686 casi previsti ad Avezzano sono saliti a 2047 accertati). Al di là dei ragionevoli dubbi su cosa entrerà nell’impianto, considerando anche che per essere qualitativamente elevato il compost dovrebbe derivare solamente da FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani), cosa ne uscirà? Oltre a polveri sottili e composti organici volatili, l’aspetto più pericoloso sembrerebbe legato alla presenza dell’aspegillus fumigatus, un fungo utile al funzionamento dell’impianto stesso e normalmente tollerato da persone sane ma che -come sottolineato dal dott. Di Mattia- in soggetti con carenza di difese immunitarie come bambini e anziani potrebbe causare allergia, asma, bronchite cronica fino a conseguenze più nefaste.

Alla parentesi medica ha fatto quindi seguito quella politica con gli interventi dei vari amministratori locali, provinciali e regionali che hanno scelto ieri di sfilare insieme ai manifestanti. Se l’assessore all’Ambiente Roberto Verdecchia ed il consigliere comunale Ignazio Iucci hanno espresso preoccupazione per le sorti del comune di Avezzano che verrà inevitabilmente coinvolto nella diffusione dalle spore provenienti da Massa, il vicesindaco di Scurcola, Antonio Bartolucci, e l’assessore all’Ambiente del Comune di Magliano, Antonio Morgante, hanno voluto ribadire l’impegno preso dalle loro amministrazioni le quali formalizzeranno il diniego a tale progetto rispettivamente giovedì e venerdì prossimo.

All’invito lanciato dal presidente del Parco Sirente Velino, Simone Angelosante, di optare per un modello di sviluppo che valorizzi il parco e il gioiello archeologico di Alba Fucens, ha fatto invece eco l’intervento di Augusto De Sanctis (Forum Abruzzese Movimenti per l’Acqua) teso a sottolineare le forti incongruenze in cui opera il comitato VIA (Valutazione Impatto Ambientale) il quale, disattendendo alla norma che prevede per i progetti più importanti l’apertura di un inchiesta pubblica con il coinvolgimento dei cittadini, negli ultimi 10 anni ha promosso zero incontri pubblici approvando tuttavia fino a 200 progetti annui fra cui anche quello dell’impianto di Massa d’Albe.

«Non basta dire no, occorrono fatti concreti. Presenteremo con Emilio Iampieri una risoluzione bipartisan in consiglio regionale il prossimo martedì per bloccare l’iter progettuale» ha rilanciato il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio subito sostenuto da Iampieri il quale si è detto pronto a «fare tutto il possibile per evitare un ulteriore stupro al nostro territorio» mentre il consigliere provinciale Pasqualino Di Cristofaro ha sottoscritto il suo impegno affinché il progetto venga vagliato con la giusta attenzione dagli organi istituzionali provinciali dopo le palesi défaillances della filiera amministrativa per le quali il consigliere si è sentito ieri di porgere le sue scuse.

Non sono inoltre voluti mancare alla manifestazione il legale Herbert Simone, le associazioni Wwf (con Walter Delle Coste), Italiana Nostra e Libera, il Comitato Piani Palentini, il Gruppo Alpini, il Comitato di San Benedetto, la Misericordia di Magliano ed il GEV (Gruppo Escursionisti del Velino).

Assente invece il sindaco Blasetti ripetutamente chiamato in causa ieri affinché decida di schierarsi anche lui dalla parte dei “no”.

1 Comment

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  1. Stefano

    22 marzo 2014 at 17:34

    Bisogna parlare con i politici e gli amministratori essi sono anche i fiduciari di un ns consenso che spesso viene meno con le premesse di programmi preelettorali, non si può essere irregimentati da un sistema che ci prende in ostaggio e decidere di che morte morire, io personalmente vorrei morire a Parigi ma quando mangio quella insalatina della terra dei fuochi potrei pensare che siamo in mano a dei criminali falliti e l’uomo non è certo una bellezza andrebbe recuperato, rieducato nelle comunità. Per coloro che abusano tanto: ” La natura nella sua disperata e materna bellezza sa vendicarsi”
    Stefano Armati

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