Cultura

Record di presenze a Gironi divini: l’Himerio vince il 3° torneo del Montepulciano

Tre giorni di arte, storia, enogastronomia e musica hanno fatto registrare un record di presenze a Gironi divini che con la giornata conclusiva di sabato hanno raggiunto e superato quelle degli anni passati. La manifestazione dedicata al vino e alla cultura, con “Palazzi aperti”, estemporanea di pittura, mostre d’arte di alto livello, degustazioni dei migliori vini d’Abruzzo e d’Italia, musica, relax e divertimento hanno richiamato, attorno alla figura di Dante Alighieri e alla battaglia di Tagliacozzo citata nella Divina Commedia, migliaia di visitatori oltre che da Avezzano e dalla Marsica, da territori del centro Italia, dal reatino, dall’aquilano, dal frusinate e in particolare da Sora, dalla Valle Subequana e dalla Valle Peligna, oltre che da tutto l’Abruzzo, senza dimenticare i tanti turisti romani in villeggiatura. Tutto ciò per far conoscere la città d’arte in modo più profondo e viscerale e sotto una prospettiva diversa.

Il torneo del Montepulciano, che si è tenuto sabato sera, ha visto gareggiare otto “campioni” rappresentativi delle varie province decretando un vincitore inaspettato che ha prevalso sulle grandi e rinomate cantine abruzzesi. “Ma chi è questo? Come si chiama? Dove lo posso trovare?”, erano queste le domande più frequenti che si ascoltavano al termine della degustazione che ogni anno chiude la manifestazione. Tutti a curiosare intorno alla bottiglia per capire chi fosse tale Himerio 2011 Montepulciano delle Colline Teramane che aveva ottenuto il massimo gradimento dalla giuria “popolare”. Per di più, precedendo nelle preferenze vini di produttori ben più blasonati e ben più noti al grande pubblico. Ecco allora il podio del “torneo di Dante” seguito dal breve resoconto di Franco Santini, giornalista del vino e uno dei coordinatori della guida Vinibuoni d’Italia, che ha condotto con divertimento la serata.

Dietro al Montepulciano DOCG Colline Teramane Himerio 2011 – De Antoniis si è piazzato il Montepulciano Marina Cvetic 2011 – Masciarelli e a seguire il Montepulciano Tonì 2010 – Cataldi Madonna. Questi, in ordine alfabetico, gli altri vini presenti alla gara: Castellum Vetus 2010 Centorame – Nonno Mariano 2010 Di Cato – Pentima 2011 Margiotta – Plateo 2010 Agriverde – Vasari 2011 Barba.

“Anche quest’anno con lo staff di Gironi divini abbiamo pensato di ripetere questo simpatico giochino, con l’obiettivo di eleggere il vino ‘campione’ della manifestazione”. E’ quanto si legge nella nota stampa. “Ho selezionato otto grandi rossi regionali, che per un motivo o per l’altro ritenevo interessanti, e li ho sottoposti al giudizio del pubblico, composto da semplici appassionati ma anche da gente che con il vino ha a che fare di mestiere. Il meccanismo di voto era ovviamente semplificato, ma abbastanza rigoroso. Erano comunque tutte etichette di alto livello, di media maturità (5-6 anni), con un mix di grandi classici (anche pluripremiati dalla critica) e outsider sconosciuti. Le bottiglie sono state prima coperte, poi servite in ordine casuale e votate dal pubblico con voto segreto. Io ho semplicemente fatto le somme ed aperto poi il dibattito a fine serata, scoprendo le bottiglie una per volta e discutendone con i presenti”.

“L’Himerio per me è una sorpresa ma anche una conferma. Non più tardi di 20 giorni fa lo avevamo infatti premiato con la Corona della guida Vinibuoni d’Italia, proponendolo come una delle novità dell’anno insieme all’amico e collega Andrea De Palma, insieme al quale da anni assaggio tutta la produzione regionale. Che sia piaciuto anche alla gente ci dà ulteriore conforto. E’ un vino di una piccolissima azienda a gestione familiare, dedita anche ad una limitata produzione di olio evo, che in questa annata, la 2011, ha interpretato al meglio le caratteristiche delle Colline Teramane: tradizionale ma non rustico, potente ma non pesante, concentrato ma con una buona dinamica. Certo, è la prima volta che lo troviamo a questi livelli e speriamo possa confermarsi nei prossimi anni, raggiungendo quella continuità qualitativa nel tempo che è prerogativa dei grandi vini. Per adesso godiamocelo così, senza troppi pensieri”.

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