Abruzzo

Giornata Mondiale della Meteorologia: la peculiarità e il fascino che si celano dientro le nuvole…

Salve a tutti e ben ritrovati al consueto aggiornamento della rubrica di approfondimento di Meteorologia.

In occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia (23 Marzo: nascita dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale) che, quest’anno, si apre a ventaglio con una serie di straordinari eventi dedicati alle scienze dell’atmosfera tra cui al primo posto “Capire le nubi” presso l’Università La Sapienza di Roma, vorrei riproporvi questo interessante articolo di approfondimento riguardante proprio una tipologia di nubi particolare, che possono presentarsi premunitrici di fascino ai nostri occhi ma, allo stesso tempo, possono darci anche segnali negativi or meglio positivi, riguardo l’evoluzione dell’atmosfera che ci circonda.

Nella foto, immortalata in Abruzzo nel Novembre 2016, vi sono le Mammatus, ossia una specie di nubi temporalesche che si generano sulla sommità della nuvola cumulonembo, queste ultime nubi, i cumulonembi, si estendono verticalmente fino alla media Troposfera e sono le più imponenti in natura: si parla dunque di un temporale, il quale si sviluppa fino ad assumere un aspetto torreggiante proprio a causa delle correnti ascensionali (inflow e updraft che lo alimentano), mediante aria più calda e umida nei bassi strati, d’Autunno e d’Inverno generata dalle miti e umide correnti di Scirocco e in Primavera e in Estate, dai contrasti termici dovuti alle masse d’aria calda presenti in loco. La presenza d’aria molto umida nei bassi strati e le intense correnti ascensionali, fanno sì che la sommità del temporale si carichi di un’enorme quantità di cristalli di ghiaccio dovuti alla sublimazione del vapore acqueo in cristalli di ghiaccio, merito dell’ambiente freddo in cui sono immersi.

Essi rimangono intrappolati all’interno della nube e, per il loro numero eccessivo e per la loro pesantezza, ne sprofondano al di fuori, facendo sì che, essi stessi, ossia i germi di ghiaccio, trovando un ambiente ostile, dunque aria fredda e secca, tendano ad evaporare, passando di nuovo allo stato aeriforme, ossia sotto forma di vapore acqueo. A questo punto, le particelle di vapor d’acqua rientrano nella sommità del cumulonembo, seguendo il medesimo processo di sublimazione e quindi divenendo di nuovo cristalli di neve, e così via, dando luogo a moti turbolenti di fuoriuscita e di rientro nella nube, da crearne altri ammassi nuvolosi aggrovigliati simili a una mammella, in grado di originare incredibili protuberanze sull’incudine della cella temporalesca. Essendo così affascinanti e meravigliose nella loro genesi, le Mammatus possono apparire rare e strabilianti ai nostri occhi, spesso sintomo di violenti temporali.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

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