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Gentiloni: “Il riscatto solo un’illazione”

Raccontano di non avere subito violenze. Nessun abuso. Di essere state tenute in varie prigioni nell’area nord della Siria, sotto la sorveglianza di carcerieri sempre a volto coperto, di avere attraversato momenti critici, durante una prigionia dura. Di non sapere nulla sul presunto riscatto pagato per il loro rilascio. Non sono passate neppure dodici ore dal loro rientro in Italia, in un’alba gelida illuminata dalle fotoelettriche dell’aeroporto militare di Ciampino, quando Greta Ramelli e Vanessa Marzullo ricostruiscono davanti ai pm di Roma che indagano per sequestro di persona con finalità di terrorismo, in una caserma dei carabinieri del Ros, cinque mesi e due settimane di inferno nelle mani delle bande armate siriane. Quattro ore di audizione al termine della quale i verbali vengono secretati. Ma la gioia per il loro rientro non spegne le polemiche sull’ipotesi di pagamento di 12 milioni di dollari, rilanciata domenica da un account Twitter riconducibile ai miliziani del Fronte al-Nusra, ala siriana di al Qaeda, confermata indirettamente da fonti dell’Is, e poi di nuovo smentita ieri da Abu Khattab al-Shami, sedicente jihadista di al Nusra.

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