Cronaca e Giudiziaria

Fusione nei trasporti pubblici, è caccia al supermanager

Un colosso dei trasporti da 150 milioni di euro di fatturato, 1.200 autobus e 16 treni, oltre 1.400 dipendenti. La futura società unica dei trasporti abruzzese, ormai pronta a nascere (dopo l’approvazione del consiglio regionale dello scorso 9 dicembre della norma sulla riforma del sistema dei trasporti), sarà l’ottava azienda italiana del settore su 230. Spariscono le attuali Gtm e Sangritana, che non si scioglieranno per dar vita ad una nuova società, ma saranno incorporate dall’Arpa. Una creatura mastodontica, per gestire la quale ci vorranno doti manageriali non comuni. Perché «con questi volumi è facilissimo non raggiungere gli obiettivi». Un manager simile all’ex amministratore di Trenitalia, Mauro Moretti? «Non sarà un obbligo guardare fuori dai confini regionali, in quanto le tre attuali aziende hanno professionalità elevate». Parola del presidente dell’Arpa, Luciano D’Amico, arrivato nell’agosto scorso per raddrizzare un’azienda che ha il debito più pesante tra le tre (66,7 milioni, contro i 9,7 di Sangritana e gli 8,3 di Gtm) traghettadola sino alla fusione. Il futuro della nuova azienda sarà nelle mani di chi la guiderà. Potrebbe trattarsi dello stesso D’Amico, anche se più volte ha rimarcato che «io finisco quando finisce la fusione». Ma a domanda non si schermisce: «E’ un’operazione complessa ma straordinariamente affascinante». Insomma un lavoro che quanto meno gli piace fare, pure se «è prematuro adesso ragionare sul management». Altra figura alla quale il presidente della Regione Luciano D’Alfonso potrebbe pensare, è Barbara Morgante, direttore Strategie e sistemi delle Ferrovie dello Stato, incontrata un paio di giorni fa in occasione di un convegno a Chieti Scalo.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top