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Giudiziaria

Furti in ospedale, trovati i colpevoli


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Sono sospettati di avere rubato medicinali nelle farmacie e nei depositi di mezza Italia. Uno dei colpi, il 7 marzo 2014, anche nella farmacia dell’ospedale di Avezzano. Farmaci costosi, anche salvavita, prevalentemente utilizzati in cure tumorali e reumatiche, rubati in aziende e ospedali italiani per essere poi immessi sul mercato nero, «verosimilmente destinati all’estero o in farmacie e cliniche private compiacenti». Tra dicembre 2013 e gennaio scorso 18 i furti messi a segno in più regioni, per un valore di medicinali trafugati pari a circa 6 milioni di euro, da un «sodalizio criminale con basi operative e logistiche a Napoli e in provincia di Bari». È quanto ha svelato un’inchiesta del nucleo investigativo dei carabinieri di Siena che oggi ha portato al fermo per furto in concorso, disposto dalla procura senese, di 9 persone, tra presunti autori, tutti romeni, e mandanti e intermediari italiani. Ricercata una persona. Tra i fermati un commerciante di prodotti elettronici di Napoli: sarebbe stato lui a fare gli «ordini» dei farmaci da rubare, secondo quanto spiegato dagli inquirenti che nel capoluogo campano, in un capannone, hanno anche trovato due container con 800 scatoloni di medicine riconducibili a furti avvenuti a gennaio. A eseguire materialmente i colpi – 7.000 euro il compenso per ciascuna azione – sei romeni residenti a Bari e bloccati a Scandicci. Anello di congiunzione altri due italiani, residenti a Bari, dichiaratisi disoccupati: a loro spettava di individuare ospedali e aziende da colpire. Le indagini sono partite un anno fa dopo furti, in tutto 4, avvenuti nel Senese tra dicembre 2013 e marzo 2014: gli altri sono avvenuti nelle province di Arezzo, L’Aquila, Bari, Caserta, Avellino, Benevento, Lecce, Bologna, Rimini, Mantova e Torino. Gli accertamenti hanno consentito di legarli poi insieme: gli investigatori, dalla ricognizione delle celle telefoniche agganciate in prossimità dei luoghi dei furti, sono risaliti a 4 utenze di cellulari sempre presenti scoprendo che le schede provenivano dallo stesso rivenditore di Bari. Tramite le intercettazioni sono riusciti poi a scoprire il modus operandi, ad esempio che veniva sempre svolto un accurato sopralluogo, che durava anche alcuni giorni, e che gli esecutori alloggiavano in alberghi a 4 stelle vicino ai loro obiettivi. L’ultimo sopralluogo la notte scorsa, per un colpo in un’azienda farmaceutica a Monteroni d’Arbia. L’inchiesta, ha commentato il procuratore capo di Siena Salvatore Vitello, ha permesso di scoprire «un fatto di una gravità notevole perchè si è speculato sulla salute dei cittadini bisognosi di farmaci salvavita».

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