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Fratelli d’Italia-A.N.: Alemanno e Morra “battezzano” i candidati marsicani

Presentazione ufficiale, ieri, nel teatro don Orione di Avezzano, per la lista nata dall’unione tra Fratelli d’Italia ed Alleanza Nazionale. Ospiti d’onore della serata l’onorevole Gianni Alemanno, candidato alle Europee nella circoscrizione Italia Meridionale, e l’assessore regionale uscente Giandonato Morra. A moderare l’incontro-convegno ha provveduto Lorenzo De Cesare pubblicamente ringraziato dall’on. Alemanno insieme a Francesco Sciarretta come rappresentanti di una Marsica che deve e può ripartire.

A prendere la parola sono stati quindi tre dei sette candidati alle prossime elezioni del 25 maggio: Pierpaolo Rubeo, Emilia Verdecchia e Domenica Marcelli. «Quando abbiamo creato l’Unione dei Marsi eravamo ben coscienti della limitazione territoriale» ha dichiarato Rubeo «ora nel progetto della Meloni e di Alemanno abbiamo trovato una “casa” nazionale per la nostra idealità. La forza di Fratelli d’Italia sono i valori e la tradizione in un modo politico che oggi sembra aver dimenticato l’interesse nazionale».

«La politica va intesa come servizio per tutti non ritorno per pochi» ha proseguito Emilia Verdecchia, assessore al comune di Luco ed operante nel settore sanitario. «Occorre investire nel modo giusto le risorse e, per la nostra Marsica, attuare politiche che riportino i giovani alla terra per creare, da qui, un’industria che vi ruoti intorno». Domenica Marcelli ha voluto invece spendere il suo breve intervento portando l’attenzione sul mondo giovanile, di cui lei, all’età di 22 anni, vive tutte le difficoltà.

Conclusa la presentazione dei candidati si è quindi entrati nel vivo di un convegno che pur partendo dal tema Europa ha finito per toccare anche immigrazione, politiche sociali e bilanci regionali. «La precedente giunta, che ora cerca di riprendersi un Abruzzo risanato, ci ha lasciato una regione con 4 miliardi di euro in passivo che abbiamo portato a 2,8 miliardi» ha esordito l’assessore Morra. «Abbiamo gestito inverosimili difficoltà in questi cinque anni eppure abbiamo abbassato le tasse, tagliato 250 poltrone, diminuito il numero di consiglieri (da 44 a 37), cancellato l’odiato listino ed abolito i vitalizi. Tutto questo non può essere cancellato da un solo scivolone del presidente Chiodi».

Ad entrare nel merito delle Europee ha quindi provveduto l’on. Alemanno dimostrandosi ampiamente disponibile ad un dialogo con il pubblico presente. «Le elezioni europee non sono solitamente attenzionate, ma in questo caso è diverso per due motivi: il primo è il ritorno dopo anni di assenza della fiamma di Alleanza Nazionale, il secondo è la necessità di reagire ad un’Italia che si sta dissolvendo. Ci sono 135 marchi “made in Italy” comprati da imprenditori stranieri, siamo la prima generazione che non potrà promettere un futuro migliore ai propri figli, continuiamo a perdere competitività ed il lavoro sta diventando merce rara. La realtà dell’euro, disegnato sull’economia della Germania, è diventata un disastro per l’Italia per via dei trattati che pesano sulle nostre spalle a cominciare dal patto di stabilità che blocca 17,5 miliardi senza contare il Fiscal Compact che impegnerà il nostro Paese a pagare 50 miliardi per 20 anni. Ogni anno lasciamo inoltre sul tavolo dell’Europa 4,2 miliardi di euro, ecco perché occorre una classe dirigente capace di farsi sentire in Europa e di difendere il nostro interesse nazionale».

Prendendo spunto dalla decisione europarlamentare di abolire i dazi per l’importazione dei prodotti agroalimentari dal Marocco, il discorso si è quindi spostato sulla questione immigrazione. «Ci sono circa 800 mila nordafricani pronti a sbarcare sulle nostre coste» ha continuato l’on. Alemanno. «La solidarietà va sempre insieme alla reciprocità, se concediamo una opportunità dobbiamo avere rispetto e chi, pur potendo non si impegna per migliorare la sua condizione contando sui sussidi, non merita questa solidarietà. Riflettiamo sul fatto che il sostegno ad un rifugiato in Italia è pari a 30 euro al giorno ovvero 900 euro al mese, ben al di sotto della pensione minima dei nostri anziani».

Nel concludere il suo intervento l’onorevole ha quindi rivolto il suo pensiero all’Abruzzo. «In questa regione si è risalita la china ma si può e si deve fare di più. L’Abruzzo ha grandi risorse prima tra tutte gli abruzzesi che hanno forza e tenacia e c’è assoluto bisogno di poter investire su di loro».

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