Abruzzo

Fondi europei, la Di Nino scrive a D’Alfonso

Egregio Signor Presidente,

con il rispetto istituzionale che guida da sempre il mio operato, è mio dovere sottoporre alla Sua attenzione quanto oggettivamente rilevato in questi giorni riguardo il progetto di attribuzione dei Fondi Europei 2014/2020 per la nostra Regione Abruzzo, con la volontà di fare chiarezza su quanto risulta dai documenti prospettici della Giunta Regionale che ha deliberato in data 8 luglio 2014 la mancata indicazione dei territori della Valle Peligna come destinatari degli aiuti a disposizione, indicando solamente tra i Comuni della zona, quello della città di Sulmona.

A quanti sostengono che l’inclusione dei territori contigui alla stessa città sia effettiva, è di vitale importanza far notare loro alcuni dati sostanziali a sostegno delle affermazioni di questi giorni, che risultano, ahimè, inequivocabili. Contrariamente a quanto avviene per i Comuni vicini alla città di L’Aquila, menzionati ciascuno con la relativa quota abitanti nell’Allegato n. 2, parte integrante della deliberazione di Giunta Regionale n. 468 dell’ 8 luglio 2014, quelli della Valle Peligna non sono affatto menzionati e per questo non ricompresi nel computo del plafond di popolazione fornito come requisito da rispettare (totale plafond – 252.821 abitanti).
Da qui si può dedurre che tali Comuni non siano stati inseriti tra le aree obiettivo nel quadro della nuova zonizzazione per il periodo 2014/2020, anche perché, se così fosse, la deliberazione di individuazione, posta come superamento della precedente DGR n.338/2014, andrebbe chiaramente oltre le disposizioni tecniche della Comunità Europea. Ed infatti, se ai 252.839 abitanti si andasse ad
aggiungere il numero degli abitanti degli altri Comuni della Valle Peligna, il superamento andrebbe de plano.

È di tutta evidenza, dunque, come l’unica lettura oggettiva possibile del deliberato della Giunta da Lei presieduta, porta all’esclusione certa degli altri Comuni della Valle Peligna, ad esclusione di quello di Sulmona. E questa conclusione non può, certamente, essere accettata, tenuto conto della grave crisi che interessa l’intera Area Peligna. A questo aggiungo che non è neanche dato comprendere quale sia il significato ultimo che la sua Giunta ha voluto attribuire al concetto di “contiguità”. E ciò non solo per le ragioni anzidette relative alla Valle Peligna ma, altresì, tenuto conto della “presunta contiguità” dei territori Aquilani (dove alcuni dei Comuni indicati nel detto Allegato n. 2 alla DGR n. 468 dell’8 luglio 2014, non risultano essere contigui tra loro o alla città di L’Aquila).

Non si può, inoltre, ritenere fondato il ragionamento di qualche Suo Consigliere di maggioranza che, evidentemente, per strenua difesa dell’appartenenza e non del territorio, prova a confondere le acque ritenendo che l’inclusione degli altri territori porterebbe al non rispetto di alcuni parametri. Questa sì che va considerata come difesa strumentale per nulla giustificativa della iniqua disparità di trattamento. Come dire, un’impresa ricadente nel territorio di Sulmona ha pieni diritti di accesso agli aiuti, invece tali stessi diritti non spetterebbero ad imprese ricadenti nelle altre diverse zone industriali del territorio Peligno. Peraltro, allo stesso Consigliere è sfuggito che il perimetro del Consorzio per il Nucleo di Sviluppo Industriale di Sulmona in realtà comprende anche porzioni ricadenti all’interno del Comune di Pratola Peligna, con ovvia disparità conseguente all’adozione della predetta delibera.

Non si può, inoltre, sottacere alla completa esclusione del territorio Marsicano senza che, fino ad oggi, siano state fornite sul punto giustificazioni fondate.

Inutile sostenere oggi che per tali territori esclusi ci saranno forme alternative di interventi, come la presunta zona “a burocrazia zero”o “le aree ecologicamente attrezzate” poiché, non solo non è dato sapere se ci saranno (trattasi di interventi di natura puramente sperimentale), né quando ci saranno e, ancora, se essi saranno in grado di sopperire alla perdita avvenuta in seguito all’attuale esclusione.
Signor Presidente, non è nel mio stile fare sterile polemica e da questa prendo le distanze, ma la tutela dei territori rappresentati impone una netta presa di posizione e per tale ragione mi rivolgo a Lei affinché, nell’interesse generale dei Suoi Conterranei, voglia apportare subito le necessarie modifiche a tutela di tutti gli interessi territoriali della Regione Abruzzo.

Fiduciosa di un Suo tempestivo interessamento, La prego di voler ricevere i miei migliori saluti.

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