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Cultura

Flashback, come l’arte avezzanese varca i confini dell’Italia

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Valentina De’ Mathà è un’artista di origine abruzzese (Avezzano 1981) che vive e lavora in Svizzera.
Inizia la sua formazione presso l’Istituto statale d’Arte “V. Bellisario” di Avezzano, successivamente studia per due anni “Scienze della Moda e del Costume” presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza e contemporaneamente frequenta un Corso di Sceneggiatura Cinematografica tenuto dal regista abruzzese Stefano Chiantini. In Svizzera frequenta un corso di Incisione.
Ha all’attivo mostre, premi e pubblicazioni internazionali, tra cui “Entropia”, personale presso la Limonaia di Villa Saroli del Museo d’Arte di Lugano, e la 54a Biennale di Venezia, dove presentò “Silenzio” un progetto installativo in memoria delle 308 vittime delle Terremoto di L’Aquila.
La sua ricerca è basata sulla simbiosi tra Uomo, Natura e Mutamento e sulla Causa-Effetto degli eventi, lasciando però ampio margine ad una percentuale di meccanismi non deterministici e sfumature tipici della fisica quantistica. Di conseguenza sul comportamento dell’uomo di fronte all’imprevedibilità delle circostanze ineluttabili o causate da egli stesso e sulle sue instabilità emotive e reazioni di fronte agli imprevisti e ai mutamenti improvvisi e inevitabili.
Attualmente sta portando avanti un progetto sulla sua terra natale, la Marsica, e sulla ricchezza della sua storia e tradizioni.

Il 15 novembre ha inaugurato Flashback una sua mostra personale presso la galleria d’arte Nellimya: light art exhibition di Lugano. Un’antologica di 34 opere realizzate in camera oscura.
Di seguito l’intervista a cura di Paolo Cappelletti che accompagna il catalogo della mostra:

FLASHBACK. UNA CONVERSAZIONE CON VALENTINA DE’ MATHÀ

Paolo Cappelletti

…crepuscolo pensoso delle notte illuni trasparenti…
Aleksàndr S. Puškin, Il cavaliere di bronzo

PC. Che cosa stai cercando di raggiungere attraverso la tua pratica artistica, Valentina?

VDM. Una più alta consapevolezza dell’esistenza umana.

PC. La tua ricerca sul concetto di simultaneità di causa ed effetto intride la tua arte. Come riesci a circoscrivere questo tema nei lavori della serie presentata in Flashback? Inoltre, poiché credo che alcuni dei lavori della serie richiamino alla mente sintetici paesaggi notturni — topograficamente ambigui ma cinematograficamente vividi —, vorrei chiederti un’altra cosa: attraverso quale tecnica riesci a lasciar emergere e poi imbrigliare la loro luce?

VDM. Si tratta di opere create in camera oscura attraverso sovrapposizioni di sostanze chimiche, variazioni di temperatura di quest’ultime, dell’acqua e fonti luminose su carte emulsionate. Il processo di realizzazione è spesso lungo e complesso, ma va gestito con velocità e dinamicità, tenendo conto delle giuste dosi dei chimici, dei movimenti, dei tempi. La tecnica è basata sul concetto di causa-effetto e sulla visione dialettica tra gli input che io do alla materia e la sua capacità di reazione, lasciando però ampio margine ad una percentuale di meccanismi non deterministici e sfumature tipici della fisica quantistica, altro punto cardine della mia ricerca. Narrano paesaggi luminosi, fantastici, distorsioni della psiche, epifanie, déjà vu, visioni oniriche e, appunto, flashback. Sono ambivalenti, intrisi di luce e, paradossalmente, vengono realizzati nella quasi totale assenza di essa.

PC. Altri lavori ricordano le largamente note macchie di inchiostro utilizzate da Hermann Rorschach negli omonimi test psicologici proiettivi. Immagino che ciò non rappresenti una coincidenza…

VDM. No, non è una coincidenza; è una serie di lavori dedicati proprio alle tavole di Rorschach, ma in questo caso le figure ambigue sono ottenute grazie a procedimenti chimici. Mi affascinano la psiche umana e la psicologia in generale — anche se non credo nella psicoterapia. In particolare, alcuni meccanismi che si innescano in modo incontrollato nella mente umana catturano il mio interesse. In passato ho creato un’installazione interpretando la teoria di Jacques Lacan sulla “mancanza-ad-essere”, da lui denominata béance, e due video-art (Trip e Il godimento è una tensione che non raggiunge mai la sua realizzazione, poiché può avere luogo solo quando non ha luogo) basati sui viaggi della mente, sulle dipendenza, sulle mancanza di lucidità, sul disturbo ossessivo-compulsivo e sul desiderio irrisolto.

PC. Da tempo, attraverso il tuo lavoro, analizzi le capacità reattive che gli esseri umani mettono in gioco di fronte a eventi inesplicabili e apparentemente inevitabili. Senti che anche in questa serie il tema sia, in qualche modo, trattato?

VDM. Assolutamente, sia attraverso la tecnica di realizzazione sia attraverso il concetto su cui è basato l’intero progetto espositivo. I flashback, le visioni oniriche, i déjà vu, i test psicologici, sono in qualche modo la manifestazione di qualcosa che è già avvenuto, la conseguenza di un evento passato che torna improvvisamente e inspiegabilmente, in modo incontrollato, nel presente.

PC. E quanto il tema della resilienza di fronte all’aumento di disordine (entropia) del sistema sociale pervade il tuo lavoro?

VDM. Sono fondamentalmente una persona incoerente e reputo ciò un pregio. L’incoerenza mi dà modo di mettermi in gioco quotidianamente, di essere dinamica e sentirmi in movimento, in crescita. Alimenta il mio bisogno di rimettermi in discussione quando è necessario e di adattarmi, di plasmarmi in qualche modo rispetto agli eventi che mi circondano nel quotidiano e che inevitabilmente mi nutrono e coinvolgono, nonostante il percorso da seguire sia comunque già indirizzato e la mia indole ben definita. Il mio lavoro per andare avanti, nutrirsi e crescere, ha necessariamente bisogno di adattarsi al mio passo, di essere anch’esso resiliente. Quasi sempre creo delle opere in base ai materiali che ho a disposizione, ai luoghi che mi circondano in quel determinato momento e quasi mai il contrario. Cerco di assecondare quasi sempre i tempi della natura e di vivere, per quanto possa essere possibile, il presente.

PC. Nel finale di Belye noči, Le notti bianche, il sognatore di Fëdor Dostoevskij riassume così il suo tormento d’amore e la sua riconoscenza per Nasten’ka: “Dio mio! Un intero attimo di beatitudine!” Credi che il processo creativo e i suoi risultati possano, parimenti, portarci verso quell’attimo di beatitudine?

VDM. Mi fa piacere che tu abbia citato Dostoevskij e il suo romanzo Le notti bianche, in qualche modo riferibile ai paesaggi notturni presentati in Flashback. Sono molto legata ai grandi maestri russi e, in particolare, Andrej Tarkovskij e Dostoevskij sono annoverabili tra i miei punti cardini fondamentali. Sì, credo che questa totale apertura dell’emisfero destro durante la fase creativa e, successivamente, quella contemplativa, ti porti a toccare determinati punti che ti proiettano in uno stato di totale estasi e beatitudine che si raggiungono quando si entra in contatto con il Tutto.

PC. Che cosa è per te l’estasi artistica? Verso quali visioni ti conduce?

VDM. È un legame tra me e il Tutto. È il sentirsi concreti attraverso il senso di identità che si raggiunge tramite il fare.

PC. Vi è spesso nei tuoi lavori un quid che rimanda, a mio giudizio, a una sorta di sacralità o comunque a una ierofania, cioè alla coscienza della presenza di qualcosa di sacro. È così?

VDM. Il lavoro è sacro e va maneggiato con cura. Ha un’anima. Un’anima propria sommata alla tua. Ha bisogno dei giusti tempi, di essere contemplato e toccato da occhi sinceri e rispettato e difeso sopra ogni cosa perché è la parte più intima di te, è la rivelazione della tua catarsi.

PC. Dimostri sempre la capacità di gestire la tua pratica secondo il motto ne quid nimis, niente di troppo. Come raggiungi questa essenzialità?

VDM. Attraverso la ritualità del lavoro.

Cultura

Nasce il Polo Universitario della Marsica: nuova sede e nuovi corsi di laurea, ma servono iscritti

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Avezzano – Un forte rilancio ad Avezzano della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo. E’ quanto illustrato nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina in Municipio dal sindaco Gabriele De Angelis, affiancato dagli assessori Leonardo Casciere e Chiara Colucci, dalla professoressa Angela Musumeci, docente di diritto costituzionale e membro del senato accademico del prestigioso ateneo teramano e da Rocco Micucci, amministratore unico del CRUA (ex CRAB), struttura in parte destinata alla creazione di un innovativo polo universitario marsicano.

“Il Comune di Avezzano e l’Università di Teramo hanno costituito un comitato tecnico che ha affrontato la problematica del rilancio della presenza dell’Università di Teramo nella Marsica, considerato quale elemento di importante fertilizzazione del territorio e di potenziamento del capitale umano a determinate condizioni, coinvolgendo nel percorso il CRUA (ex Crab) in vista del potenziamento dell’offerta formativa – ha dichiarato il primo cittadino di Avezzano – dotare la Facoltà di una nuova sede, idonea allo svolgimento della attuale attività didattica ed a migliorare il livello e la qualità dei servizi resi agli studenti. La nuova sede individuata è quella del CRUA – Consorzio di Ricerche Unico d’Abruzzo (ex Crab – Via S. Pertini, 106 – Avezzano). A tal fine, per favorire il collegamento con la nuova sede, saranno previste corse dedicate agli studenti compatibili con gli orari di lezione. Si sottolinea, peraltro, che di fronte al CRAB sorgeranno anche altre scuole e che tale zona sarà riqualificata. Il CRUA non sarà soltanto sede della Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza – continua De Angelis – ma diverrà un vero e proprio “Polo Universitario della Marsica”, sviluppando percorsi formativi tra le Università di Teramo, L’Aquila, CRUA, aziende locali del settore agroalimentare, Enti economici locali (come Aciam e Cam) e stakeholder regionali. Già da questo anno accademico sarà possibile affiancare alla Laurea in Giurisprudenza, cicli intensivi di attività didattiche e di laboratorio indirizzate ad una “coorte territoriale” del corso di Laurea in scienze (Bioscienze agrarie e Tecnologie agroalimentari) di un congruo numero di studenti provenienti dal territorio marsicano. Detta iniziativa è decisamente e volta alla ulteriore valorizzazione di un settore economico strategico quale il comparto agroalimentare fucense. La condizione minima per l’avviamento del corso in Scienze è che la Marsica, in senso lato intesa, esprima almeno 25 matricole, obiettivo assolutamente possibile se il territorio crederà nella sua Università. Parimenti, ci attendiamo un incremento del numero di iscritti a Giurisprudenza, grazie alla nuova sede ed alla nuova logistica, con obiettivo quota 100 matricole. Per realizzare tale obiettivo potenzieremo il possibile ampliamento dell’offerta formativa a partire dal prossimo Anno Accademico: valutando in primis la possibilità di avviare ulteriori percorsi di curricolari come, ad esempio: criminologia, diritto e legislazione agro-alimentare e ambientale, master di secondo livello, collaborazioni con il sistema universitario regionale, ed in particolare con UNIVAQ sulla Area Medicina come scienze infermieristiche, ecc. – infine precisa il sindaco – il Comune non spenderà un euro di più rispetto ai costi attuali. L’iniziativa di rilancio coinvolgerà tutti i comuni della Marsica nonché le associazioni di categoria o gli imprenditori privati o le società pubbliche o miste (come ad es. Cam ed Aciam) che dovranno essere parte attiva nella realizzazione di stage, tirocini formativi, convenzioni con imprese, enti locali e Tribunale, nonché percorsi di specializzazione mirati sulla domanda di lavoro proveniente dalla specifica realtà locale.”

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Cultura

Ripartono i Laboratori Teatrali targati “Il Volo del coleottero Teatro Musica”

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Avezzano – Sabato 29 e domenica 30 settembre, dalle ore 17 alle 19 al Teatro San Rocco di Avezzano, ripartono i Laboratori Teatrali targati “Il Volo del coleottero Teatro Musica”In occasione delle due giornate, verranno presentati i corsi del nuovo anno artistico e per i nuovi allievi sarà possibile chiedere informazioni e prenotare una lezione di prova senza impegno venendo inseriti nel corso relativo alla propria fascia di età. Tutti i corsi partiranno da Ottobre. L’offerta didattica è articolata su cinque segmenti: il Laboratorio Teatrale e di Comunicazione per Adulti e i quattro Laboratori per ragazzi suddivisi in Piccolissimi, Bambini , Ragazzi  e Adolescenti. Il laboratorio teatrale è uno spazio di conquista e scoperta in cui si diventa consapevoli della propria fisicità, delle potenzialità della propria voce, della capacità di impersonare ruoli e storie diverse, imparando in tal modo quanto sia prezioso riuscire a guardare le cose da un punto di vista nuovo e diverso, a mettersi in gioco superando paure, timidezze limiti. È un luogo dove guardare se stessi e gli altri per crescere, conoscere, confrontarsi, divertirsi.

I laboratori stabili, giunti al nono anno di attivazione, hanno visto crescere negli anni la grande famiglia dei “Coleotteri”creando intorno al quartier generale del teatro di San rocco una piccola comunità artistica formata da bambini, giovani, adulti, famiglie e appassionati che partecipa a tutte le attività proposte: dai laboratori agli spettacoli, dagli stage di formazione alle giornate artistiche fino alle rassegne teatrali. L’esperienza dei formatori coinvolti ha permesso, anno dopo anno, di evolvere costantemente i contenuti e i metodi, puntando ad un coinvolgimento sempre maggiore dei partecipanti e rendendo il “laboratorio” un momento di crescita personale, ancor prima che di acquisizione delle tecniche di recitazione. Gli allievi saranno guidati da esperti professionisti del settore artistico e formativo, che hanno scelto di dedicare tutte le loro energie, la loro professionalità e la formazione continua a questa attività considerandola fondamentale sul piano della crescita personale, della formazione artistica, dello sviluppo culturale della comunità locale.

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Cultura

“Le monete antiche della Collezione Torlonia”, visita guidata al Castello Piccolomini di Celano

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Celano – Domenica 23 settembre Limes-società cooperativa archeologica, organizza una visita guidata gratuita all’interno del Castello Piccolomini di Celano per ammirare “Le monete antiche della Collezione Torlonia”.

Il castello ospita, infatti, una sezione archeologica dedicata alla Collezione Torlonia composta da reperti rinvenuti durante il prosciugamento del lago Fucino. La prenotazione è obbligatoria, per informazioni contattare 39.7431107 oppure coop.limes@libero.it

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Attualità

Il prete antimafia don Marcello Cozzi ad Avezzano: dall’incontro con Gaspare Spatuzza alla difesa dei giornalisti d’inchiesta

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Avezzano – Don Macello Cozzi, il prete antimafia, ha presentato ad Avezzano il suo ultimo libro “Ho incontrato Caino – Pentiti. Storie e tormenti di vite confiscate alle mafie”. L’incontro, promosso dal Rotary Club di Avezzano, si è svolto ieri sera presso il ristorante Umami. Don Marcello Cozzi, già vicepresidente nazionale di Libera e oggi coordinatore del servizio nazionale antiracket e antiusura, è conosciuto principalmente per la sua attività vicina a testimoni o collaboratori di giustizia e pentiti di mafia.
“Non sono uno scrittore, cerco di fare il prete. – ha esordito – Tanti anni fa ho iniziato un cammino insieme a Libera, nata per fare in modo che la risposta all’aggressione mafiosa non fosse limitata ad una stagione, ma strutturata nella società civile, e per stare accanto ai familiari delle vittime innocenti di mafia che non hanno avuto uno straccio di verità o un frammento di giustizia. Quello dei familiari – continua – è un grido di dolore e di rabbia”.

Don Marcello Cozzi, che in venti anni confessa di aver incontrato centinaia di persone vicine alla mafia, nel libro meziona le esperienze più significative, quelle che lo hanno segnato maggiormente. Tra esse vi è l’incontro con Gaspare Spatuzza (membro di Cosa Nostra, implicato in 42 omicidi tra cui la strage di via D’Amelio e l’uccisione di Don Pino Puglisi ndr.) allora recluso segretamente al 41 bis nel carcere dell’Aquila. “Mi viene incontro come se fossimo stati amici da sempre, ma ci vollero mesi per entrare in confidenza. Si aprì quando iniziai ad incontrarlo non più nel parlatorio, ma nella sua stanza. Spatuzza – continua –  Non parlerà quasi mai di fatti di mafia, ma principalmente del suo cammino personale interiore. Ad un certo punto però io gli chiesi in che modo si può sconfiggere la mafia. Lui mi risposte che sarebbe sufficiente un ufficio reclami. Spatuzza – spiega – con questa frase intendeva sottolineare l’assenza dello Stato che spinge verso l’illegalità, verso le mafie. Egli, infatti, si avvicinò al mondo mafioso per capire che fine avesse fatto il fratello maggiore vittima di lupara bianca”.

Don Marcello Cozzi si sofferma successivamente sulle storie delle donne di mafia, quelle trattate come fossero oggetti che, nello stesso tempo, rivestono un ruolo di supporto nell’organizzazione mafiosa, come la custodia delle armi, e che  spesso prendono il posto dei loro uomini quando questi finiscono in carcere o vengono uccisi. Alle donne di mafia, destinate a vestire di nero per tutta la vita, spetta poi di dover vendicare padri, mariti o fratelli uccisi per mano mafiosa. “Non esistono buoni per sempre e non esistono cattivi per sempre. Questo mi hanno insegnato le persone che ho incontrato. E’ la loro sofferenza ed il loro tormento che mi restituisce speranza – conclude il prete antimafia cercando di fornire un senso alla sua missione che egli stesso ha definito laica e religiosa nello stesso tempo. Infine Don Marcello Cozzi spezza una lancia a favore dei giornalisti d’inchiesta esprimendo vicinanza a Salvo Palazzolo, firma di punta di La Repubblica, oggetto in questi giorni di perquisizioni e sequestri per la sua attività di inchiesta sulle stragi di Capaci e via D’Amelio. “Siamo in un Paese strano – commenta, mostrando tutto il suo disappunto a riguardo.

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche il magistrato avezzanese Bianca Maria Serafini, che sul tema ha fornito un’importante testimonianza personale. Oggi magistrato di sorveglianza presso il Tribunale dell’Aquila, in passato è stata giudice penale proprio in terra di ‘Ndragheta. Federica Di Marzio 

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Cultura

Omaggio a Edoardo Gagliardi, sabato l’inaugurazione della mostra

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Avezzano – Sarà inaugurata sabato, 15 settembre, alle 18,30, l’omaggio all’artista Solitario Nero, Edoardo Gagliardi (1939 -2003). a cura del Gruppo Artisti Marsarte con L’Associazione Culturale Madonna Del Passo e il patrocinio del Comune di Avezzano. La mostra si terrà nei locali della parrocchia Madonna Del Passo – Piazzale Madonna Del Passo, ad Avezzano.

Presenterà la manifestazione la dott.ssa Rossana Petricola, dopo il saluto del Presidente dell’Associazione Culturale Madonna del Passo, Rocco Nubile, interverranno l’assessore alla Cultura dott. Pierluigi Di Stefano, il vice presidente della Provincia dell’Aquila prof. Alberto Lamorgese e il presidente del Gruppo Artisti Marsarte prof. Maurizio Lucci.

Curatore della Mostra Dott Francesco Subrani.

Orario di apertura della mostra dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 19,30.

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Cultura

Tra cultura, viaggio e convivio il finale speciale della ricchissima rassegna “Vacanze luchesi”

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Luco dei Marsi – È in programma per questa sera, giovedì 13 settembre, alle 21, nella sala consiliare del Comune di Luco dei Marsi, la presentazione del libro: “La costa dei Trabocchi tra il feltrino e il Sangro”, di Rocco Cuzzucoli Crucitti. Storia, ambiente, processi produttivi e trasformazioni socio-economiche di uno dei tratti più interessanti della costa abruzzese nell’analisi e nello sguardo dell’Autore, che propone una lettura originale e affascinante del rapporto tra territorio e comunità. L’incontro letterario, a cura dell’associazione “Lucus”, è parte dell’ideale gemellaggio culturale tra entroterra e costa che proseguirà con la gita in programma per domenica, 16 settembre, nei suggestivi luoghi descritti nell’opera – i trabocchi, l’Abbazia di San Giovanni in Venere, l’Eremo dannunziano, tra gli altri – evento finale che siglerà la lunga e ricchissima rassegna estiva “Vacanze luchesi”. Saranno presenti, con la sindaca Marivera De Rosa e l’Autore, i relatori Lino Olivastri e Aurelio Manzi. Per informazioni sulla visita culturale e conviviale di domenica: 389/1130000.

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Attualità

Le Dee del bosco di Angitia e visita guidata ad Anxa domani a Luco dei Marsi

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Luco dei Marsi – La magia del mito e il fascino della storia negli eventi dedicati ai siti archeologici del territorio nell’ambito del festival “SITe.it, 20 anni e tre giorni d’informazione”, in programma per i giorni 7, 8 e 9 settembre a Luco dei Marsi, località Petogna, nel Circolo ippico Marsicano. Domani, venerdì 7 settembre, l’appuntamento è alle 10, nel Circolo ippico, con la dottoressa Emanuela Ceccaroni, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, per una lezione a tema: “Le Dee del bosco di Angitia”. A seguire si terrà la visita guidata nell’area di Anxa. L’ingresso è libero. Tutti sono invitati a partecipare.

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