Cronaca e Giudiziaria

Finmeccanica e il borsone della Valle del Giovenco…

Fondi neri realizzati con il sistema delle false fatturazioni, ingenti somme in contanti consegnate agli ex vertici di Finmeccanica. Fondi che prendono nome di tangenti perchè destinati, secondo l’ipotesi dell’accusa, ad esponenti politici ed in particolare a quanti avrebbero sponsorizzato le nomine dei vertici della holding. È questo lo scenario investigativo dell’inchiesta della Dda di Napoli che ha portato all’emissione di una ordinanza di custodia agli arresti domiciliari nei confronti di Pierfrancesco Guarguaglini, ex presidente di Finmeccanica.

Associazione per delinquere finalizzata alla corruzione è il reato contestato all’ex dirigente nell’ambito dell’inchiesta sul Sistri, il sistema di monitoraggio satellitare del trasporto dei rifiuti mai entrato in funzione, una indagine condotta dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dai pm della Direzione distrettuale antimafia partenopea Catello Maresca, Marco Del Gaudio e Maurizio Giordano. Un arresto che ha già portato a numerosi arresti (gli ultimi nel marzo scorso) di imprenditori e dirigenti attualmente sotto processo davanti al Tribunale di Napoli. Il nome di Guarguaglini – che si dice «del tutto estraneo ai reati contestati» e certo che la sua estraneità «sarà completamente riconosciuta nel corso delle ulteriori indagini» – già spuntò nel corso dell’ultima fase dell’inchiesta come destinatario di ingenti somme in contanti. Ma la richiesta di misura cautelare, sempre agli arresti domiciliari, non fu accolta dal gip Francesco De Falco Giannone. Ora alcuni elementi nuovi scaturiti dagli approfondimenti investigativi, basati su interrogatori di testimoni e coindagati nonchè sul contenuto di intercettazioni telefoniche, hanno indotto il giudice a firmare il provvedimento, eseguito all’alba dei militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli.

La vicenda ruota intorno alle attività di due imprenditori avezzanesi Sabatino e Maurizio Stornelli (il primo amministratore di Selex Service spa, società interamente partecipata da Finmeccanica e concessionaria del servizio legato alla realizzazione del Sistri), i quali avrebbero realizzato la provvista per circa 4.000.000 di euro, distribuita in parte a Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo e in parte a Guarguaglini, che avrebbe ricevuto, secondo gli inquirenti, 800mila euro. In estrema sintesi il denaro, depositato presso una banca svizzera, sarebbe poi tornato in Italia attraverso «spalloni» e, dopo essere stato custodito in un doppio fondo della libreria di Maurizio Stornelli, sarebbe stato portato all’interno di un borsone della società calcistica Pescina Valle del Giovenco al settimo piano della sede di Finmeccanica, dove erano gli uffici Borgogni e Guarguaglini.

A consegnare la presunta tangente sarebbe stato Vincenzo Berardino Angeloni, ex deputato di Forza Italia e dentista di Guarguaglini, ritenuto una sua persona di fiducia. Tra gli elementi nuovi, le dichiarazioni rese ai pm dalla segretaria di Guarguaglini, Patrizia Silverio. La donna ha riferito di aver visto lasciare nell’ufficio del presidente un borsone del Pescina Valle del Giovenco, del tipo che utilizzano i calciatori. Il borsone, di cui la testimone ha detto di ignorare il contenuto, fu lasciato «come un regalo che Sabatino Stornelli presidente della squadra, faceva al presidente di Finmeccanica». Nell’ordinanza si fa riferimento anche al contenuto di alcune intercettazioni telefoniche in una delle quali Guarguaglini ammette di aver fatto assumere presso il centro secondario Sistri di Cecina una propria cugina.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top