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Fine primo round

Primo editoriale antimeridiano (parlo di stesura, non di pubblicazione) per il sottoscritto che prova a scrivere d’impulso dopo aver saputo della lieta novella.

Quale?

Che il sindaco D’Orazio si è schierato ufficialmente contro la “sua” centrale a biomasse. Buona circostanza, della quale non mi sento artefice ma partecipe sì!

Ho fatto il possibile per la causa e conto di fare ancor di più. Peraltro la vicenda inizialmente era stata oltremodo ambigua, proprio a partire dall’atteggiamento del Primo Cittadino marruviano, che ha provato a fare, palesemente, il Ponzio Pilato della situazione.

Me lo impongono dall’alto e io lo faccio. Un po’ riduttivo come quadro d’insieme nonché troppo comodo per essere vero.

E poi cos’è successo? La reazione di massa qualcosa ha fatto. E non deve essere stato di secondaria importanza neanche il confronto con i colleghi sindaci, in primis Tedeschi.

Un Tedeschi stupefacente quello che ho potuto ascoltare nell’intervista che state per vedere online (alcuni magari l’avranno già ascoltata nel mentre).

Guardate che vale la pena seguirla perché sono stati minuti molto intensi ed interessanti. L’ex presidente del Cam si è dimostrato determinato e preparato su gassificatori e quant’altro, tanto che non mi stupirei nello scoprire che sia stato lui ad ergersi a guida del gruppone spaesato di primi cittadini.

La chiusura è stata invece all’insegna del vorrei ma non posso. Argomento? Il Cam ovviamente!

E fateci montare un po’ la testa visto che non abbiamo potuto fare a meno di notare che la nostra intervista a Stefano Fabrizi è stata ripresa dalle agenzie e dopo qualche giorno è diventata di dominio pubblico in ogni dove.

E’ stato soprattutto merito suo, va detto; mille le cose interessanti che mi sono rimaste nella testa. Duemila quelle dette a microfono spento.

Dice il nostro: ma se la materia prima per le centrali a biomasse crea reddito solo se trasportata da un raggio di 20 km e se la nostra zona ha già esaurito la sua produttività nella materia prima di cui sopra, il materiale da bruciare lo porteranno da fuori!

Per rimetterci? Non credo…

E poi altre infinite informazioni e spunti a microfoni spenti. Lo sapevate che i marchi d’olio storicamente italiani in realtà sono tutti di proprietà spagnola?

E magari non avevate mai riflettuto sul fatto che mentre noi non sappiamo vendere neanche quello che abbiamo, altrove hanno creato turismo con una trovata di fantasia.

Dove? Immaginate un lago, della nebbia e migliaia di turisti che guardano inebetiti.

No, purtroppo non parlo del laghetto di Ortucchio, ma solo perché da noi non c’è il mostro! Forse…

VALE

Luca DJ Di Giampietro

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