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Cultura

Festa Sant’Antonio a Villavallelonga, evento unico e multisecolare


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La Festa di Sant’Antonio Abate costituisce in tutta la Marsica un evento unico; in molti paesi della zona infatti, nella notte tra il 16 ed il 17 gennaio, alcune famiglie, Pro Loco ed associazioni si adoperano a distribuire cibi e bevande. Villavallelonga è uno dei centri più vivi della tradizione per diversi motivi. Il rito della Panarda, che si svolge nella notte del 16 di gennaio, è l’elemento principe della festa; è un copioso banchetto preparato in casa di circa 90 famiglie del paese, come elemosina offerta al Santo, per onorare un voto contratto dagli antenati della famiglia dei Serafini nei confronti di S.Antonio in memoria di una grazia ricevuta.

La nottata si distingue per il clima di unione tra i partecipanti al banchetto, che attraverso il cibo rievocano la provenienza di una stessa identità. Le strade ed i vicoli del paese sono rallegrate dalla presenza di persone provenienti anche da altri paesi della Marsica. Molte compagnie di questua poi, formate sia da ragazzi locali che da “forestieri”, passano da una Panarda all’altra riproponendo i canti della tradizione folkloristica legata al santo eremita. La Panarda di Villavallelonga presenta delle caratteristiche che rendono unico il rituale tanto da essersi guadagnato l’attenzione di studiosi e antropologici nonché delle istituzioni locali per la candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Inoltre recentemente ha suscitato l’interesse di molti un riconoscimento per la Panarda di Villavallelonga che viene dall’articolo della scrittrice e giornalista di origini abruzzesi Domenica Marchetti sul quotidiano statunitense Washington Post. Un altro aspetto fondamentale della festa è la favata, la distribuzione casa per casa nella mattina del 17 e nei giorni precedenti secondo un criterio di suddivisione delle zone del paese, appannaggio esclusivo della famiglia Bianchi per grazia ricevuta, di una minestra di fave e della panetta (pane impastato con le uova). L’alimento principale della festa di S. Antonio sono le fave, che custodiscono una valenza allegorica in quanto rappresentano l’offerta alla comunità e quindi, indirettamente al Santo affinché alla modica quantità offerta possa ricambiare una copiosa quantità di raccolto. Le fave si distribuiscono nelle prime ore dell’alba perché gli uomini, originariamente, avevano già accudito gli animali nelle stalle ed erano tornati a casa per poi recarsi nei campi.

La festa di Sant’Antonio Abate a Villavallelonga ha subìto nel corso del tempo delle variazioni, ma la favata e la Panarda sono il nucleo multisecolare della tradizione attestato almeno dal 1657. Un altro elemento importante che si svolge il 17 pomeriggio è la sfilata in costume tradizionale e dei carri allegorici, evento che sancisce l’inizio del Carnevale, a cui partecipano principalmente giovani e bambini. La sfilata ha come principali protagonisti Sant’Antonio, il Diavolo ed il Lupo, i bambini in costume che portano piccoli cesti contenenti statuine rappresentanti S.Antonio attorniato da animali, la pupazza, o, come viene chiamata a Villavallelonga la Segnòra ed altre figure di carta sotto la cui pesante struttura metallica si avvicendano giovani che “la fanno ballare” a ritmo di musica, i suonatori di fisarmoniche e percussioni, le ragazze in costume tradizionale, portanti dei cesti addobbati con prodotti alimentari dal chiaro valore propiziatorio e legati alla tradizione locale della Panarda.

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