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Attualità

Faggete del Parco patrimonio Unesco, Wwf:”Un traguardo prestigioso”


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Abruzzo – A distanza di un anno esatto dai lavori di asfaltatura dei Prati d’Angro, a Villavallelonga, arriva una buona notizia: la faggeta vetusta di Val Cervara è Patrimonio dell’Umanità. La regione Abruzzo ha il suo primo sito Unesco. Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono state selezionate infatti 5 faggete, per una superficie complessiva di 937 ettari, ricadenti nei comuni di Villavallelonga, Lecce nei Marsi, Pescasseroli e Opi. Oltre a quella di Val Cervara, che ha oltre 500 anni ed è la più antica d’Europa, sono state riconosciute le faggete di Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Principe e Coppo del Morto (Pescasseroli) e Cacciagrande (Opi). La decisione è stata presa dall’Unesco venerdì scorso a Cracovia.

È la prima volta che nella lista italiana dei Patrimoni dell’Umanità compaiono delle foreste. Le faggete premiate sono associazioni forestali composte principalmente dal faggio (Fagus sylvatica) in associazione con altre essenze che vegetano nelle nostre montagne tra gli 800 e i 1.800 metri sul livello del mare. Queste foreste rivestono un’enorme importanza ecologica non solo per la presenza dei faggi ultracentenari, ma anche per la preziosa biodiversità che le contraddistingue.

“Ci fa piacere constatare – fanno sapere dal Wwf Italia Onlus Abruzzo – come riconoscimenti di tale calibro e levatura internazionale vadano a premiare le politiche di conservazione e facciano emergere la vera essenza delle aree protette. L’ingresso nei siti Unesco potrà dare, inoltre, ai territori del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nuovi canali di promozione turistica responsabile, basata sul rispetto e sulla conoscenza di habitat tanto pregiati e rivolta a un pubblico sensibile e attento che cerca proprio ambienti naturali integri e tutelati”.

Il WWF Abruzzo, insieme al WWF Abruzzo Montano, festeggia questo traguardo e si congratula con tutti coloro che hanno operato per ottenere un così prestigioso risultato, ma allo stesso tempo ricorda che non bisogna dare per scontato che questo ambito riconoscimento sia permanente.

“Per mantenere un tale privilegio occorreranno responsabilità, cure costanti e un’azione amministrativa adeguata (a cominciare dal rispetto delle prescrizioni date per i lavori di Villavallelonga: l’apposizione della sbarra sulla strada di accesso e il ripristino di quanto realizzato senza autorizzazioni) che sappiano difendere un patrimonio che da oggi non è più solo nostro: ora appartiene a tutta l’Umanità”.

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