Ambiente

PNALM: anche S.O.A. contro la “strada della vergogna”


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La Stazione Ornitologica Abruzzese ha inviato un esposto al Corpo Forestale dello Stato, ai N.O.E., al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea sui lavori in corso a Villavallelonga lungo la strada sterrata che porta ai Prati d’Angro.

“I lavori sono partiti nonostante una lettera urgente che la SOA aveva recapitato ai vari enti interessati lunedì scorso. Si segnalava l’autorizzazione di lavori in pieno periodo riproduttivo dell’avifauna all’interno di siti della rete Natura2000. Tra le specie protette nell’area dei pascoli sono presenti il Calandro, l’Averla piccola e la Tottavilla, passeriformi per i quali l’U.E. ha disposto particolari e stringenti misure di conservazione. Svolgere i lavori in pieno periodo riproduttivo provoca l’abbandono di nidi e piccoli. Anche il traffico, esacerbato dalla stesa dell’asfalto, avrà un grosso impatto sulla futura idoneità dell’area per la fauna, come accertato da numerosi studi a livello internazionale. Il continuo passaggio di auto e un accesso incontrollato causano un forte disturbo diretto e indiretto”.

“Si ricorda che sulla base della L. Reg. 3/2014 – Art.45, le strade di accesso ai pascoli devono essere chiuse al traffico ordinario. Figuriamoci se si possono spendere 411.000 euro per asfaltarle! Anche su quest’ultimo aspetto la SOA presenterà un esposto alla Corte dei Conti per verificare se un piccolo comune come Villavallelonga possa accollarsi una spesa del genere per una strada che dovrebbe rimanere chiusa al traffico ordinario. La Commissione Europea, tramite diversi progetti comunitari LIFE per l’orso bruno, ha finanziato la chiusura al traffico di diverse strade sterrate nell’area del PNALM, riconoscendo il gravissimo effetto di questi assi di penetrazione per il bracconaggio e per il disturbo sulla fauna in periodo particolarmente delicati”.

“Auspichiamo che il PNALM faccia marcia indietro ritirando un nulla osta totalmente illegittimo rilasciato a gennaio 2016 in assenza della valutazione di incidenza ambientale che è atto propedeutico a qualsiasi autorizzazione. Il Parco, lo scorso 29 giugno, a seguito della tardiva presentazione della valutazione di incidenza ambientale, aveva parzialmente rettificato il tiro, chiedendo di non asfaltare l’ultimo tratto. Tra l’altro l’intero iter autorizzativo è rimasto nell’ombra, senza alcuna trasparenza sui siti WEB istituzionali rispetto alla documentazione relativa alla valutazione di incidenza ambientale che dovrebbe essere pubblica per consentire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni al procedimento”.

“Ora si blocchino i lavori e si usino questi soldi per mettere a norma le strade usate normalmente dalla popolazione per evitare l’impatto con la fauna selvatica. I turisti che vengono da tutto il mondo per ammirare il parco d’Abruzzo non vogliono vedere strade ma avere servizi adeguati. Il comune pensi a valorizzare il proprio patrimonio in maniera leggera e consona ad un’area protetta di importanza mondiale”.

 

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