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Eruzione Bardarbunga: 12 milioni di tonnellate di anidride solforosa sull’Europa

L’eruzione del vulcano islandese Bardarbunga nei mesi scorsi ha spinto sull’Europa una gigantesca nube tossica, con oltre 12 milioni di tonnellate di anidride solforosa. La stima è dei ricercatori coordinati da Sigurdur Gislason dell’università dell’Islanda, i quali rassicurano che sulla salute gli effetti sono stati minimi poiché non vi è stata un’esposizione prolungata alla sostanza.

Pubblicato sulla rivista Geochemical Perspectives Letters, lo studio mostra che il gas emesso ha superato le concentrazioni rilevate nel 2011 in Europa. Sulle Alpi austriache, per esempio, sono state trovate concentrazioni che superavano del 60% i livelli consentiti. L’anidride solforosa è fra gli inquinanti atmosferici più diffusi e può causare bronchiti, asma, tracheiti e ad irritazioni alla pelle e agli occhi. In questo caso, a minimizzare gli effetti del gas, è stata anche la velocità del vento, maggiore in inverno che d’estate, che ha disperso rapidamente i pennacchi del vulcano.

Inoltre, grazie alle ridotte ore di luce solare in autunno e inverno, solo una minima parte del biossido di zolfo emesso è stato trasformato in acido solforico che si lega alle molecole d’acqua e può causare piogge acide. L’eruzione del Bardarbunga è stata la più grande degli ultimi 200 anni in Islanda; con i suoi 1,6 chilometri cubi di lava ha coperto un’area grande quanto Manhattan. “Siamo stati fortunati, ma – ha osservato Gislason – temevamo che l’eruzione fosse simile a quella devastante di 8 mila anni fa, ancora più intensa dell’eruzione del vulcano Laki del 1783 che ha ucciso circa 10.000 persone in Islanda”.

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