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Cultura

Enrico Ruggeri incontra i fan ad Avezzano. Intervista al cantautore italiano

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Enrico Ruggeri, artista tra i più eclettici ed amati nel panorama musicale italiano, questa domenica ha incontrato i propri fans presso il centro commerciale ” I Marsi ” ad Avezzano. Affabile e disponibile come al solito, abbiamo trascorso qualche minuto in sua compagnia, e così, tra ricordi di partite di calcio della Nazionale Italiana Cantanti contro il team degli Iron Maiden ( storica band heavy metal inglese ndr ) e critiche al sistema musicale italiano, ne è uscita fuori un’intervista davvero molto interessante. Buona lettura

” Il primo amore non si scorda mai “, brano che hai portato a Sanremo, ad una visione più superficiale potrebbe sembrare un tributo romantico, amoroso, a qualche storia d’amore da te vissuta…

Infatti il gioco era quello. Parla delle prime volte, del primo concerto mai visto, la prima volta che sono uscito la sera, tutte le prime volte avvenute tra i 16 ed i 20 anni che in qualche modo ti cambiano, ti modellano e ti formano l’anima. Ognuno di noi è quello che ha vissuto in quegli anni. Il primo amore da musicista fu quando, da 15enne, vidi al Vigorelli gli Emerson, Lake & Palmer. Quello fu il mio primo concerto e da li, amore immediato. Son partito col botto direi (ride ndr) poi ho visto due volte gli Iron Maiden, che mi piacciono tantissimo, in apertura dei Kiss e con i Kiss di supporto, quando erano agli inizi con Paul di Anno alla voce.

L’intro del brano è di chiara ispirazione prog anni 70…

Si, perché no! Deve anche qualcosa agli Stranglers. La parte centrale richiama molto il punk, sebbene con le tastiere. Questo inizio così ridondante è indubbiamente ispirato al prog anni 70 però. Ci hai visto bene.

La tua formazione da musicista, da artista camaleontico quale sei, deve molto all’esplosione del punk negli anni 70. A distanza di tutti questi anni la tua attitudine è esattamente la stessa. Sei ancora devoto al verbo di New York Dools o The Clash ?

E’ la musica che ascolto. Se torno a casa e devo mettere un disco, la scelta ricade immediatamente su quel periodo, quindi Kings, Beatles o The Who fino al quelli che per motivi cronologici erano presenti con il punk, Elvis Costello, Joe Jackson, Talking Heads, Television. Pur se non strettamente punk, nascevano in quegli anni. Quando militavo ancora nei Decibel aprii gli show degli Heartbreakers, ma soprattutto, e qui mi tolgo il cappello, degli Xtc. Ho sempre l’entusiasmo di quel ragazzino che voleva diventare come i suoi idoli di allora, provo un tale fastidio per la musica che si sente in radio al giorno d’oggi che i primi amori tornano in auge con maggiore evidenza

Recentemente ci ha lasciati David Bowie, un artista cui devi molto in termini di ispirazione…

Hai ragione, devo tantissimo a Bowie e nel mio ultimo disco sono presenti 4 sue cover. Era soprattutto un coraggioso, un artista che ha continuamente preso in giro il mercato. Nel momento di maggior successo con Ziggy Stardust, sparisce e torna Il Duca Bianco, nel momento del boom del Duca Bianco, sparisce e torna a Berlino a fare cose diverse. E’ stato così fino alla fine, ultimo album compreso, in cui, ancora una volta, ha preso in giro il mondo. Ha vinto lui, ha battuto la morte perché ha fatto della sua morte un’opera d’arte.

Ci hanno lasciati David Bowie, Lemmy, Scott Weiland, i Black Sabbath ci salutano con un tour d’addio e molti altri stanno abbandonando le scene. Siamo davanti quell’inevitabile ricambio generazionale di cui si aveva paura 20 anni fa. Da dove partiamo per affrontarlo ?

Bisognerebbe partire da un altro tipo di politica, di attitudine mentale, di impostazione da parte delle major. La verità è che oggi il musicista deve essere innocuo. Viene spinto, purtroppo, chi non cambierà mai nulla. Vengo da un mondo nel quale la musica ha fermato il Vietnam, ha parlato per la prima volta dell’Africa e dei continenti poveri, poi ad un certo punto qualcuno deve aver pensato che i musicisti fossero ingombranti. Ci si è chiesti ” perché dobbiamo farci dire da John Lennon quali guerre è giusto fare? Mettiamo i Backstreet Boys “, tanto sono più innocui.

Quindi sostieni che per portare avanti la musica ed il suo messaggio, è quasi inscindibile il connubio con la politica?

Certamente. Sciascia diceva che l’intellettuale deve essere a priori contro il potere, ed il musicista per anni ha incarnato questo ruolo. Oggi invece è chiaramente il contrario

L’innovazione di internet risulta essere contraddittoria rispetto al ritorno al vintage cui stiamo assistendo, specialmente riguardo i crescenti dati di vendita dei vecchi vinili. Un recente sondaggio della BBC ha però constatato come il 45% degli acquirenti non ascolta ciò che compra. La musica si sta perdendo nella sua essenza ?

La gente vuole il feticcio. Magari chi compra Abbey Road (storico disco dei Beatles ndr) neanche lo scarta che lo ripone sullo scaffale. Si può considerare un tributo a quegli anni, a quella musica, a quelle atmosfere, questo si. E’ un fenomeno tanto strano quanto contraddittorio ed interessante. Ad esempio Prince ha riscoperto da poco la musicassetta. Bisognerà vedere i produttori di automobili come si comporteranno visto che stavano lavorando per sostituire il cd con l’ingresso mp3 (ride ndr)

Recentemente hai dichiarato come ai giovani musicisti non venga lasciato il tempo di emergere e lavorare in prospettiva..

Oggi le major non hanno interesse a fare catalogo, ma solo a creare fenomeni globali che, anche se durano un anno o due, la cosa non li nuoce perché tanto, per mezzo dei talent che ci sono in tutto il mondo, di fenomeni del genere ne escono in continuazione. In realtà l’importante è che qualcuno venda dischi, ed alla major non interessa se questo qualcuno l’anno dopo sparisca dalle scene. L’importante è che ci sia qualcuno a sostituirlo. Una volta, come dici tu, si lavorava di più in prospettiva, ed io sono stato beneficiario di questo meccanismo

A breve uscirà il tuo nuovo romanzo. C’è un filo conduttore tra questo ed il suo predecessore ?

Il precedente lavoro è andato molto bene e tra i due vi è una linea comune. Al giorno d’oggi si vendono più libri che dischi, questo mi consola perché vuol dire che l’ebook ancora non ha preso il sopravvento (ride ndr). Il protagonista del romanzo è il commissario Lombardo, così, quando la Mondadori mi ha detto che il successo dello stesso poteva essere determinato da questo personaggio, spinto dalla curiosità, sono andato alla casa a trovarlo per prendere spunti per il mio prossimo libro.

Cultura

L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens tema di un libro, sabato la presentazione

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Alba Fucens – Un nuovo studio sull’archeologia del Fucino sarà presentato sabato 27 ottobre alle 17 ad Alba Fucens, presso “L’Alchimista del Borgo Medievale”. Alla presentazione del libro dal titolo “Studi sull’opera poligonale tra Alta Valle del Salto e Fucino L’acquedotto e la cloaca maxima di Alba Fucens di Dario Rose” interverranno Alessandra Ten, docente alla Sapienza di Roma, Daniela Liberatore , docente all’Università degli Studi di Foggia e Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Abruzzo.

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“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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Viaggio nella cultura e nella bellezza, tornano le Giornate Fai d’autunno

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Marsica – Un viaggio nella ricchezza del patrimonio culturale italiano. L’occasione la offre il Fai, che ripropone le “Giornate Fai d’autunno” e invita a visitare 660 luoghi in in tutte le regioni. L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Il gruppo Fai Marsica presenta Magliano dei Marsi con le chiese del suo centro storico, l’apertura della riserva orientata del monte Velino, in programma per domenica, a cura del Personale Carabinieri Nucleo Biodiversità di Castel di Sangro, mentre alle 16, per il Fai, straordinariamente, si terrà per le vie del centro il “Torneo del Cacio”.

Altra meta sarà Rosciolo, con il suo borgo antico, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Valle Polcraneta e la chiesina appena restaurata e riaperta di San Sebastiano.

“Queste giornate però sono anche un’occasione per aderire alla campagna ” Ricordati di Salvare l’Italia “, raccolta fondi”, ricorda il Fai Marsica, “con cui il Fai invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano, a partecipare alla sua missione; è un grande investimento di risorse economiche ed umane che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico per le generazioni presenti e future. Vi invitiamo a partecipare numerosi”.

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Al caffè letterario Vieniviaconme la mostra Sketched songs # 1

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AvezzanoVieniviaconme lettere e caffè, via M. Colaneri 8-10, Avezzano – di fronte al municipio – ospita la mostra di Valerio Babbo e Giuseppe Pantaleo Sketched songs # 1, dal 4 al 13 ottobre 2018. Si tratta di otto stampe firmate e numerate, comprese in una cartella a tiratura limitata edita nel 2012 ed esposte a un pubblico più ampio. Sono lavori che trovano la loro origine nell’ascolto di alcune tracce di musicisti operanti tra il Novecento e l’inizio del secolo (Dylan, Eno, Frisell, Reich ecc.). Secondo gli autori: «Il punto di partenza è da ricercare nei corsi d’Educazione artistica, alle medie. C’insegnavano a trattare i crescendo rossiniani o le note delicate di Chopin; a campire con un colore appropriato mentre ascoltavamo una Stagione di Vivaldi».

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Il Comune di Massa d’Albe premia gli studenti meritevoli con un abbonamento teatrale

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Massa d’Albe – L’Amministrazione comunale di Massa d’Albe, in collaborazione con l’associazione culturale Harmonia Novissima, intende premiare gli studenti meritevoli del comune che abbiano conseguito il diploma di maturità e/o di laurea nell’anno scolastico/accademico 2017/2018, mettendo a disposizione 4 abbonamenti alla stagione musicale del Teatro dei Marsi 2018/2019. La premiazione avverrà domenica 7 ottobre alle 17, presso il foyer del Teatro dei Marsi di Avezzano, stesso giorno della serata inaugurale della stagione teatrale 2018/2019.

 

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Concerto Siloniano alla Torre delle Stelle, Legnini: “Silone non deve finire qui” [GALLERY]

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Aielli – Si è svolto ieri, 27 settembre, il Concerto Siloniano per inaugurare l’anno scolastico dell’Istituto Comprensivo Fontamara di Pescina. Oltre agli alunni delle classi terze, alla direttrice di plesso, erano presenti gli amministratori di Aielli, Pescina, Cerchio, Collarmele e San Benedetto dei Marsi. In prima fila Giovanni Legnini che ha avuto parole di autentico apprezzamento per l’iniziativa. “Silone non deve morire qui – ha detto Legnini proponendo agli autori di divulgare il concerto, unico nel suo genere. I musicisti Monica Tortora al pianoforte, Daniela Martellone al clarinetto e  Giovanna Pace voce soprano, hanno associato musiche liriche e colonne sonore a racconti e dialoghi tratti dalle opere di Ignazio Silone.  I testi sono stati tratti da “Uscita di sicurezza”, “Romanzo di Severina” e “Archivio storico della camera dei Deputati”. I passi letterali sono stati incastonati come a voler creare un unicum riguardante una storia ambientata negli anni del terremoto della Marsica. Non solo cultura e musica, ma anche arte. Il pittore pescinese Eliseo Parisse ed una pittrice cilena hanno dipinto a suon di musica i cafoni di Fontamara. A far da cornice all’evento la suggestiva Torre delle Stelle di Aielli con il suo murales di Fontamara che ha fatto il giro del mondo. L’evento è stato promosso dalla Direzione Didattica di Pescina in collaborazione con il Comune di Aielli. Il tutto nasce da una serie di eventi dedicati allo scrittore come il Premio Internazionale Silone, il Murales di Fontamara e l’Istituto Comprensivo di Pescina dedicato proprio a Silone e al suo Fontamara.

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