Cronaca e Giudiziaria

Emporio certificati falsi, nuovo blitz dei finanzieri

Marsica. Non accenna a calare l’onda di piena dell’inchiesta “Tutti per Uno”, che ha portato alla luce un sistema corruttivo e fraudolento legato alla compravendita di false attestazioni, utilizzate poi per vari scopi e che vede coinvolte, ad oggi, diciotto persone, tra cui medici, imprenditori, politici e appartenenti alle forze dell’ordine.

Una nuova perquisizione è stata condotta dai finanzieri della compagnia di Avezzano, coordinati dal capitano Alessio Grillo, nell’abitazione avezzanese del direttore del Centro di Igiene Mentale, Angelo Gallese, recluso nel carcere di Pescara. Le attenzioni dei finanzieri si sono concentrate in particolare nei locali adibiti a studio. Bocche cucite da parte degli inquirenti, ma l’inchiesta sembra destinata a riservare colpi di scena, con il coinvolgimento di altre persone e ulteriori sviluppi circa la posizione dei coinvolti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia il dottor Gallese ha respinto ogni addebito, rimettendosi al Tribunale del Riesame dell’Aquila per la scarcerazione. Il Riesame si pronuncerà lunedì 4 giugno circa la richiesta di scarcerazione avanzata dall’avvocato Franco Colucci per Angelo Gallese, Orlando Morelli e Mario Panunzi.

Lo stesso Tribunale ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati Antonio Valentini e Dario Visconti per Arnaldo Aratari, titolare della struttura sanitaria Medisalus, e per la moglie Tiziana Mascitelli, dipendente dell’Agenzia delle Entrate, agli arresti domiciliari. Arnaldo Aratari, indagato insieme alla moglie e al suocero, Guglielmo Mascitelli, è considerato una delle figure chiave nell’inchiesta.

Pochi mesi fa Aratari era stato oggetto di altre indagini da parte della Guardia di Finanza e aveva subito un sequestro di beni per oltre 200mila euro, con le quote societarie della Medisalus. Dalle diverse intercettazioni ambientali e telefoniche raccolte dai militari erano emerse attività poste in essere da Arnaldo Aratari e Tiziana Mascitelli, tra cui dei pedinamenti, ai danni di un finanziere. Arnaldo Aratari è stato trasferito al carcere romano di Rebibbia. Gli avvocati della coppia hanno annunciato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame. I reati ipotizzati a carico degli indagati, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla frode processuale, dalla falsità materiale e ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico alla frode assicurativa, fino alla truffa ai danni dello Stato e al favoreggiamento.

1 Comment

1 Comment

  1. Salvatore Ruggeri

    2 giugno 2018 at 12:18

    Dovrebbe esse addebitata anche l’associazione a delinquere !

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top