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Emicrania, donne 3 volte più colpite di uomini in provincia de L’Aquila

In provincia de L’Aquila le cefalee colpiscono le donne tre volte più degli uomini. Inoltre, nel periodo 1994-1998, si sono registrati 4.353 casi di patologie cerebrali, di cui 2.409 uomini e 2.304 donne, età media oltre 74 anni.

Un nuovo monitoraggio è partito nel 2011.   Sono alcuni dei dati della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila in merito alla campagna di prevenzione di ictus cerebrali ed emicranie: dal dicembre 2013 sono stati attivati ambulatori ad Avezzano e Sulmona, due ‘costole’ del Centro regionale di riferimento per malattie cerebrovascolari e per cefalee, diretto dal prof. Antonio Carolei, «crocevia di utenti di altre aree abruzzesi (in particolare dal Teramano) e di Regioni limitrofe (soprattutto il Lazio)».

«La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila alza così l’asticella dell’assistenza e della prevenzione con due nuovi ambulatori che si aggiungono alla ordinaria attività di Neurologia svolta da anni in ospedale», afferma la Asl.

L’azienda sanitaria, con l’aiuto dei medici di famiglia e degli specialisti, intende contribuire – soprattutto con la prevenzione – a ridurre queste malattie di largo impatto sulla comunità. Si tratta di patologie  caratterizzate da costi sanitari e sociali elevati e – segnatamente  alle patologie cerebrovascolari – legate anche al progressivo invecchiamento della popolazione residente.

Ad Avezzano sono 400 i ricoveri l’anno per ictus, una cifra superiore, sia pure di poco, alla media nazionale; in quell’ ospedale si pratica la trombolisi, un complesso trattamento che serve a sciogliere il grumo che si forma nell’arteria, «grazie al lavoro svolto in sinergia tra il team dei neurologi, Berardino Orlandi e Federica De Santis, l’èquipe di Geriatria, Medicina, Chirurgia vascolare, Radiologia, Angiologia,  Pronto Soccorso e 118».

A Sulmona si svolgono 4.000 visite l’anno nel nuovo ambulatorio per cefalee e malattie cerebrovascolari.

«L’apertura dei due ambulatori, ad Avezzano e Sulmona – sottolinea Carolei – ha come obiettivo soprattutto la prevenzione e quindi la riduzione dei casi di malattia e dei costi sanitari e sociali. Sarà molto importante il ruolo dei medici di famiglia e degli specialisti con cui intendiamo lavorare in uno spirito di reciproca collaborazione. In questa prima fase ci auguriamo di poter effettuare correntemente oltre 10 visite al giorno».

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