Abruzzo

Emergenza cinghiali, è la volta della lettera ai prefetti

Gentilissimi Signori PREFETTI delle province Abruzzesi,
la problematica dell’alto numero dei cinghiali è diffuso sull’intero territorio nazionale.
Sinora ogni regione si è mossa autonomamente cercando di adottare soluzioni tampone, più o meno incisive, in luogo della mancanza di una forte e più radicale decisione che faccia tornare il problema da endemico, qual è, a fisiologico.
Nella nostra regione sinora sono state le Province ad adottare iniziative locali per nulla coordinate tra loro che hanno dato effetti limitati senza incidere per nulla sul volume dei danni complessivi che si producono alle coltivazioni agricole ed al pericolo continuo che pervade l’incolumità delle persone.
Da parte nostra abbiamo reiteratamente sollecitato la regione Abruzzo ad attivare iniziative coordinate ottenendo sempre risposte poco esaustive perché la materia risulta complessa e, talvolta, richiede l’assunzione altrui di responsabilità e decisioni che non arrivano.
Con l’imminenza della chiusura della stagione venatoria ormai prossima (31 Dicembre) il problema si riproporrà in tutta la sua gravità; in questo periodo si è solo leggermente allentato a causa del forte calo numerico dovuto ai naturali e numerosi abbattimenti eseguiti dai cacciatori.
Abbiamo posto l’attenzione all’assessore regionale pro tempore alla caccia, Dino Pepe, di prolungare per quanto possibile la corrente stagione venatoria ma ci è stato risposto, con nota pervenuta in data odierna, che questo non è materialmente possibile a causa dei contenuti del calendario venatorio 2014/2015 così come risulta complicato l’attivazione di un tavolo tecnico – istituzionale che tenda a stabilire modi e forme per una caccia di selezione dentro le aree di riserva e dei parchi perché la questione è di dirimenza nazionale.
La situazione grave dell’alta presenza dei cinghiali, quanto di altri ungulati come i caprioli, resta tutta intera e non può essere rinviata ulteriormente perché bisogna trovare soluzioni rapide ed incisive.
A Voi chiediamo d’indire appositi tavoli tecnici ed istituzionali in ogni singola provincia con la presenza dei relativi portatori d’interesse alfine di adottare soluzioni tampone nell’immediato in attesa di altre più incisive e generali.
Torniamo a ribadire, anche in questa sede, che non vogliamo l’eradicazione della specie cinghiale, quanto di altri selvatici ed ungulati, ma solo un costante e continuo contenimento numerico che riduca drasticamente il pericolo nel territorio così come riteniamo che, da un attenta programmazione e valorizzazione della carne derivante dai capi abbattuti, possa crearsi una filiera tesa a generare lavoro ed occupazione.
In attesa di cortese e tempestivo riscontro, con l’occasione, porgiamo i più vivi e cordiali saluti.

1 Comment

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  1. Francesca Visione

    23 dicembre 2014 at 12:08

    Riccardo Visione

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