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Eleonora Alfano racconta la sua avventura nel mondo della boxe

Ha 15 anni, si chiama Eleonora Alfano ed ha un grande sogno nel cassetto: diventare una pugile professionista. Originaria di Civitella Roveto, la giovane atleta ha l’aspetto di un’adolescente come le altre, con i suoi lunghi capelli castani e il suo timido sorriso, ma quando infila i guantoni e sale sul ring si trasforma in una tigre.

Eleonora, quando e perché hai iniziato a praticare sport da combattimento?

11060085_10204884978980524_3414445696701908255_nHo iniziato 3 anni fa grazie a mio padre, è stato lui a trasmettermi questa passione facendomi conoscere la A.S.D. Sauli Boxe che lui stesso, diversi anni fa, frequentava a livello amatoriale. Per me è stato amore a prima vista, e grazie al maestro Giuseppe Sauli sono entrata a far parte di una grande famiglia. Sauli è un maestro di vita, un grande professionista, e sono fiera di lavorare con un team di lunga esperienza.

Dopo essere stata chiamata nel ritiro collegiale Junior/Youth il 29 gennaio scorso e nel Training Camp svoltosi ad Assisi, hai conquistato la convocazione nel torneo internazionale “Queens Cup Stralsund” in Germania dal 18 al 22 marzo. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Il mio prossimo obiettivo è vincere l’oro agli Europei, sarà una grande sfida, ma ce la metterò tutta per gareggiare in uno dei più prestigiosi eventi sportivi a livello europeo.

Chi è stato l’avversario più tosto che hai incontrato?

La più terribile è stata la mia primissima avversaria. Lei era più grande e sicuramente più esperta di me, ma quella prima esperienza mi è servita ad affrontare gli altri incontri con più grinta e consapevolezza delle mie capacità.

Chi è il tuo idolo nella boxe e perché?

Stimo molto Simona Galassi, perché è l’unica italiana ad essere stata più volte campionessa professionista. Circa un mese fa, all’età di 42 anni, la Galassi ha combattuto il suo ultimo match. È coraggiosa, una grande donna, e non potevo trovare idolo migliore a cui ispirarmi.

Come ti senti da donna a fare uno sport che, sulla carta, è prevalentemente maschile?

Mi sento soddisfatta, perché credo sia importante per una donna praticare sport di difesa. Farlo è una sorta di rivalsa, e alle persone che rimangono stupite nel vedermi indossare i guantoni e battermi sul ring rispondo: ma quale “sesso debole”?!

Tante soddisfazioni celano altrettanti sacrifici?

Mi alleno circa 3 o 4 ore al giorno seguendo una dieta specifica, soprattutto in vista delle gare. Il pugilato non è solo uno sport, ma uno stile di vita, e per questo vivi pensando alle gare, agli allenamenti, alla responsabilità nei confronti della squadra e di tutti coloro che lavorano per far si che tu cresca. Nonostante la stanchezza e i momenti di sconforto che possono arrivare durante il percorso, posso dire senza ombra di dubbio che ne vale davvero la pena!

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