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Attualità

Eccola l’orsa Amarena, dimagrita e dal pelo arruffato


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San Sebastiano dei Marsi – Amarena è la giovane orsa femmina che da due anni ha iniziato a frequentare il paese di San Sebastiano dei Marsi, nella valle del Giovenco, per mangiare in questo periodo ciliegie ed amarene ed a settembre le mele.

“L’anno scorso, la disponibilità di cibo in natura era molto scarsa – spiega Paolo Forconi, zoologo libero professionista dello Studio Faunistico Chiros, svolge consulenze faunistiche per Enti pubblici e privati – perché a seguito della gelata della primavera 2016 non si è avuta alcuna produzione di faggiola (frutti del faggio), poche ghiande e pochi frutti selvatici. Così l’autunno 2016 si è caratterizzato per almeno 4 orsi che frequentavano frutteti nei pressi di paesi (Gemma, Peppina, Giacomina e Amarena).

Tutte orse femmine che il Parco ha catturato per dotarle di radiocollare e sottoporle a dissuasione (sparando petardi e proiettili di gomma per spaventarle). Ma con scarsi effetti ed ora Amarena è tornata a mangiare ciliegie a San Sebastiano dei Marsi”.

Negli ultimi giorni l’orsa Amarena si è fatta vedere in paese e nell’ immediata periferia, ed è apparsa molto dimagrita e dal pelo arruffato (come si vede nel filmato realizzato dallo stesso Forconi, proprio a ridosso dell’abitato di San Sebastiano dei Marsi).

“Amarena, quest’anno, è molto magra – prosegue Forconi – ed infatti per questo le è uscito il radiocollare.

Perché la dissuasione non funziona? Il protocollo del Parco per la gestione degli orsi problematici prevede diverse fasi: prima di tutto la prevenzione e la comunicazione e poi, nel caso, la dissuasione. Ma se si fa solo la dissuasione senza la prevenzione è ovvio che non funzioni. La prevenzione consiste nell’uso di porte anti orso nei pollai o recinti elettrificati, anche per i frutteti, per evitare che gli orsi facciano danni. Ma nella situazione di San Sebastiano l’orso mangia frutta su alberi sparsi dentro o ai margini del paese e poche persone sono interessate a proteggere questi pochi alberi, preferiscono lasciar mangiare l’orso.

La comunicazione consiste nell’insegnare alla popolazione come comportarsi con l’orso, evitando di inseguirlo e di urlare, ma osservandolo a distanza per non disturbarlo (in natura almeno 100 m, in paese almeno 50m), in silenzio e nel caso di incontro tra le vie del paese, dargli sempre la precedenza e lasciargli una via di uscita. L’orso marsicano non ha mai ferito nessuno, pertanto è innocuo ma va lasciato tranquillo.

Inoltre, bisogna considerare che le femmine giovani e subadulte sono al livello più basso nella gerarchia degli orsi, per cui se c’è poco cibo in natura, sono loro ad essere sempre scacciate e per questo non resta loro che andare a cercare cibo nei pressi dei paesi. Invece, negli anni di abbondanza di risorse alimentari naturali questo problema non si verifica. Alcuni esperimenti in Nord America hanno dimostrato che fornendo una risorsa alimentare agli orsi, scompare il fenomeno degli orsi problematici (Rogers L.L., 2011 – Does diversionary feeding create nuisance bears and jeopardize public safety? Human-Wildlife Interactions 5: 287-295). https://www.bearstudy.org/website/images/stories/Publications/16_Rogers_p.287-295.pdf

Questo dimostra la necessità di aumentare le risorse alimentari per gli orsi negli anni di scarsità naturale, tramite colture a perdere e potatura dei frutteti abbandonati. Inoltre, in casi eccezionali occorre fornire direttamente frutta e verdura nel bosco, ma non come si faceva in passato portando grandi quantità di cibo in alta quota con l’elicottero. Occorre applicare una modalità simile alla distribuzione naturale di frutti, ad es. 20-30 kg ogni 50-100 m.

Sicuramente Amarena ringrazierà di trovare un po’ di cibo nel bosco invece di essere di nuovo scacciata con petardi e proiettili di gomma. E speriamo che recuperi presto la bella forma che aveva l’anno scorso!”.

di Ferdinando Mercuri

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