Abruzzo

Eccesso di velocità, stangata su D’Alfonso

Ore 6,42, autostrada Pescara-Roma. Una berlina sfreccia a tutta velocità in direzione della capitale. È il 1° agosto. Sul sedile posteriore dell’auto Luciano D’Alfonso studia le carte per l’incontro al ministero dello Sviluppo dove alle 8 lo aspetta il sottosegretario De Vincenti per discutere del gasdotto Snam. Alla sua sinistra Avezzano emerge lentamente dalla foschia del Fucino. È a quel punto che scatta il flash dell’autovelox. Sette giorni dopo, l’8 agosto, viene recapitato in Regione un verbale della Polizia di Stato a carico del governatore per violazione dell’articolo 142/9 c. del codice della strada. Eccesso di velocità. La multa è salata: 1.405,36 euro ai quali vanno sommati 2 euro per il bollo di quietanza, più 7,20 euro per le spese di notifica dell’ordinanza. La sanzione è di un terzo più alta perché l’infrazione è stata rilevata dopo le 22 e prima delle 7. Se D’Alfonso avesse indugiato, studiando le sue carte, per altri diciotto minuti accanto a un caffè a casa, il conto sarebbe stato inferiore di 450 euro.

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