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E la Santa Croce dove la mettiamo?

L’azienda ha confermato 38 esuberi sui 78 dipendenti dello stabilimento Santa
Croce di Canistro ma, al contempo, ha assicurato che il marchio non verra’ ceduto. Abbiamo presentato una piattaforma propositiva, che verra’ discussa nel prossimo incontro, fissato per il 19 dicembre, ma le posizioni restano distanti. E’ quanto ha dichiarato Franco Pescara, segretario interregionale Fai-Cisl Abruzzo e Molise, a margine dell’incontro che si e’
tenuto nel pomeriggio.

La Santa Croce ha aperto il 15 novembre scorso, la procedura di mobilita’ per 38 lavoratori, ha sottolineato Pescara, giustificando tale atto con un calo della produzione che, attualmente, non supera i 100 milioni di bottiglie l’anno, una quota insufficiente a mantenere i livelli occupazionali. Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato un pacchetto di proposte che puntano alla salvaguardia delle maestranze e a un rilancio dell’azienda.

In particolare, aggiunge Pescara, abbiamo chiesto che la mobilita’ sia volontaria, laddove e’ possibile, incentivi all’esodo per i lavoratori, che sceglieranno di lasciare l’azienda, forti investimenti nel settore commerciale e l’attivazione dei contratti di solidarieta’, che consetirebbero un minore impatto sui lavoratori.

Il segretario interregionale Fai-Cisl ha parlato di posizioni distanti e di una vertenza ancora tutta da definire. Abbiamo chiesto un incontro urgente alla Regione, ha concluso Pescara, che da’ la concessione del prelevamento delle acque, al fine di individuare una soluzione che garantisca il mantenimento dell’occupazione, il rilancio dello stabilimento di Canistro e la tutela di un marchio di qualita’, quello dell’acqua Santa Croce, che deve tornare ai livelli di un tempo.

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