Cronaca e Giudiziaria

E’ caos sull’IMU agricola nelle zone Montane

L’IMU sui terreni agricoli “è una tassa veramente vessatoria, da eliminare o riformare completamente. Quella poi sui terreni montani, che nella nostra provincia toccherà buona parte del territorio addirittura insensata” Lo ha detto il presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene “Abbiamo chiesto al Governo di sedersi intorno a un tavolo per riformulare le condizioni di questa tassa e soprattutto di fare chiarezza sul tema.”

I proprietari dei terreni agricoli sono nella più profonda confusione: da una parte il Governo ha preparato un decreto che cambia le regole ma solo a partire dal 2015 e che fonda la distinzione fra terreni esenti e soggetti ad imposta sulla base della classificazione ISTAT che divide i Comuni in “montani” ove i terreni risultano tutti esenti, “parzialmente montani” ove i terreni esenti saranno solamente quelli di proprietà di CD o IAP, e “non montani” per i quali non è prevista alcuna esenzione; dall’altra la scadenza del prossimo 26 gennaio che riguarda il 2014, che chiama i proprietari alle casse con l’utilizzo dei vecchi criteri dettati dal decreto del 28 novembre 2014 che basa l’imposizione sull’altitudine della casa comunale. Si ricorda che stando a queste regole l’esenzione spetterebbe esclusivamente per i terreni situati in Comuni la cui altitudine supera i 601 metri, mentre un’esenzione parziale è prevista per i CD o IAP proprietari di terreni che si trovano in Comuni la cui altezza è ricompresa tra i 281 e i 600 metri.

Su tutti, poi, pende la scure del TAR del Lazio che ha già sospeso il decreto ritenuto “irragionevole” ma potrebbe non confermare la sospensione, ma poi bocciare il meccanismo dell’imposta, in un’udienza ancora da fissare. In questo caso i proprietari dei terreni agricoli, anche quelli incolti e abbandonati, sarebbero chiamati a pagare entro il 26 gennaio 2015 e sperare in un successivo rimborso a seguito della definizione della controversia amministrativa.

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