Abruzzo

È arrivato anche per l’Abruzzo il tempo del fare

È partito in questi giorni il confronto tra le parti sociali e l’Assessore al Bilancio, Silvio Paolucci, sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale 2015-2017.
“Il testo del DPEFR ha recepito le osservazioni, le valutazioni e le proposte, che abbiamo avanzato come forze sociali, – afferma Maurizio Spina -. Un documento che si presenta snello, costruito sugli obiettivi di “”Europa 2020”, e in grado di cogliere le problematiche della nostra regione”.
“Per il biennio 2015-2017 l’Abruzzo deve far fronte ad una riduzione di risorse per la diminuzione dei trasferimenti statali, l’obbligo di inserire in bilancio i risultati degli enti e delle società partecipate (spesso in passivo), e di procedere agli accantonamenti per la copertura dei deficit degli anni precedenti della regione, – afferma Maurizio Spina“ .
L’Abruzzo, regione in transizione, rispetto alla precedente programmazione dei fondi europei, si trova con 250 milioni di euro in meno per le politiche di sviluppo, occupazionali e sociali. È fondamentale che il Governo mantenga l’impegno di compensare la mancanza di queste risorse attraverso il fondi di coesione nazionale. Inoltre, la Regione deve organizzasi al meglio per intercettare e accedere ai fondi diretti comunitari e ai Pon nazionali.
“Le riforme non sono più rinviabili, ed è necessario procedere alla riorganizzazione e al riordino per combattere sprechi ed inefficienze. È importante completare la costituzione della società unica dei trasporti, dell’Ater regionale, il riordino della FIRA, del servizio idrico integrato, della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, della costruzione della sanità territoriale e del socio-sanitario, – continua Spina. La riforma della pubblica amministrazione regionale richiede di passare dell’accorpamento delle direzioni e al riordino dei servizi regionali.”
Il risanamento della sanità è avvenuto solo sul piano economico e non su quello strutturale, perché i livelli lea devono essere applicati completamente. Condividiamo il superamento del commissariamento ma è altrettanto importante prevedere il superamento strutturale della tassa di scopo, anche se in modo graduale, perché è un elemento che scoraggia gli investimenti, come abbiamo sottolineato in più occasione, – prosegue il segretario”.
Sul versante occupazionale le OO.SS hanno sollecitato un pacchetto di misure a breve termine, attraverso la rimodulazione dei FAS, anche per il rifinanziamento delle aree di crisi, perché il tema del lavoro rappresenta una priorità per la Regione.
La crisi in Abruzzo, – approfondisce Maurizio Spina -, ha peculiarità proprie. L’area adriatica dell’Italia, caratterizzata dallo sviluppo di piccole e medie imprese, si suddivide in due zone: le regioni del nord che iniziano a dare primi segnali postivi sui dati economici ed occupazionali, e le regioni del sud, tra cui l’Abruzzo, marcano una situazione ancora difficile per la presenza di un tessuto produttivo formato da piccole aziende di ridotte dimensioni, spesso sottocapitalizzate, ed incapace di produrre innovazione di prodotto e di processo. Per questo non riescono a cogliere le opportunità presentate dall’export, che rappresenta, oggi, l’unico spazio per la loro crescita”.
“Abbiamo chiesto un maggiore impegno per il progetto strategico della Macro regione adriatico Ionica che rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo e il futuro del nostro territorio. È il tempo di assumere decisioni,- conclude il Segretario della CISL AbruzzoMolise -, perché l’Abruzzo non ha più tempo a disposizione. Se anche questa volta i contenuti e le scelte del documento di DPEFR per gli anni 2015-2017 rimeranno sulla carte, le conseguenze saranno pesanti per la nostra comunità”

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