Italia

È allarme per i piccoli negozi

Gli Enti Locali debbono avere il coraggio di prendere decisioni straordinarie per salvaguardare i servizi di vicinato nelle aree periferiche. Occorre un contributo al mantenimento della qualità della vita, alla sicurezza di posti di lavoro e al contrasto dello spopolamento delle zone interne. Per questo, ogni comune dovrebbe dotarsi di uno strumento che riguarda anche la periferia urbana, tendente a conservare attrattività, qualità della vita e popolazione.

In concreto, i Comuni, sulla base di ciò che ha fatto nei giorni scorsi la Provincia di Bolzano, sulla base della normativa de minimis, dovrebbero assumere assume una parte dei costi dell’azienda, nello specifico delle piccole imprese commerciali delle aree periferiche che hanno un volume d’affari limitato e ridotti guadagni.

Questa azione può essere utile ad evitare la chiusura dei piccoli negozi e al contrario favorire la loro riapertura in qualche piccola località.

<>. Ma le Amministrazioni locali debbono rispondere con un’azione che eviti il pericolo di lasciare i territori senza servizi commerciali, ancora più grave è lasciarli senza servizi commerciali primari.

Ma perché la Fiesa Confesercenti sta lottando per ottenere questo? La risposta emerge dalla proposta/protesta che nasce dalla constatazione che ben il 62% degli 8100 comuni italiani rischia di rimanere senza esercizi commerciali alimentari. <<È il cosiddetto “effetto desertificazione” che lascia circa 5000 comuni senza servizi primari, rendendo ad esempio difficile, se non impossibile, trovare anche pane, latte, carne da acquistare senza spostarsi di chilometri dalla propria abitazione – dichiara Angelo Pellegrino, Direttore dell’Officina dei Sapori – Per questo il nostro Sistema si sta battendo affinché vengano intraprese iniziative coraggiose, volte a garantire i servizi di vicinato nelle aree che ne sono sprovviste, dalle periferie alle zone rurali, per incentivare anche l’apertura o riapertura di questa tipologia di strutture commerciali.>>.

I negozi di prossimità rappresentano un valore aggiunto non solo economico, ma anche e soprattutto culturale e sociale per i nostri centri urbani e vanno perciò salvaguardati.

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