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È a firma di due marsicani la prima indagine italiana in materia di oculistica pediatrica

Importante novità nel campo della medicina oculistica che può avvalersi oggi di un’indagine condotta dall’Università degli Studi de L’Aquila e dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e che vede accanto alla firma del suo autore, il rettore uscente dell’Università degli Studi dell’Aquila, Ferdinando di Orio, anche quella di due marsicani: Vincenza Cofini (Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente) e Vincenzo Ciciarelli (Scuola specializzazione in oftalmologia diretta dal prof. L. Mastropasqua).

Presentato ieri nella sala consiliare del comune di Avezzano, il progetto o più precisamente l’Indagine sulla Medicina Preventiva Oculistica in Età Pediatrica, come indica il suo acronimo (I-MPOEP), nasce e si sviluppa grazie all’ASSILT (Associazione per l’assistenza sanitaria integrativa ai lavoratori delle aziende del Gruppo Telecom Italia) che nel 2012 dà il via ad una campagna di screening gratuito su scala nazionale allo scopo di individuate tempestivamente eventuali patologie oftalmologiche.

10622 le visite effettuate su un target di bambini compresi tra i 3 e i 14 anni le cui dettagliate cartelle cliniche, come ha spiegato la dottoressa Cofini, sono state informatizzate e digitalizzate per la creazione di un prezioso database. I risultati, analizzati dalla stessa Cofini, hanno evidenziato tra i tanti dati allarmanti, come ad esempio la presenza di allergie nel 13% del campione, la scarsa attenzione prestata alla prevenzione: solo il 75% dei bambini, infatti, dichiara di essersi già sottoposto ad una precedente visita oculistica. La gravità del dato percentuale è stata chiarita dal dottor Ciciarelli che, partendo dal medesimo database, ha dato all’indagine un’interpretazione prettamente medica sottolineando come i dati ASSILT relativi a cecità ed ipovisione in Italia (rispettivamente 0,03% e 0,5%) potrebbero subire un ridimensionamento se la percentuale di controlli oculistici fosse maggiore della media attuale considerando che esiste un 25% di bambini che raggiunge la soglia dei 15 anni senza aver mai effettuato una visita dall’oculista ed un 15,7% che presenta minorazioni evitabili.

A circoscrivere il fenomeno alla realtà marsicana è, quindi, intervenuto il dottor Walter Di Bastiano, direttore responsabile del reparto di oculistica dell’ospedale di Avezzano. Dati alla mano le cifre parlano, per il periodo compreso tra il 2007 e il 2013, di ben 4016 visite neonatali effettuate a fronte tuttavia dell’ancora elevata percentuale di secchi rifiuti imposti dai genitori dei neonati che, per ingiustificati timori, negano il controllo oculistico entro il primo mese di vita.

«La medicina non è diagnosi e cura ma anche prevenzione» ha concluso Di Orio «dobbiamo imparare a considerare l’ospedale con passaggio ultimo non come punto di partenza perché il compito di un medico, al di là della cura, consiste anche nell’evitare che il sano si ammali». In un Paese come l’Italia però che, come ha ricordato il dottor Di Orio, investe l’1% delle sue risorse in prevenzione a fronte di una media europea che si aggira intorno al 15% c’è ancora molta strada da fare sulla strada dell’educazione sanitaria.

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