Italia

Due funerali per Pino

Due cerimonie per dire addio a Pino Daniele. La prima a Roma, la città dov’è morto e dove vivono i suoi figli, oggi alle 12, nel santuario mariano del Divino Amore. La seconda a Napoli, alle 17, dove una folla immensa è attesa attorno alla basilica di Santa Chiara per l’ultimo saluto al grande cantautore, stroncato da un infarto a 59 anni. L’amore della città, il dolore e la delusione per la decisione della famiglia di celebrare il funerale nella capitale, lontano dai luoghi in cui l’artista era nato ed era cresciuto e da cui aveva tratto la sua ispirazione, ha vinto le resistenze dei più stretti familiari, che nonostante il diverso desiderio dei fratelli di Daniele, aveva deciso di celebrare le esequie a Roma. Due funerali per il lunghissimo abbraccio di chi lo aveva amato, quasi come un altro grande napoletano, Totò, che ebbe tre cerimonie funebri, una a Roma, e due a Napoli, la città a cui Pino Daniele era unito da un rapporto viscerale di amore e odio, di passione e di rabbia, come tutte le grandi passioni, e che aveva cantato nella sua prima e più celebre canzone, “Napule è”, diventata la struggente colonna sonora della sua improvvisa perdita. Dopo una riflessione sofferta, ieri la decisione della doppia celebrazione, arrivata nel tardo pomeriggio, dopo una mattina agitata anche dalle polemiche per la chiusura anticipata della camera ardente aperta all’ospedale Sant’Eugenio, con decine di fan costretti a rimanere fuori dai cancelli con in mano fiori, biglietti, lettere.

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