Cronaca e Giudiziaria

Drogava figlia minorenne e faceva sesso davanti a lei: madre in carcere

Picchiava sua figlia minorenne, la insultava, la costringeva ad assumere droga per poi obbligarla ad assistere ai propri rapporti sessuali con più uomini. G. B. E., 43 anni, di origine polacca, si è presentata ieri mattina, 19 luglio, dinanzi al Giudice del Tribunale di Avezzano Anna Carla Mastelli per le accuse di maltrattamenti in famiglia contro la figlia ex convivente, allontanata da lei attraverso i servizi sociali. La tragica vicenda, venuta a galla nel 2010 nell’interland marsicano, vedeva protagonista una ragazzina all’epoca dei fatti sedicenne, che si è vista strappare via l’adolescenza proprio da sua madre.

In un’occasione G.B.E., in uno stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti, ha puntato un coltello alla gola della figlia per costringerla ad assumere cocaina e ad assistere ai propri rapporti sessuali con più uomini. I maltrattamenti, protrattisi per anni, sono stati confermati da svariati testimoni (vicini di casa e assistenti sociali).

Il Pubblico Ministero Malandra Danila ha richiesto per G.B.E. la pena di tre anni e sei mesi di reclusione. La giovane vittima, oggi poco più che ventenne, ha deciso di riscattarsi nei confronti della propria carnefice: rappresentata dall’avvocato Roberto Verdecchia del Foro di Avezzano, si è costituita parte civile nei confronti della propria madre, invocandone la condanna e chiedendo un risarcimento.

Nella serata di ieri, intorno alle ore 21, la decisione della Mastelli arrivata dopo una lunga camera di consiglio, ha inflitto la condanna di due anni e due mesi di reclusione (senza benefici di legge), sentenza che se sarà confermata negli ulteriori gradi di giudizio vedrà per la cittadina polacca aprirsi nuovamente le porte del carcere.

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