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Droga, scatta l’operazione “Take away”: 9 arresti

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Avezzano – Alle prime ore dell’alba i carabinieri della Compagnia di L’Aquila, in collaborazione con quelli delle Compagnie di Teramo e Avezzano, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per Indagini Preliminari di L’Aquila, Dott. Giuseppe Romano Gargarella, nei confronti di 9 soggetti, tutti indagati a vario titolo di spaccio continuato in concorso di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish.

Le indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di L’Aquila e della Stazione di Pizzoli, sotto la direzione del Pubblico Ministero Dott.ssa Roberta d’Avolio della Procura aquilana, si sono protratte dal settembre 2015 al maggio 2016 e hanno consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale composto da 14 persone (4 italiani e 10 albanesi) dedito allo spaccio al dettaglio di stupefacente per lo più del tipo “cocaina” r operante nelle località di Pizzoli (AQ), Barete (AQ), Arischia, Cagnano Amiterno (AQ), Montereale (AQ) e sulla stessa L’Aquila, in particolare a Bazzano e Paganica. Complessivamente sono stati ipotizzati 61 “capi d’imputazione” tra spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nei 9 mesi di indagine sono state inoltre tratte in arresto 3 persone in flagranza di reato e 2 su ordinanza di custodia cautelare. Nel medesimo contesto, durante l’attività investigativa, sono state denunciate in stato di libertà ulteriori 6 persone per lo stesso reato e veniva eseguito un provvedimento di cattura a carico di un soggetto gravato da pena definitiva per traffico e favoreggiamento all’immigrazione clandestina, soggetto sempre di etnia albanese che risultava latitante dal 2013.

Il sodalizio riforniva l’intera piazza aquilana ed era retto per lo più dai soggetti di nazionalità albanese, tra i quali spiccava quale figura di prim’ordine il cittadino albanese SHEHAJ Bledar, classe ’80, primo tra gli indagati quanto a numero di episodi di spaccio e l’unico tra i destinatari della misura cautelare ad essere gravato dalla custodia in carcere.

Le indagini iniziavano a seguito di informazioni acquisite da una fonte confidenziale ( assuntore di sostanze stupefacenti e cliente del predetto cittadino albanese), informazioni da subito confermate dall’esame dei tabulati di traffico telefonico e da numerosi servizi di osservazione e pedinamento.

In un seconda fase venivano attivate anche le indagini di natura tecnica mediante una cospicua mole di intercettazioni telefoniche ed ambientali, che dimostravano da subito la scaltrezza del cittadino albanese il quale, al fine di eludere i controlli di polizia, era solito incontrare i suoi contatti spostandosi a tutta velocità alla guida di un’autovettura Audi A6 Avant di colore grigio intestata alla coniuge, e usando manovre repentine ed imprevedibili tali da rendere assai difficoltoso il pedinamento tradizionale. Lo stesso inoltre occultava le dosi già confezionate in luoghi sempre diversi, riponendole all’interno di barattoli ermetici spesso nascosti tra la vegetazione adiacente la carreggiata stradale.

Del tutto peculiare il modus operandi utilizzato nell’attività di spaccio: gli incontri tra cedente ed acquirente risultavano di brevissima durata, del tutto fugaci e limitati alla sola dazione del denaro quale pagamento dello stupefacente. La contrattazione infatti avveniva precedentemente mediante comunicazioni telefoniche criptiche, ma comunque idonee a chiarire “le dosi” di sostanza stupefacente di volta in volta “ordinate”. Gli acquirenti inviavano al cittadino albanese sms dagli svariati contenuti, che terminavano con uno o più puntini in base alle dosi di stupefacente da acquistare. (Es. “Come va zio …” = richiesta di tre dosi di stupefacente). Solo dopo aver intascato il prezzo dello stupefacente, gli acquirenti ricevevano precise indicazioni dal cittadino albanese circa il punto esatto ove prelevare le dosi di stupefacente. Quest’ultime quindi venivano “ritirate” autonomamente dall’acquirente di turno solo successivamente, a breve distanza dal luogo dell’incontro, nel punto esatto indicato di volta in volta dall’indagato, quando ormai questi si era allontanato dalla zona rendendo quanto mai difficoltoso l’accertamento delle sue responsabilità in ordine alla cessione appena avvenuta.

Da qui il nome convenzionale scelto per l’operazione, “TAKE AWAY”, notoriamente conosciuto come quel servizio di ristorazione pratico e veloce, sempre più utilizzato dalle grandi catene di distribuzione, che permette agli utenti di acquistare cibi da consumare altrove, a casa propria o per strada, comprando prodotti pratici da trasportare e veloci da consumare: il tutto rigorosamente già pronto per essere portato via, e magari preventivamente ordinato via telefono da casa, al pari dello stupefacente preparato e confezionato ad hoc dall’indagato per la vendita ai suoi clienti.

Le indagini hanno permesso comunque di dimostrare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminoso promosso, organizzato e gestito dallo SHEHAJ Bledar il quale, nell’ottica di aumentare sempre di più il volume d’affari ed assicurarsi il monopolio dello smercio di sostanze stupefacenti nella zona, reclutava soggetti del posto che concorrevano per suo conto nell’attività di spaccio al dettaglio dello stupefacente distribuito loro di volta in volta (cd. pusher), coltivando ognuno un’autonoma cerchia di clientela e partecipando agli utili che venivano riconosciuti dal cittadino albanese con provvigioni in base al quantitativo di stupefacente a loro volta ceduto.  Dai 0.40 ai 0,60 grammi il peso medio della singola dose già confezionata, venduta agli assuntori ad un prezzo che variava dai 40 agli 80 euro in base anche alla qualità dello stupefacente.

Nel corso di tutta l’attività investigativa venivano individuati inoltre i canali di approvvigionamento dello stupefacente da parte dello SHEHAJ Bledar: il principale risulterà essere quello di Teramo, ove egli si recava con cadenza ciclica pressoché settimanale, previi accordi telefonici con il suo connazionale ISMAILI Ardian, classe ’69, dimorante in Teramo. Lo stupefacente che lo SHEHAJ acquistava all’ingrosso da quest’ultimo, per poi ridistribuirlo sulla piazza aquilana, era di circa 50 grammi per volta con pagamenti variabili dai 1.000 ai 2.500 euro.

Nel tempo a quest’ultimo contatto si aggiungerà un secondo canale di approvvigionamento su Silvi Marina (TE),  e sarà proprio in occasione del viaggio che intraprenderà a tale scopo nella notte a cavallo tra i giorni 3 e 4 aprile 2016, che SHEHAJ Bledar verrà arrestato in flagranza di reato poiché trovato in possesso di 50,9 grammi di cocaina sapientemente occultati all’interno del vano luce di cortesia della propria Audi A6, nonché di ulteriori 16,1 grammi della medesima sostanza rinvenuti presso la sua abitazione in Barete (AQ). Lo SHEHAJ veniva fermato dopo aver ricevuto lo stupefacente nei pressi del casello dell’autostrada A/25 di Bussi sul Tirino (PE)  dai connazionali METUSHI Piro e MINA Mentor, classi ’72 e ‘74, anch’essi colpiti dall’odierna misura restrittiva.

In data 19 aprile 2016 veniva poi arrestato in flagranza di reato un altro fiancheggiatore dello SHEHAJ, il cittadino albanese KRYGJA Anton e in concorso con lui veniva denunciata la convivente italiana SABATINI Romina, unica donna del gruppo,entrambi di Montereale. I due coniugi spacciavano dalla loro abitazione in frazione Busci, meta abituale di numerosi acquirenti della zona bisognosi di stupefacente.

Tra i fiancheggiatori dello SHEHAJ anche il connazionale SALIAJ Idajet, classe ’89, dimorante in Avezzano, e BECCIA Armando, classe ’69 di Pizzoli, unico italiano – insieme alla donna – ad essere destinatario della misura cautelare.

Con il suo arresto la figura dello SHEHAJ Bledar verrà soppiantata da altri cittadini albanesi gravitanti sul capoluogo, tra cui il FUSHA Enver, classe ’89 residente a Pizzoli, ma ben addentrato e operante anche nella zona est della città tra Bazzano e Paganica.   

L’indagine è stata volutamente portata avanti dai militari anche dopo l’arresto dello SHEHAJ al fine di colpire quanto più a fondo l’intera compagine aquilana dedita allo spaccio su piazza.

Oltre agli arresti, durante l’intera attività d’indagine venivano sequestrati oltre 100 grammi di cocaina già divisa in dosi (circa 200) nonchè 1.100 euro quale provento del’attività illecita.

Le dosi sequestrate venivano di solito rinvenute nella disponibilità dell’automobilista di turno sottoposto a controllo in quanto sorpreso ad acquistare lo stupefacente. In molte occasioni le dosi non venivano addirittura rinvenute perché consumate immediatamente dagli acquirenti all’interno dell’abitacolo della propria autovettura subito dopo l’acquisto. In questi casi il conducente del mezzo veniva sottoposto ai previsti esami clinici e, una volta trovato positivo alla cocaina, denunciato per “guida in stato di alterazione psicofisica da assunzione di sostanze stupefacenti”.

Sotto questo aspetto del tutto positivi si sono rivelati i riflessi che l’attività d’ indagine ha avuto sulla tutela e salvaguardia della circolazione stradale dagli incidenti, essendo ben noti i gravi effetti collaterali e i riflessi negativi sulla capacità di guidare automezzi che l’assunzione di tale tipo di stupefacente comporta. Durante l’intera attività d’indagine e grazie ad essa, sono state infatti ritirate ben 11 patenti, e i relativi titolari sono stati segnalati, oltre che all’Autorità Giudiziaria, anche alla locale Prefettura per la prevista verifica del possesso dei requisiti psicofisici alla guida.

Allo stato sono state eseguite 8 misure restrittive a carico di altrettanti indagati, di cui 1 in carcere e 7 agli arresti domiciliari. Risulta ancora da arrestare un solo indagato, allo stato attivamente ricercato, che sarebbe rientrato da tempo nel paese d’origine. 6 infine le persone denunciate a piede libero. Risponderanno tutti di spaccio aggravato e continuato in concorso di sostanza stupefacente.

NOMI DEGLI ARRESTATI

  1. SHEHAJ Bledar, detto “Bledi”, nato in Albania il 10/11/1980;
  2. BECCIA Armando, nato a L’Aquila il 26/01/1969,;
  3. KRYGJA Anton, nato in Albania il 01/05/1986;
  4. SABATINI Romina, nata a L’Aquila il 13/04/1994;
  5. ISMAILI Ardian, nato in Albania il 28/12/1969;
  6. METUSHI Piro, nato in Albania il 26/05/1972;
  7. SALIAJ Idajet, nato in Albania il 27/09/1989;
  8. FUSHA Enver, nato in Albania il 08/12/1989.

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Piedibus, per una classe della scuola Don Bosco il progetto è realtà

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Avezzano – Sono arrivati in Comune a piedi, partendo dalla loro scuola. Hanno camminato per la città, esattamente come fanno ogni mattina prima del suono della campanella.

Sono i bellissimi bambini della V A della primaria Don Bosco arrivati nel palazzo di Piazza della Repubblica, accompagnati insegnanti Cinzia Maceroni, Cristina Rodorigo e Enrica De Tiberis, per presentare il progetto “Piedibus”.

I giovani studenti hanno spiegato con una certosina presentazione in power point, agli attenti assessori Pierluigi Di Stefano, Crescenzo Presutti e Chiara Colucci, come hanno studiato e realizzato il progetto, per capire dove fissare il capolinea, quante tappe sarebbero state necessarie per tutti e quanto tempo avrebbero impiegato ogni giorno per raggiungere la scuola.

Hanno poi spiegato alle famiglie presenti quali sono i benefici dell’andare tutti insieme a piedi a scuola. I bambini hanno illustrato il punto di partenza, che è la scuola Don Bosco dove rientreranno al termine dei lavori di ristrutturazione, per partire alla volta della struttura Noesis, provvisoriamente sede attuale delle lezioni.

Gli studenti si sono definiti più autonomi, allegri di poter chiacchierare prima di entrare in classe e soprattutto felici di conoscere meglio la città.

I bambini hanno ricevuto il plauso dell’assessore Pierluigi Di Stefano, per loro “fonte di ispirazione” quando lanciò mesi fa l’idea dell’iniziativa: «State dando prova di essere più saggi degli adulti. Attenti alla vostra salute e all’ambiente».

«Spero che il progetto non sia solo una sporadica sperimentazione», ha aggiunto l’assessore Presutti, «ma continui nel tempo, guardando ad esempi più grandi ma sempre raggiungibili, che combattono pigrizia e cattive abitudini». «Siamo orgogliosi di accogliere oggi in Comune questi bambini», ha concluso l’assessore Colucci, «manca ancora qualche mese alla riconsegna della loro scuola che grazie ai lavori di adeguamento sismico tornerà più sicura e più bella».

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I bambini bielorussi nella Marsica, 120 giorni con le famiglie affidatarie

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Avezzano – Incontro multiculturale al Comune di Avezzano: il sindaco Gabriele De Angelis ha ricevuto la visita del console bielorusso in Italia, Dmitry Zakharchuk e i bimbi e ragazzi bielorussi che si trovano a passare del tempo insieme a famiglie affidatarie marsicane grazie all’associazione “Il sogno dei bambini” rappresentata dalla presidente Margherita Saracino. Presente anche il consigliere Donato Aratari, che ha riportato la testimonianza diretta di quello che sia adottare e far esperienza di affido tramite quest’unica associazione riconosciuta in Abruzzo dal governo bielorusso. La onlus “Il sogno dei bambini” si occupa di curare progetti di accoglienza in favore di minori che possono trascorrere qui 120 giorni l’anno. Il console ha voluto ringraziare personalmente le famiglie affidatarie presenti in sala consiliare per l’accoglienza e l’aiuto concreto che esse offrono ai bambini. “Lo scambio di culture arricchisce il tessuto sociale”, ha spiegato il sindaco De Angelis, rivolgendosi direttamente ai piccoli “spero e mi auguro che qui vi sentiate a casa”.

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Il prosciugamento del Lago del Fucino questa sera su Freedom Oltre il confine

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Marsica – La Marsica sarà protagonista questa sera della puntata di “Freedom Oltre il confine”, il programma di Roberto Giacobbo in onda in prima serata su Rete 4. L’episodio, dal titolo “Il lago scomparso”, è dedicato al prosciugamento del Lago del Fucino, la più grande opera idraulica della storia. La troupe di “Freedom Oltre il Confine” ha girato le riprese il 28 e il 29 settembre scorsi toccando i luoghi simbolo del prosciugamento del Lago del Fucino. Il viaggio parte dal castello Piccolomini di Ortucchio. Ad aprire le porte della fortezza medievale alle telecamere di Freedom ci ha pensato la proloco del posto che ha la custodia del castello oggi aperto per visite guidate, attività culturali, ma anche concerti e matrimoni. Da Ortucchio la troupe ha attraversato tutta la piana del Fucino fino a Borgo Incile dove ha sede il “Madonnone”, l’infrastruttura che unisce il canale collettore esterno all’emissario sotterraneo. Da qui Giacobbo e i suoi hanno raggiunto i vicini Cunicoli di Claudio, un sistema di sei cunicoli e trentadue pozzi che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare gran parte del lago. Ultima tappa del viaggio è stata l’Emissario Claudio-Torlonia di Capistrello, il canale sotterraneo scavato nel ventre del Monte Salviano nel quale le acque del lago defluirono fino al fiume Liri. Qui a far gli onori di casa ci hanno pensato gli “Amici dell’Emissario”. Roberto Giacobbo era venuto a conoscenza della storia legata al prosciugamento del Lago del Fucino in occasione della 13° edizione del Premio Internazionale Carlo D’Angiò che lo vide tra i premiati come divulgatore scientifico.

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A Pescasseroli il parroco suona 100 rintocchi per ogni nuovo nato

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Pescasseroli – “Da tempo a Pescasseroli non si sente niente altro che il rintocco delle campane che annunciano la scomparsa di un fedele. Per questo, prendendo spunto da una tradizione che è ormai consolidata in diverse parrocchie della nostra diocesi, ho deciso di suonare le campane ogni volta che nasce un bambino: suonerò le campane facendo 100 rintocchi, uno per ogni anno di vita, con l’augurio che il bambino possa arrivare alla soglia dei 100 anni”. Così don Andrea De Foglio, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pescasseroli, tenta di far crescere il tasso di natalità in un comune dove, da ormai troppo tempo, la “cicogna” arriva al massimo due o tre volte l’anno. E ora nel Paese che conta più nascite di orsi che di bebè, si è aperta la sfida delle partorienti per aggiudicarsi il singolare premio.

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Voucher di 250 euro per donne disoccupate e non, requisiti e domanda…

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Avezzano – L’assessore al Sociale del Comune di Avezzano, Leonardo Casciere, rende noto che è stato emanato un avviso pubblico che prevede l’erogazione di voucher e altri interventi per la conciliazione, rivolto alle donne residenti ad Avezzano. Obiettivo del progetto è promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori. Il progetto “Tempo di welfare” prevede due diverse domande di partecipazione. Una rivolta alle donne disoccupate/inoccupate, una rivolta alle donne occupate. Per le donne disoccupate e inoccupate è necessario trovarsi nelle condizioni di dover assistere figli minori dell’età non superiore a 12 anni, compresi minori affidati conviventi o familiari a carico diversamente abili o anziani autosufficienti. Le beneficiarie saranno nove donne e i voucher di servizio non potranno superare il valore di 250 euro mensili, per un numero massimo di 12 mesi. Per le donne occupate, incluse lavoratrici autonome, anche con un contratto atipico, è necessario trovarsi nelle condizioni di dover assistere figli minori di età non superiore ai 12 anni, compresi minori affidati conviventi o familiari a carico diversamente abili o anziani non autosufficienti. Le beneficiarie saranno 21. Il valore dei voucher di servizio non sarà superiore ai 250 euro mensili per un massimo di 12 mesi. Le domande potranno essere presentate a partire dal 16 gennaio 2019 e dovranno pervenire entro il termine perentorio del 19 marzo 2019. Le istanze potranno essere presentate:

1) accedendo all’indirizzo www.pianidiconciliazione.it sulla base delle istruzioni ivi contenute;

2) mediante l’utilizzo della modulistica editabile allegata a questa pagina;

3) mediante l’utilizzo della modulistica ritirabile all’ufficio del segretariato sociale del Comune di Avezzano in Via Vezzia n. 32. Referenti: Cristina Ria e Vincenzina Franchi. Telefono: 0863 501377-501323. Email: cria@comuneavezzano.it; vfranchi@comuneavezzano.it

 

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Libera Marsica e Caritas Diocesana promuovono un incontro sull’emigrazione

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Avezzano – Sabato, 19 gennaio, alle 17,00, Libera Marsica e Caritas Diocesana promuovono un incontro sul tema dell’emigrazione che si terrà presso la sala Montessori, in Via Genserico Fontana. Interverranno don Aldo Antonelli, Ilio Leonio e Lidia Di Pietro. Gli attori dell’Associazione Lanciavicchio interpreteranno alcuni brani di migranti.

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Agricoltura, un futuro che viene da lontano: giovani, qualità delle produzioni, iniziative. L’INTERVISTA

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L’intervista ad Angelo Giommo, presidente Coldiretti L’Aquila

Marsica – Lo scatto verso il futuro arriva da lontano, dal lavoro antico della terra, e proprio il ritorno alla terra rappresenta la sfida più grande in un Paese che ha visto calare, in modo esponenziale e inarrestabile, la percentuale degli occupati in agricoltura, dall’oltre 44% del secondo dopoguerra fino all’attuale 4%. I problemi che affliggono il settore primario e lo rendono poco “appetibile” ai giovani, malgrado positivi segnali che fanno ben sperare per un effettivo e rilevante ricambio generazionale, sono molti e annosi, ma la produzione alimentare, in controtendenza rispetto al crollo generale, vola e fa registrare un balzo del 2,7%. Quella per l’agroalimentare è stata nel 2018 la voce più pesante del budget che le famiglie italiane hanno destinato alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, ed è stato record storico per il Made in Italy alimentare anche sulle tavole delle festività di tutto il mondo con l’export in aumento dell’1, sulla base delle proiezioni Coldiretti, relative al mese di dicembre 2018 su dati commercio estero dell’Istat. Dati che aprono prospettive incoraggianti anche per le Aziende e gli Agricoltori fucensi, motore dell’economia locale.

Ne abbiamo parlato con Angelo Giommo, da pochi mesi eletto presidente di Coldiretti L’Aquila. Imprenditore agricolo, Giommo è nato in una famiglia “dedita all’agricoltura da generazioni: la sua famiglia è originaria del teramano ed è una delle tante famiglie di “Coloni” arrivate nel Fucino subito dopo il prosciugamento del Lago”, spiega il Presidente, “Alla Famiglia Giommo allora fu assegnato, da parte del Principe Torlonia, un casolare e terreni adiacenti precisamente, a Strada 40 del Fucino, nel Comune di Luco dei Marsi, così come tanti altri casolari assegnati nella zona alle varie famiglie venute dal Teramano e non solo. Con il passare del tempo e con il susseguirsi di ricambi generazionali, nel 1997 sono subentrato a mio padre nella conduzione dell’Azienda che, come la quasi totalità delle Aziende del Fucino, produce Patate ed ortaggi vari”. In Coldiretti Angelo Giommo è stato attivo sin da giovanissimo, partecipando ai lavori dell’allora Movimento Giovanile, oggi Giovani Impresa, in cui ha ricoperto il ruolo di Delegato Provinciale del Movimento, dal 2002 al 2006, nel contempo assolvendo ad altri impegni ed incarichi al servizio dell’Organizzazione.

Dallo scorso anno è parte del Tavolo Verde permanente per l”Agricoltura, promosso e istituito dall’Amministrazione di Luco dei Marsi, guidata dalla sindaca Marivera De Rosa, con finalità di salvaguardia, tutela, sviluppo e valorizzazione dei settori agricolo e agroindustriale locali. L’Amministrazione, con il Tavolo Verde, ha realizzato nei mesi scorsi il primo “G7 dell’Agricoltura e del Cibo – quale agricoltura, quali tecnologie, quale cultura”, patrocinato dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dalla Regione Abruzzo. Il format ha visto l’avvicendarsi di seminari di alto profilo dedicati all’agricoltura, all’ambiente e al cibo, attività didattiche, eventi culturali ed enogastronomia: una prima edizione che ha catalizzato l’attenzione, in Abruzzo e non solo, su Luco dei Marsi e ha aperto interessanti scenari.

Signor Giommo, come nasce la candidatura alla guida di Coldiretti e qual è la sua idea di azione sul Territorio?

R: L’idea di candidatura a Presidente è generata dalla condivisione dapprima con gli imprenditori del territorio fucense e successivamente con gli imprenditori dell’Aquilano, della Valle Peligna e dell’Alto Sangro e nell’ambito dell’Assemblea provinciale Coldiretti si è trovato una convergenza per la candidatura a presidente della Federazione Coldiretti L’Aquila. Il ruolo impone l’attenzione di tutto il territorio provinciale aquilano che presenta realtà diverse ed attività produttive tipiche dei vari comprensori: dall’allevamento delle zone montane a quelle ortive del Fucino alle produzioni di nicchia delle aree interne.

Quali sono le priorità e le urgenze per gli agricoltori marsicani e della provincia?

R: Il principale problema comune a tutte le produzioni agricole e quello di garantire la qualità e la distintività e riuscire ad ottenere un prezzo di mercato remunerativo. Ciò vale anche per le produzioni orticole fucensi che si devono affermare con l’uso dei marchi di denominazione ( IGP) per garantire la tracciabilità dei processi produttivi e la sicurezza alimentare dei consumatori. Inoltre bisogna lavorare per riuscire ad accorciare la filiera e portare il consumatore finale a diretto contatto con il produttore in modo da garantire un prezzo più remunerativo al Produttore e al consumatore finale la certezza di acquistare prodotti “Made in Italy”.

Come sono nati il G7 dell’Agricoltura e il Tavolo verde?

R: L’idea del G7 è nata con il lavoro del Tavolo Verde istituito dall’Amministrazione comunale di Luco dei Marsi, considerata la forte vocazione agricola del territorio comunale. Il G7 è stata la prima edizione di un appuntamento che mette l’agricoltura ed il mondo rurale in primo piano e lo sottopone all’attenzione della società civile ed in particolare al mondo della scuola. I giovani vanno educati al rispetto e conoscenza di questo settore e del territorio in cui vivono e vanno informati sulle caratteristiche e proprietà delle produzioni agricole che, che hai nostri tempi, è considerato CIBO e non più.

Durante l’intera manifestazione si sono toccati molti argomenti dall’ambiente, al problema idrico, PSR ecc. inoltre si è data la possibilità ai ragazzi della Scuola di Luco di conoscere e toccare con mano la storia del Territorio, ad esempio con le visite alle pompe di Ottomila dove ci sono le idrovore gestite dal Consorzio di Bonifica e la visita al Madonnone dell’Incile dove è stato possibile spiegare e far vedere dove le acque sono state convogliate dal Principe Torlonia per prosciugare il Lago e nello stesso tempo come viene gestito ad oggi il sistema idrico del Fucino. E’ evidente che c’è molto da lavorare per le tante problematiche che investono il mondo Agricolo, penso al problema dell’ambiente, al problema dell’irrigazione e al problema dell’infrastruttura viaria ecc., ma l’istituzione del Tavolo Verde permanente è un primo passo per dare il giusto peso al settore trainante dell’intera Marsica e non solo.

Sarà possibile secondo Lei far crescere sensibilmente la percentuale di giovani  che si avvicinano al settore?

R: Sicuramente sì. Già avviene! L’agricoltura è l’unico settore che aumenta di occupati e tra questi vi sono anche nuove imprese gestite da giovani imprenditori. Il problema che rallenta questo fenomeno è l’enorme burocrazia che ostacola i processi di gestione delle imprese e ritarda in modo compromettente le vicende di accompagnamento di nuovi insediamenti di giovani in agricoltura.

Uno sguardo al futuro del settore nella Marsica?…

R: Occorre migliorare i processi di filiera attraverso accordi che mettano al sicuro le imprese e consentano di programmare le attività aziendali con la garanzia di margini economici remunerativi. Inoltre vanno meglio pubblicizzati i nostri processi produttivi che ci consentono di ottenere produzioni di “qualità e salubri” a differenza di prodotti non “made in Italy” che vengono importati favorendo una concorrenza sleale ed un inganno ai cittadini-consumatori.

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