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Docente torna a scuola “d’ufficio”


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Il Giudice del lavoro Giordano riassume in servizio una docente avezzanese, R. G. dell’Istituto “Vivenza-Giovanni XXIII”, a cui l’Ufficio pensioni dell’U.S.R. d’Abruzzo aveva respinto la domanda di proroga biennale, costringendola a lasciare la scuola dal 1° settembre 2013 con soli 16 anni di contribuzione. Ciò in quanto la docente aveva compiuto 61 anni prima dell’entrata in vigore decreto Forrnero, “agganciando” così – a parere del’USR – il vecchio limite della pensione di vecchiaia.
Il suo posto veniva assegnato a un’altra docente per via di trasferimento e la professoressa si rivolgeva alla UIL Scuola per ottenere giustizia. Aspetto alquanto grottesco della vicenda è che l’Ufficio scolastico provinciale de L’Aquila, nel collocare
la maestra a riposo d’ufficio dal 1° settembre 2013, le comunicava che avrebbe dovuto lasciare il servizio per limiti di età già dall’anno scolastico precedente (cioè dal 1° settembre 2012), senza però aver notificato all’interessata il relativo provvedimento di pensione. Il 10 settembre è giunta l’ordinanza del Tribunale del lavoro, grazie alla quale, la ricorrente – assistita in giudizio dall’avv. Salvatore Braghini (responsabile dell’ufficio legale della UIL Scuola – nella foto) e dall’avv. Renzo Lancia – sarà mantenuta in servizio per altri due anni.
Il Giudice ha anche condannato il Ministero convenuto alle spese di lite per complessivi 1.500 euro. Il Segretario regionale della UIL Scuola, prof. Enio Taglieri e il responsabile dell’ufficio legale di Avezzano, avv. Salvatore Braghini, hanno
espresso piena soddisfazione, in particolare per il fatto che, nella vicenda,
una soluzione diversa avrebbe creato un precedente discriminatorio ai danni
delle lavoratrici donne, in palese violazione con le Direttive europee.

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