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Divorato dall’usura per 3000 Euro, il commerciante di Avezzano si racconta

Un convegno organizzato dalla Confedercontribuenti “Tutela da Equitalia e banche, danno da debito ingiusto e conseguenti patologie” ieri alla biblioteca regionale, coordinato dall’avvocato Catarinacci, responsabile della delegazione di Avezzano, ispirato alla vicenda di Giuseppe Alonzi, commerciante di Avezzano, invitato a parlare, fino a poco tempo fa titolare di due negozi a Trasacco. L’Alonzi si è ritrovato coinvolto in una brutta faccenda di usura che l’ha spinto alla condizione di lavorare per riuscire a malapena a pagare gli usurai cui fruttavano interessi fino  al 300% annuo.

“Avevo bisogno di un piccolo prestito, 3000 Euro. Ho cercato le vie legali e mi sono rivolto a un consulente finanziario. All’inizio era solo un giro di assegni, sembrava tutto normale, ma poi sono finito nelle mani degli usurai. E da lì sono finito nel baratro. E sono stato costretto a chiudere i miei due supermercati”. Mi sono rivolto a un amico di famiglia, commercialista e consulente fiscale, che mi aveva assicurato che mi avrebbe fatto prendere un prestito in banca. Ho cercato le vie legali e non una scorciatoia di quelle che ti portano nelle mani della malavita” ha raccontato il commerciante “Intanto l’amico commercialista mi diceva di andare avanti, ma il prestito della banca non arrivava. Fino a quando poi le banche mi hanno chiuso le porte e mi sono ritrovato Equitalia addosso. Sono stato così costretto a vendere tutto. Non basta dare la colpa ai rom. Loro sono solo la manovalanza dell’usura e dietro di loro ci sono persone molto più forti. Mi sono imbattuto in un commercialista-consulente fiscale e non in uno di loro. Chi si ritrova a dover chiedere un prestito prova tutti i canali ufficiali, ma poi se non riesce nello scopo va dai privati e non ne esce più» ha continuato.

La denuncia del commerciante avezzanese arriva il giorno dopo l’arresto di due persone, da parte dei carabinieri. Si tratta di Orlando Morelli, 37 anni, rom di Avezzano, e Antonio Pendenza (63), anch’egli di Avezzano, accusati di usura ed estorsione, cui domani verranno rivolti gli interrogatori di garanzia.

Alonzi non si è scoraggiato ed ha provato comunque andare avanti, “Oggi lavoro nel settore agroalimentare» ha concluso “cerco di cavarmela con delle vendite all’ingrosso, ma non è semplice riportare il guadagno a casa. Per mandare avanti la famiglia”.

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