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Discarica Celano, M5S: “Urge bonifica, stop alla legge che agevola le ecomafie”

“Diventa un caso nazionale la discarica abusiva di Celano, ora regione e comune dovranno muoversi  per risolvere il problema”. A parlare è il consigliere regionale Gianluca Ranieri. “Bisogna intervenire immediatamente – spiega Ranieri – per indurre l’amministrazione ad affrontare l’enorme caso di inquinamento. Sul territorio abbiamo agito ottenendo numerose vittorie, la campagna anti-discariche dei 5 stelle ha portato la bonifica di molti siti illeciti. Ma il comune di Celano ha preferito lasciare sotterrato il problema nella speranza che nessuno se ne accorgesse. La discarica di Celano – continua Ranieri – non è l’unica situazione che ci preoccupa, ma la punta di un iceberg che nasconde un mare di rifiuti nella zona più coltivata d’Abruzzo. Un anno fa, in capannoni tra Avezzano e Luco dei Marsi, furono sequestrate 1.600 tonnellate di rifiuti speciali di incerta provenienza. Senza una forte ed immediata reazione delle Istituzioni, della Politica e dei cittadini rischiamo che attraverso il corridoio naturale della Valle Roveto l’ombra delle ecomafie possa allungarsi fino alla Piana del Fucino facendone una nuova Terra dei fuochi”.

“Bisogna modificare l’articolo contenuto nello Sblocca italia che permette di trasportare rifiuti da un posto all’altro dell’Italia – dichiarano i consiglieri regionali del M5S – questa norma,  reintrodotta da Renzi è la stessa che ha permesso a Mazzocca  di portare i rifiuti abruzzesi nell’inceneritore del Molise. A livello locale bisogna attuare una bonifica nelle zone interessate, se il comune non riesce con le risorse è necessario che la regione intervenga. L’area nella quale è stata individuata la discarica abusiva era stata già oggetto, più di 2 anni fa, di un’indagine condotta dal M5S, a seguito della quale il 14 dicembre del 2013 il M5S convocò ad Avezzano cittadini e amministrazioni di tutta la Marsica per illustrare la situazione e proporre una soluzione. Tra i partecipanti mancò proprio il sindaco di Celano”.

“Dei 40 ettari contaminati oggi individuati con osservazioni satellitari – concludono i consiglieri – gli attivisti del M5S individuarono con macchine fotografiche e un drone ‘solo’ 6 ettari coperti da teli agricoli, rottami di auto, pneumatici, inerti da demolizione ed altri rifiuti pericolosi. Ma ciò non bastò per avere un confronto pubblico con l’amministrazione. È evidente che nell’area esista una stratificazione di rifiuti di varia natura ammassati senza alcuna autorizzazione. La discarica si trova ai margini della piana agricola del Fucino. Per questo, prima che diventi un nuovo caso Bussi, il M5S chiede che si faccia luce sulle responsabilità, e che ci si attivi a livelli istituzionali alti per la bonifica. Non possiamo lasciare i cittadini in balia dell’incapacità delle amministrazioni locali”.

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