Ambiente

Differenziata, scatta subito l’allarme montagna

Allarme rifiuti nelle aree montane abruzzesi, con molti comuni che non raggiungono percentuali di differenziata superiori al 30%. Una situazione che assume «connotati drammatici nelle aree in cui l’ambiente naturale rappresenta la ragione stessa dello sviluppo economico e in cui antroposfera e biosfera sono legate a doppio filo». A lanciarlo è l’associazione Mountain Wilderness Abruzzo, che chiede alla Regione Abruzzo di «aiutare i Comuni montani nella gestione e riduzione dei rifiuti». «Le condizioni naturali, i vincoli ambientali, i vincoli strutturali, i rilievi , l’altitudine, il clima, lo spazio disponibile, la dispersione abitativa, le condizioni e le variazioni demografiche, la gestione dei flussi turistici – sottolineano all’associazione – sono problemi che se non considerati possono rendere difficile, inquinante e costosa per i cittadini e le amministrazioni pubbliche la gestione dei rifiuti. Gestione che nelle aree montane non e? mai stata considerata come una peculiarità?del territorio regionale, anche in occasione della definizione del nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti». «È necessario attivare sistemi di raccolta che migliorino la differenziata e possano influire positivamente sull’abbattimento delle tariffe e dei costi di raccolta. Questo e?possibile». E ancora: «È necessario – afferma il responsabile aree protette MW Abruzzo, Massimo Fraticelli – impostare la gestione dei rifiuti nelle aree montane avendo in primo luogo chiari quali sono i vincoli che la conformazione geografica, i fattori socioeconomici ed il clima impongono. E avendo ben chiaro che la gestione dei rifiuti in aree montane impone sforzi maggiori e più?costosi rispetto a quanto avviene in altre aree». Mountain Wilderness sottolinea inoltre che le aree montane sono state escluse dalla Rete Regionale Centri di Raccolta e Centri del Riusi previsti nella ripartizione risorse del Fondo Sviluppo e Coesione: se a diversi comuni andranno complessivamente 8 milioni di euro, «nessun centro del riuso e? previsto di servizio ad aree montane. Eppure – dicono all’ associazione – la presenza dei Parchi avrebbe potuto trovare collaborazioni importanti verso questi impianti dedicati proprio alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al raggiungimento di importanti obiettivi di tutela ambientale». Quindi secondo gli ambientalisti, «è necessario attivare nelle aree montane una politica di riduzione del quantitativo dei rifiuti. La Regione Abruzzo deve fare la sua parte. Chiediamo alla presidenza della Giunta regionale e all’assessore competente – concludono a Mountain Wilderness – di considerare in sede di definizione del nuovo Piano di Gestione Rifiuti le particolarità delle aree montane e di rimodulare e meglio indirizzare i fondi Par Fsc 2007-2013 dedicati alla gestione dei rifiuti».

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top