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Politica

Di Pangrazio, D’Alfonso e la cloaca…


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C’è di nuovo maretta tra le opposizioni in Consiglio Regionale per la scelta dei grandi elettori per il Capo dello Stato che spetta alla minoranza. È di ieri la polemica tra Forza Italia e M5S con il centrodestra che per una volta si ricompatta e vota Gatti, mentre la Marcozzi reclama l’elezione in virtù del fatto che i grillini sono il primo partito d’Abruzzo. Giuseppe Di Pangrazio a margine della conferenza stampa di oggi ha ricordato il precedente episodio dell’elezione dell’ufficio di presidenza e ha voluto chiarire che «nella riunione di maggioranza, se ci sarà, proporrò ai consiglieri di votare solo i due candidati che spettano alla maggioranza, cioè Luciano D’Alfonso, come presidente della Giunta e il mio nome come presidente del Consiglio – ha chiarito -. Io darò il mio voto a Luciano, e mi asterrò ovviamente sulla mia elezione che la minoranza contasse solo i propri voti», ha puntualizzato ricordando gli evidenti ‘favorì che arrivarono dai banchi della maggioranza ai candidati del centrodestra per essere eletti nell’ufficio di presidenza a scapito dei candidati grillini come accadde nel maggio scorso. «Mentre sono sempre pronto a chiedere alla commissione di attivare le modifiche e le procedure un attimo dopo che il M5S mi dovesse chiedere di volere entrare nell’ufficio di presidenza, per i grandi elettori ognuno si voti i propri nomi: ma – ha puntualizzato – se poi qualche consigliere di maggioranza volesse fare qualche favore a qualche consigliere di opposizione questo non posso saperlo», ha concluso Di Pangrazio. In riferimento agli scontri verbali avvenuti in aula in un recente consiglio regionale allorquando il presidente Luciano D’Alfonso intervenendo ha usato la parola cloaca in riferimento all’assemblea, il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio ha detto che «immagino che sia venuto fuori in un momento di vuoto del consiglio, con battute tra consiglieri ma credo che bisogna contenere la terminologia. Non so se al momento ho sottovalutato quel termine volutamente o nella confusione generale ma mi auguro che non vengano più usati quei termini l’uso della parola ‘cloaca’ è stato sbagliato», ha chiuso il presidente del Consiglio regionale. Gustoso siparietto a fine conferenza stampa tra giornalisti e Giuseppe Di Pangrazio dal contenuto altamente politico. «Quando mi sfottono per la mia calata dialettale marsicana, e quando talvolta confondo le p e le b, non me la prendo proprio, non mi lamento se la satira è fatta con gusto. Ma quando mi accusato a tratti di non essere autonomo rispetto al presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, e dicono che sia asservito, beh, allora non è così». Nelle schermaglie del Consiglio regionale a volte le opposizioni hanno contestato l’operato di Di Pangrazio, «ma io non sono asservito a nessuno, semmai solo agli abruzzesi che rappresento – ha proseguito – è che invece sono l’espressione di una maggioranza, e sto in maggioranza. Ma vorrei sfidare tutti in certi momenti a sedere sul mio scranno quando accadono certe cose, un ruolo difficilissimo sempre sul filo del rasoio. Accetto anche le urla contro di me, ma vorrei abituare la politica ad essere più istituzionale», ha concluso il Presidente del Consiglio.

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