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Depurazione acque del Fucino, Coldiretti e Confagricoltura chiedono l’intervento del prefetto


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La Coldiretti e la Confagricoltura  de L’Aquila hanno chiesto con una nota ufficiale l’intervento del Prefetto, Sua Eccellenza Francesco Alecci, in riferimento allo stato in cui versano i depuratori del Fucino con conseguenze gravissime sull’economia agricola locale. Questa evenienza rischia di distruggere il lavoro di una moltitudine di operatori agricoli e di incidere pesantemente sul comparto agricolo fucense, il più importante del territorio con il 25% del Pil regionale, 2mila imprese agricole presenti e un totale di 9800 lavoratori.

Una situazione preoccupante scaturita dall’indifferenza delle istituzioni territoriali, dalla incapacità politica di dare risposte vere al territorio, dall’insensibilità verso il settore agricolo quale motore dell’economia locale. Inadempienze su inadempienze che si sono aggravate mese dopo mese e ora rischiano di distruggere in un attimo il frutto del lavoro di una moltitudine di operatori agricoli con conseguenze gravi da diversi punti di vista: economico, sociale, occupazione e di ordine pubblico. Da una parte la necessità di tutelare il consumatore finale, dall’altra il dovere di non compromettere l’economia di un territorio.

<<E’ necessario che le amministrazioni locali comprendano l’importanza della situazione e si decidano a fare i fatti>> dice il direttore di Coldiretti L’Aquila Massimiliano  Volpone <<Ecco perché riteniamo che l’intervento del Prefetto possa andare oltre i richiami formali alla responsabilità degli enti coinvolti ed attivare con ogni sollecitudine i poteri sostitutivi che la legge offre per questa emergenza. Nel frattempo>> aggiunge il direttore annunciando che verranno attivate iniziative di tutela degli interessi degli associati in caso la situazione non si risolva in tempi brevi <<abbiamo sollecitato il Consorzio di Bonifica Ovest per mettere in atto i provvedimenti necessari ad assicurare un regolare servizio irriguo e chiedere il divieto di scarico delle acque non idonee nei canali consortili per non inquinare la risorsa idrica che il Consorzio, a spese dei consorziati, distribuisce sull’alveo del Fucino>>.

Di seguito il comunicato congiunto:

Eccellenza,

facendo seguito all’incontro tenutosi il 20/09/2013 sull’ argomento in oggetto , siamo stati messi al corrente dall’Amministrazione comunale di Avezzano che la situazione sanitaria dei canali del Fucino è addirittura peggiorata rispetto all’autunno scorso , tanto che probabilmente non sarà possibile rimuovere il divieto di irrigazione con le acque dei canali in un vasto comprensorio di alcune migliaia di ettari.

Comprende perfettamente che tale divieto impedirà agli agricoltori interessati di programmare per tempo le coltivazioni con danni economici rilevanti per l’agricoltura e il suo indotto.

Vogliamo ricordare che l’agricoltura del Fucino è il comparto economico più importante del comprensorio, rappresenta il 25% del PIL agricolo regionale, occupa circa 2000 imprese agricole, 400 delle quali assumono oltre 9800 lavoratori, vi sono 60 centri di condizionamento di prodotti orticoli che alimentano vasti mercati nazionali ed esteri.

E’ facile intuire come questa evenienza possa distruggere in un attimo, come si è già verificato nella famigerata “terra dei fuochi”, il frutto del lavoro di una moltitudine di operatori agricoli con conseguenze gravi per l’occupazione, sul piano sociale e dell’ordine pubblico.

Anche in questo caso, purtroppo, le Amministrazioni Pubbliche  invece di attivarsi per la soluzione dei problemi si accapigliano sulla sciagurata gestione del CAM che non riesce ad assicurare il servizio della depurazione delle acque.

Riteniamo che il Suo autorevole intervento debba andare oltre i richiami formali alla responsabilità degli Enti coinvolti ed attivare con ogni sollecitudine i poteri sostitutivi che la legge offre per questa emergenza dagli sviluppi imprevedibili.

Nel frattempo abbiamo sollecitato il Consiglio dei Delegati del Consorzio di Bonifica Ovest ad attivare il divieto di scarico delle acque non idonee nei canali consortili per non inquinare anche la risorsa idrica che il consorzio, a spese dei consorziati, distribuisce sull’alveo del Fucino.

Le scriventi Organizzazioni nel restare a disposizione, sin da ora, si riservano ogni azione a tutela degli interessi dei propri associati, non ultima quella di promuovere la mobilitazione degli agricoltori e dei cittadini affinché il problema venga affrontato e risolto.

Le Organizzazioni Provinciali

Per Coldiretti                                                Per Confagricoltura                                        Per Cia

1 Comment

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  1. Franco Massimo Botticchio

    14 marzo 2014 at 14:34

    … Lo stiamo perdendo…. (il Fucino, intendo)

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