Giudiziaria

Delitto di Pescina, il consulente della difesa: Selmanaj incapace di volere

«Era inconsapevolmente depresso, e questo stato lo ha reso incapace di volere». Il consulente della difesa di Veli Selmanaj, lo psichiatra aquilano Vittorio Sconci, ha così concluso valutando la condizione psichica del kossovaro accusato di avere ucciso l’ex moglie e la figlia di 21 anni freddandole con otto colpi di pistola, il 16 ottobre 2013 dopo averle vessate per anni. Sconci, dunque, ha concluso per la seminfermità dell’uomo accusato del delitto di Pescina.

L’uomo, che è assistito dagli avvocati Davide Baldassarre e Antonio Milo, sarebbe caduto in depressione dopo che alcuni suoi familiari erano venuti a conoscenza di presunti atti sessuali sulle figlie. Se verrà riscontrato il vizio parziale di mente l’imputato potrà avere uno sconto di pena in caso di condanna.

Diversamente il rischio di una condanna all’ergastolo è possibile.

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