Giudiziaria

Dare del boss al sindaco in un atto difensivo non è reato

giudice-tribunale

Pescina – Dare del “boss” agli amministratori di un paese nell’ambito di un ricorso civile contro l’acquisizione, da parte di una singola persona, per uso capione, di terreni riconducibili, invece, alla proprietà di più persone, non costituisce reato. E’ quanto disposto dal giudice del Tribunale di Avezzano, Stefano Venturini, che ha riformato una sentenza del Giudice di pace in ordine al procedimento per diffamazione intentato dall’allora sindaco di Pescina, Maurizio Radichetti e da un consigliere comunale, contro un legale che rappresentava uno dei proprietari dei terreni che erano stati usocapiti. Nel predisporre l’atto di appello-reclamo alla Corte d’Appello dell’Aquila, contro il riconoscimento della proprietà per uso capione, il legale aveva usato la frase, riferita all’ex sindaco e al consigliere comunale: “ il fatto che abbiano commesso gravi reati espressamente puniti con pene molte severe dal codice penale non deve averli nemmeno sfiorati… sono indici di comportamenti sicuramenti in violazione di leggi e regolamenti tipiche dei boss, di cui purtroppo il paese ha tristi esperienze”. In sostanza il legale accusava, usando tali termini, i due amministratori di aver occultato una serie di lettere indirizzate ai proprietari dei terreni con le quali si chiedeva loro la risoluzione del problema di proprietà in via conciliativa. Sindaco e consigliere comunale avevano ritenuto il fatto lesivo della loro onorabilità e avevano fatto ricorso al giudice: Questi aveva condannato, per la frase in questione, il legale e l’assistito al pagamento di 400 euro di multa e 500 euro di risarcimento danni.

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top