Politica

D’Alfonso, in sei mesi l’Asl unificata e la fusione dei trasporti

«Entro un mese possiamo mandare a casa tutti quelli che hanno fallito, nominati da Chiodi. A partite dai direttori generali delle Asl». Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del Pd (rieletto) e capogruppo uscente, detta i tempi dell’agenda del presidente Luciano D’Alfonso. Dunque, entro un mese vie le 4 Asl provinciali ed entro sei mesi, aggiunge D’Alessandro, via alla fusione delle aziende di trasporto Arpa, Gtm, Sangritana per la costituzione di un’azienda unica regionale. D’Alessandro, al quale D’Alfonso ha dato l’incarico di studiare eventuali futuri commissariamenti di società o agenzie regionali, non vede ostacoli di natura politica e tanto meno legislativa: «È sufficiente approvare un solo articolo che istituisca l’Asl unica regionale (al massimo se ne fanno due considerando per esempio l’area metropolitana Chieti-Pescara). A quel punto i direttori decadono e iniziamo a cambiare l’Abruzzo». D’Alessandro non teme neanche i contenziosi: «C’è una sentenza sul caso Caporossi a Lanciano nella quale il giudice stabilì che la decadenza del manager era legittima in quanto non c’era più la Asl Lanciano-Vasto».
Ma, al di là della Asl unica, dice il consigliere Pd, qualche direttore potrebbe decadere già da luglio, a prescindere dalla durata dell’incarico, quando si andrà alla prima verifica del lavoro fatto. «Alcuni manager Asl si rassegnino», avverte D’Alessandro, «perché i 160 milioni di mobilità passiva rappresentano la cifra del fallimento». Per la società unica dei trasporti D’Alessandro dà i tempi consentiti dal Codice civile: «In sei-nove mesi possiamo dare vita alla società unica dei trasporti ferro-gomma. La norma per le società su gomma c’è già», spiega, «la approvammo due anni fa in occasione della seduta di Bilancio. Alle 5 del mattino accettarono un nostro emendamento che istituiva l’azienda unica e che non fu mai applicata da Chiodi. Ora noi dobbiamo estenderla al ferro. Penso a una società che abbia un nome capace di esprimere l’ambizione del progetto: “Abruzzo in movimento”». Ma perché tempi così stretti? «Credo che dobbiamo avere l’ambizione di dire non solo che cosa fare, ma anche entro quando, in modo che si ristabilisca un rapporto tra la Regione e quei cittadini che ormai vedono l’ente come un luogo del non fare, inutile». E quanto al fare», dice D’Alessandro, «la mia idea è di riportare tutto all’unicità della programmazione regionale. Per esempio, dobbiamo avere una programmazione unica sull’acqua, o sulla politica della casa, mentre oggi abbiamo 5 Ater e sei società di gestione del ciclo idrico. Ma lo stesso discorso si può fare per i consorzi di bonifica o per i centri di ricerca regionali Cotir, Crab e Crivea».

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top