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Da Pescocostanzo all’Expo di Milano: viaggio al suon di mandolino

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Un viaggio contemplato sul pentagramma del mandolino d’Abruzzo. All’Expo, fra spezie dai sapori nostalgici e nostalgia per tradizioni arcaiche troppo poco rispolverate, spunta lei: la musica popolare delle nostre terre. Un viaggio sull’albero della vita di Milano in aereo non avrebbe sortito lo stesso effetto, forse. Francesco Mammola, polimusicista e strumentista a più voci di fama oramai nazionale e originario di Pescocostanzo, visita l’Expo di Milano col bagaglio dell’Abruzzo popolare riassunto in quattro corde musicali. Il giorno 29 settembre scorso, in occasione della manifestazione a carattere cultuale e quasi ‘etnografica’ denominata ‘Cuore d’Abruzzo’, l’antichissimo strumento a corda risalente al XVII secolo, il mandolino, ha fatto il suo ingresso trionfale. La musica popolare, quindi, vola (vola vola come lu pavone) oltre confine.

«Sono stato contattato – spiega Francesco Mammola alla Redazione – mesi fa per prendere parte ad un evento organizzato dalla Valle Peligna e da tutto il comprensorio dell’Alto Sangro: una manifestazione, quindi, che sapesse dell’Abruzzo più naturale e vispo. L’Expo, praticamente, l’ho visitata accompagnato del mio strumento musicale. L’evento, dal titolo di ‘Cuore d’Abruzzo’, è durato tre giorni esatti ed ha riguardato, nello specifico, la messa in bella mostra delle tradizioni popolari e appartenenti all’anima più vera della nostra Regione. Io, ovviamente, ho portato la mia scienza del cuore, ossia il suono del mandolino». Francesco Mammola, ricco di arte nelle dita, ha scelto di suonare proprio perché a Sulmona si è costruita la carriera di un suo ‘fratello’ talentuoso oggi scomparso, predecessore dell’arte, quale il maestro Mario Giusti, nativo di L’Aquila, e attivo, culturalmente, nei primi anni ‘90, in quel di Sulmona. E’ ricordato come un raro autodidatta di tanta chiara bravura quanta grande umiltà. «Ho scelto di portare il suo repertorio, assieme ai brani tipici di alcuni autori di Pescocostanzo, la mia culla natale: testi e musiche tramandate da più di 200 anni. Come a dire che, davvero, le sette note sono appannaggio di tutti e appartengono a tutti».

10846467_10205686968483418_2595292156203487410_nFrancesco Mammola, a Brera, ha dato vita a due concerti al sapor del mandolino. Uno di mattina, verso mezzogiorno, e uno verso sera, verso le ore 17. «E’ stata una vera e propria festa della Musica, mirante a risvegliare le essenze popolari tipiche della nostra zona abruzzese. ‘Vola vola’ e ‘Tutte le funtanelle’ sono stati i miei assi nella manica, in quanto rappresentano i nostri fiori all’occhiello musicali. La mia è stata una visita lampo all’Expo, ma sono contento di aver preso parte a questo evento magnifico, dedicato ai sapori della nostra terra. La città dell’Expo – racconta – assomiglia ad un grande labirinto ordinato, adatto al passeggio. Le ‘case’ delle Regioni hanno sede proprio al Centro di Milano, mentre le Nazioni hanno luogo al villaggio dell’Expo vero e proprio. Il concerto avvenuto di mattina – aggiunge – è stato aperto da un vivo spettacolo della Giostra Cavalleresca di Sulmona, riconosciuta perla madre anche dall’Unesco; chiarine, tamburini e sbandieratori hanno dipinto Casa Abruzzo in un attimo: giapponesi e cinesi fra il pubblico, ad applaudire».

E proprio la Giostra Cavalleresca sulmonese e l’antichissima Festa dei Serpari di Cocullo sono state annoverate fra le 100 feste più belle d’Italia. «L’Abruzzo stupisce quando gli si dà la possibilità di farlo». ‘Cuore d’Abruzzo’ ha dato man forte anche alla conoscenza per il mondo degli Eremi celestiniani, dei Parchi naturali e dell’enogastronomia più tipicamente montana. Un excursus in piena regola per i punti forti del cosiddetto ‘Polmone verde d’Europa’. Francesco Mammola, dal canto suo, si è occupato, assieme al chitarrista Lino Giusti (figlio del maestro Mario Giusti), della cornice musicale dell’evento. «Abbiamo dato luogo ad un bel duetto, caratterizzato dalla favolosa discesa nei meandri del repertorio artistico del padre».

10882146_10205744623284752_1989270640864208794_nFrancesco Mammola, di appena 25 anni, è una rarità artistica delle nostre terre: premiato 5 mesi fa con l’ambito ‘trofeo’ musicale dedicato alla memoria di Claudio Abbado, sta man mano ergendosi a punta di diamante di una musica ancestrale, ma assai rivisitata e ringiovanita. «Il 24 di ottobre – conclude – suonerò all’Auditorium di L’Aquila in compagnia dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio ‘Casella’ locale, in occasione del Concerto di Hummel e, successivamente, il giorno dopo, sarò al ‘Piccolo Teatro del Salotto di Pulcinella’ di Roma, con il mio trio, composto da me, fisarmonicista e mandolinista, Giulia Mangone al pianoforte e il musicista Mariano Antonilli al contrabbasso». Per seguire i passi di Mammola: http://www.francescomammola.it/.

Il mandolino: un oggetto artistico nato secoli fa e, oggi, grazie al genio di Mammola, riportato a nuova luce e a nuova vita. Potrebbe esso divenire, un giorno, lo strumento musicale degli uomini sensibili del futuro? «Facile innamorarsi del mandolino – risponde – l’importante è farlo ascoltare; ha delle potenzialità, secondo me, infinite. La mia promessa ristagna oramai da tempo in quella di avvicinare il gusto di questo strumento ai giovani, proponendo un viaggio che da Vivaldi approdi alle rive musicali moderne dei giorni nostri, grazie alla proposizione della musica rock; ciò è possibile apponendo un semplice distorsore al mandolino, capace di renderlo, in questo modo, simile ad una chitarra elettrica».

Quindi, al netto dei fatti, il mandolino può essere considerato uno strumento per i giovani? «Io, quando l’ho incontrato, non l’ho più lasciato. All’epoca avevo solamente 12 anni. Tutto sta, a mio avviso, nel svecchiare il modo di pensare attorno ad uno strumento del genere. Un po’ come è accaduto alla fisarmonica, la quale, appena 10 anni fa, veniva vista in maniera assai negativa, e ora, invece, poiché inserita in un certo contesto moderno, quale può essere la musica da discoteca, ha ripreso grinta e vigore». Francesco Mammola ha dato vita, qualche tempo fa, ad una baby orchestra di musicisti in erba, composta dai suoi allievi. «Ho una bravissima alunna di mandolino, di nome Flavia Pitassi, che cresce e va benissimo: è stata anche alla Masterclass di mandolino, lo scorso anno, che si è tenuta all’Aquila – in occasione dell’Aquila Mandolin Festival – Ora, invece, stanno seguendo il suo esempio, un bimbo piccolissimo di 5 anni e un altro ragazzo, nativo di Sulmona, di appena 27».

In attesa, quindi, che si formi un vero e proprio esercito, in Abruzzo, di ragazzi col mandolino al posto dell’Iphone, il popolo abruzzese si appesta, nel 2017, a festeggiare il bi-millenario della morte del rivoluzionario poeta augusteo Ovidio, colui, cioè, che, azzardando al tempo, scrisse di quanto e quante volte l’uomo può lasciarsi trasportare dalle passioni per l’arte, per il genio e per il cuore. (g.c.)

Abruzzo

AVEZZANO. ARRESTATO UN CITTADINO UCRAINO PER TENTATA RAPINA

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Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Volante del Commissariato di P.S. di Avezzano, traeva in arresto un cittadino ucraino, di anni 23, per tentata rapina.

In particolare, durante lo svolgimento dei consueti servizi di controllo del territorio volti al contrasto del fenomeno dei reati predatori, gli operatori della Squadra Volante, a seguito di notizia giunta al 113, si portavano presso un centro commerciale della città per segnalazione di rapina in atto.

Giunti sul posto, gli operatori riuscivano ad immobilizzare l’arrestato il quale, nel tentativo di impossessarsi della merce esposta in negozio, aveva anche aggredito le commesse dell’esercizio commerciale.

Il ragazzo, che risultava avere a carico precedenti penali per reati contro il patrimonio, veniva condotto presso il Commissariato di Avezzano e dopo le formalità di rito veniva tradotto in carcere a disposizione dell’A.G. procedente.

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Avezzano

PALAZZINA ESPLOSA AD AVEZZANO. AGGIORNAMENTI

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Aggiornamento ore 10:00 del 16.02.2019.

Avezzano. L’abitazione al momento dell’esplosione era carica di gas metano.  L’abitazione di via Alessandria, ad Avezzano, nella quale sono rimasti coinvolti madre e figlio originari del posto e una parente, oltre ai vicini di casa, è saltata in aria  per la grande quantità di gas che era all’interno dell’appartamento dove si trovava  R.M., di 53 anni,  estratto vivo dalle macerie e che al momento dell’esplosione si trovava sul letto. Gli investigatori, alla luce di tale situazione, non escludono l’ipotesi di un gesto volontario autolesionistico.Gli accertamenti ingegneristici dei vigili del fuoco si stanno concentrando su tutto l’impianto a gas per accertare le cause della fuga di metano.Al momento gli agenti del commissariato di Avezzano, che stanno svolgendo le indagini, non possono escludere nessuna ipotesi anche alla luce del ritrovamento nell’abitazione di alcuni arnesi da lavoro. Per questo gli investigatori non escludono  l’ipotesi di un gesto volontario. Ciò però striderebbe con alcune testimonianze secondo cui da diversi giorni nella zona si sentiva un odore di gas.

 

 

Ieri. Un boato ha scosso la cittadinanza. In via Alessandria, c’è stata un’esplosione, molto probabilmente causata da una fuga di gas, mentre all’interno c’erano delle persone.

Sul posto sono intervenuti subiti vigili del fuoco, il 118, i carabinieri, gli agente del commissariato e la polizia municipale per estrarre le persone dalla macerie.

Al momento sembra sia stato estratte tutte le persone coinvolte. I  feriti sono stati trasportati in ospedale

Nella palazzina viveva una famiglia di tre persone, ma sembra che al momento dell’esplosione, poco dopo le nove di questa mattina, ci fossero in casa solo due persone.

 

In giornata seguiranno aggiornamenti.

 

 

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Attualità

Comune di Avezzano. Un bel puzzle da (ri)comporre per il sindaco De Angelis

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Avezzano. Molti grattacapi e non pochi malumori sulla scrivania del primo cittadino di Avezzano.

Dal giorno della sua elezione non è mai passato un mese senza scossoni, cambi di casacca, malumori e polemiche. Ora quando sembrava aver trovato un minimo di stabilità, sono arrivate le elezioni regionali a rimettere tutto in gioco.

Infatti, se da un lato c’e l’ondata leghista ad alzare la voce, dall’altra c’è Forza Italia che è nettamente crollata insieme al suo pilastro Iampieri, appoggiato proprio da De Angelis. Se poi si aggiunge il malcontento della Cosimati e di Cipolloni che hanno rinunciato a fare campagna elettorale per se stessi puntando sull’aquilano Liris dopo la “marchetta” dell’altro “alleato” alle scorse comunali di De Angelis, ovvero Gerosolimo, il puzzle davanti al Sindaco è sicuramente difficile da ricomporre.

Proprio per questi motivi ed altri che questo pomeriggio alle 18.30 nella sala della giunta ci sarà il vertice di maggioranza, convocato dopo l’esito del voto, e spetterà proprio al sindaco fare un bilancio di quello che è accaduto ad Avezzano e poi ascoltare le intenzioni di ciascun esponente. Una resa dei conti, quindi, bella e buona che però potrebbe dare una mano al primo cittadino a limare le imperfezioni e a tirare dritto verso il secondo anno di mandato.

L’unica cosa certa è che la città nonostante proclami, sembra ferma e in balia degli eventi politici, dove i cittadini non sembrano ascoltati (vedi esempio degli ambulanti) e quelli che dovrebbero essere i loro rappresentanti giocano a farsi la guerra tra di loro.

 

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Abruzzo

CASO UOMO SCOMPARSO A S.BENEDETTO. SPUNTA IPOTESI OMICIDIO

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San Benedetto. Spunta l’ipotesi omicidio sul caso della scomparsa di Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi di cui si sono perse le tracce dal primo febbraio. Delle perquisizioni sono state eseguite ieri all’interno di alcune abitazione del paese dai carabinieri della compagnia di Avezzano. Si cercano probabilmente indumenti e altri indizi che possano portare alla soluzione di quello che sta acquisendo sempre di più i caratteri di un giallo.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Lara Seccacini, ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti e l’ipotesi di morte violenta non è più esclusa. Sono state esaminate anche delle immagini riprese da un circuito video in paese dove ci sarebbero gli ultimi momenti in paese del 51enne scomparso il primo febbraio quando si è allontanato  da casa.

I carabinieri della stazione di San Benedetto e della compagnia di Avezzano, coordinati dalla procura, non tralasciano alcuna pista. Avrebbero infatti  già ascoltato delle persone su cui sorgono dei sospetti. Sull’indagine c’è il massimo riserbo.

Il caso è finito anche sulle reti nazionali, a Chi l’ha visto e a La vita in diretta. I genitori dell’uomo, intervistati, hanno ipotizzato un allontanamento volontario. “Io penso che sia tra i barboni, a Roma”, ha affermato l’anziano, “lo diceva spesso. Poi si lavava le mani trenta volte al giorno”.   Sembra che alla base dell’allontanamento ci sia è stata una discussione con l’anziana madre che avrebbe portato il marsicano a fare quella che lui stesso avrebbe definito “una passeggiata per schiarirsi le idee”.

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Abruzzo

POLIZIA DI STATO – ARRESTATA PER FURTO UNA CITTADINA RUMENA

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In seguito a due furti perpetrati nel mese di ottobre 2018 all’interno del “centro commerciale bellavista” di Pratola Peligna (Aq) e del “nuovo borgo” di Sulmona (Aq), personale di questa sottosezione polizia stradale deferiva alla procura della repubblica di Sulmona (Aq), la cittadina di nazionalita’ rumena m.m. di anni 23, fermata, subito dopo il secondo furto, a bordo di autovettura smart.- il controllo permetteva di rinvenire la refurtiva all’interno dell’abitacolo, per il valore complessivo di circa € 1.000,00 (mille) e di accertare che la donna circolava con una patente di guida rumena risultata falsa, come falsa e’ risultata la revisione del veicolo condotto.- dopo il deferimento di questo ufficio, la cittadina rumena ha continuato nel tempo ad effettuare furti e rapine improprie nei centri commerciali in ambito nazionale, anche in violazione degli obblighi dell’autorita’ giudiziaria quale l’obbligo di firma e l’obbligo di dimora in chieti.- raccolte le varie denunce e segnalzioni degli uffici/comandi delle ff.pp. procedenti, vista la pericolosita’ della persona, il sostituto procuratore della repubblica, dott.ssa Laura Scarsella, chiedeva al locale tribunale l’emissione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere; in seguito a cio’, il g.i.p., dott. Marco Billi, emetteva l’ordinanza richiesta.- cosi’, il giorno 11.02.2019 personale di questa sottosezione polizia stradale si recava in roma, dove nel frattempo la cittadina rumena, in italia senza fissa dimora, si era spostata, dava esecuzione all’ordinanza descritta associandola presso la casa circondariale femminile “rebibbia” di roma.- la cattura dell’indagata avveniva mentre si trovava a bordo di autovettura con targa di nazionalita’ rumena condotta dal fratello a.i. di anni 28 il quale, alla richiesta dei documenti, esibiva una patente di guida, anch’essa rumena, risultata falsa.- per tale motivo, veniva deferito all’a.g. competente, con il sequestro della patente, e sanzionato per una somma superiore ad € 5.000,00 (cinquemila).-

 

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Attualità

ABRUZZO, ASSOTUTELA DENUNCIA BEPPE GRILLO PER VOTO DI SCAMBIO

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ABRUZZO, ASSOTUTELA DENUNCIA BEPPE GRILLO PER VOTO DI SCAMBIO

“Il risultato elettorale delle regionali dell’Abruzzo è stato sicuramente deludente per il Movimento 5 Stelle, che ha dimezzato il proprio consenso e non è riuscito a conquistare questa Regione italiana. Ma tutto questo non può giustificare le gravi dichiarazioni del loro mentore, Beppe Grillo, il quale durante il suo spettacolo a Bologna avrebbe chiesto ai cittadini abruzzesi di ridare indietro i 700mila euro che il Movimento 5 Stelle ha dato l’anno scorso per la Regione, con quattro ambulanze e gli spazzaneve a turbina. Come a dire: Cari abruzzesi, non ci avete votato, allora restituiteci quanto dato. Una richiesta illogica e fuori luogo, quella di Beppe Grillo, che – secondo noi – non può essere catalogata sic et simpliciter come una battuta comica seppur infelice, ma che – al contrario – prefigurerebbe il reato di voto di scambio. Per questa ragione, Assotutela ha deciso di depositare un esposto-querela alla Procura di Roma: a nostro giudizio, infatti, sussistono tutte le premesse per l’apertura di un fascicolo”.

Così, in una nota, il presidente nazionale di Assotutela, Michel Emi Maritato.

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Abruzzo

Parco nazionale della Majella: Appennino Ecosistema denuncia la Regione alla Commissione Europea

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A due mesi dalla denuncia di Appennino Ecosistema, i gravissimi danni alle faggete sono ora formalmente all’attenzione della Commissione Europea.

L’Aquila, 14/02/2019. Appennino Ecosistema ha inviato stamane una formale denuncia per violazione del diritto dell’Unione Europea alla Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea, nella quale si contesta alla Regione Abruzzo di aver violato l’art. 6, c. 4, della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, per aver autorizzato il taglio forestale (con Determinazione n. DPD025/169 del 10/09/2018) senza la necessaria dichiarazione di incidenza non significativa, nonostante la presenza di un habitat prioritario, in area del SIC IT7140203 “Maiella” e della ZPS IT7140129 “Parco Nazionale della Maiella”. La Commissione approfondirà ora la questione, esponendo l’Italia alla possibilità dell’apertura dell’ennesima procedura d’infrazione per violazione delle normative europee in campo ambientale.
La formalizzazione della denuncia era stata richiesta direttamente dalla Commissione Europea, dopo l’esposto di Appennino Ecosistema del 27 novembre scorso alla Procura della Repubblica di Sulmona, ai Carabinieri e al Ministero dell’Ambiente sui gravissimi danni riscontrati all’ecosistema forestale in piena Zona B del Parco nazionale della Majella. Il 3 dicembre scorso il Ministero dell’Ambiente aveva poi formalmente chiesto di “riscontrare le osservazioni” di Appennino Ecosistema al Parco e ai Carabinieri e il 18 dicembre l’Ente Parco aveva fornito la documentazione richiesta sui lavori connessi ad un cantiere forestale di grandi dimensioni per scopi commerciali, in località Fonte Romana/Difesa di Pacentro (Pacentro – AQ), con una relazione del proprio Ufficio Forestale che confermava i gravi danni al suolo e all’ecosistema di un’ampia area con superficie pari a circa 12 ettari, qualificandoli come “danno permanente all’habitat prioritario”. Il ripetuto transito dei trattori utilizzati per l’esbosco del legname sul delicato suolo forestale ha prodotto una devastazione senza precedenti in una delle aree più intatte del Parco nazionale. E tutto ciò a pochi passi dalla Strada Provinciale n. 54 “Frentana”, sotto gli occhi degli addetti all’Ente Parco e dei Carabinieri Forestali che hanno il compito di controllare il territorio del Parco.

Appennino Ecosistema aveva poi inviato, il 27 dicembre, un seguito al precedente esposto, nel quale evidenziava che la relazione dell’Ente Parco, oltre a confermare la violazione delle numerose norme già citate nell’esposto (codice penale, art. 452-quinquies, art. 733-bis e art. 635, L. n. 394/1991, art. 6, c. 3, art. 11, c. 3 e art. 30, c. 1), apriva la possibilità di contestare all’impresa boschiva la più grave violazione dell’ art. 452-bis del codice penale, uno dei cosiddetti “delitti ambientali” recentemente introdotti nel codice, che punisce con la reclusione fino a 6 anni e con la multa fino a 100.000 € “chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”.

Nella stessa nota, Appennino Ecosistema evidenziava come l’autorizzazione rilasciata dalla Regione all’impresa boschiva fosse da ritenersi palesemente illegittima, in quanto non conteneva la necessaria dichiarazione di incidenza ambientale non significativa del progetto di taglio, che spetta alla Regione stessa. I lavori sono stati quindi eseguiti in mancanza della relativa autorizzazione prevista dalla Direttiva habitat dell’Unione Europea e dal DPR n. 120/2013, configurandosi così il reato previsto dal Codice del paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004, art. 181 c. 1), con le sanzioni previste dalla legge urbanistica (L. n. 47/1985, art. 20).

Si evidenziava anche che nello stesso “progetto esecutivo di taglio e valutazione di incidenza ambientale”, redatto da un dottore forestale senza alcuna partecipazione di biologi o naturalisti, viene accertata una “limitata criticità per flora e fauna”, dichiarando poi unilateralmente (ed impropriamente) che l’intervento “non inciderà negativamente” sulle aree della Rete Natura 2000. Ragionevolmente, le criticità accertate per la flora e la fauna non potevano quindi far escludere possibili incidenze negative su queste componenti fondamentali dell’ecosistema e quindi sull’habitat prioritario, anche perché l’estensore dello Studio di incidenza ambientale non possedeva la necessaria preparazione scientifica per poter affermare il contrario. Nessuno avrebbe potuto quindi autorizzare l’esecuzione del progetto dichiarandone la sua incidenza ambientale non significativa, senza almeno richiedere un approfondimento dello Studio con la collaborazione di figure professionali qualificate nel settore ecologico, anche perché la procedura autorizzativa prevista dall’art. 6, c. 4 della Dir. 92/43/CEE (e dal relativo art. 5, c. 10 del D.P.R. n. 357/1997, come modificato dal D.P.R. n. 120/2003) nel caso di incidenza significativa su habitat o specie indicati come “prioritari” negli Allegati I e II alla Direttiva UE Habitat è particolarmente aggravata, poiché per autorizzare la realizzazione del progetto possono essere addotte soltanto “considerazioni connesse alla salute dell’uomo ed alla sicurezza pubblica” o anche, ma in questo caso previo parere obbligatorio e vincolante della Commissione Europea, “altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”, situazioni chiaramente al di fuori delle motivazioni dell’intervento in corso.

Nella nota, Appennino Ecosistema evidenziava infine come le prescrizioni fornite dall’Ente del Parco nazionale della Majella e dalla Regione all’impresa boschiva apparissero irragionevoli e contraddittorie: queste imponevano infatti all’impresa boschiva la sospensione dei lavori nel periodo marzo-giugno (Ente Parco 02/07/2018) e in quello ottobre-novembre (Regione 10/09/2018), arco temporale successivamente modificato in luglio-settembre (Regione 20/09/2018). Si consideri che il periodo nel quale si sono verificati i fatti in esame coincide proprio nel mese di novembre, che nel 2018 è stato caratterizzato da precipitazioni frequenti ed intense che hanno reso l’ecosistema ancor più sensibile agli interventi che lo hanno poi irreparabilmente danneggiato.

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