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Da 2013 uccisi 80 lupi, vittime di auto e bracconaggio

In poco più di un anno, dall’inizio del 2013 ad oggi, sono 80 i lupi uccisi illegalmente in Italia, vittime delle auto ma anche del bracconaggio cui contribuiscono gli allevatori che tentano di proteggere il bestiame soprattutto in aree, come la Maremma, dove la presenza del lupo è recente e mancano delle tecniche collaudate di difesa degli allevamenti.

A cercare una sintesi tra la lotta al bracconaggio e la prevenzione degli attacchi alla fauna domestica è un incontro organizzato ieri a Roma in occasione della presentazione del volume ‘Manuale delle attività investigative per i reati contro la fauna’, realizzato nell’ambito del progetto Life Wolfnet. Promosso da Legambiente insieme ai parchi nazionali della Majella, del Pollino e delle Foreste Casentinesi, alla Provincia de L’Aquila e all’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana, il progetto appena concluso ha avuto come obiettivo principale lo sviluppo e l’applicazione di modelli ideali di tutela e gestione del lupo nel contesto delle montagne appenniniche.

«Con Life Wolfnet abbiamo cercato metodi standardizzati ma che potessero essere tarati sulle specificità territoriali. Nel parco delle Foreste Casentinesi, dove predominano gli allevamenti bovini, le recinzioni elettrizzate sono risultate più efficaci», ha spiegato Stefano Raimondi dell’ufficio aree protette e biodiversità di Legambiente. Nei parchi della Majella e del Pollino, dove si concentrano molti allevatori di ovini, è stato invece privilegiato il «parco del gregge». «In passato gli allevatori vittime di predazione ricevevano un indennizzo economico da parte del parco – ha detto Raimondi – mentre oggi il parco, dotandosi di un proprio gregge, ha a disposizione un panel di animali con cui poter risarcire l’allevatore per le sue perdite».

Accanto alle tecniche messe in campo per la prevenzione, con il volume presentato oggi si punta a rendere più efficace il contrasto del bracconaggio. Il testo si pone come punto di partenza per affrontare in maniera sistematica e con approccio scientifico la lotta alle uccisioni illegali di animali selvatici, con particolare riferimento al contributo dei gruppi operativi speciali sperimentali composti da ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato.

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