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Abruzzo

Crisi, studio Mps; in Abruzzo morde ancora, ripresa a fine 2015


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L’Abruzzo, nel primo trimestre 2014, fa registrare un’inversione di tendenza nella produzione industriale, con una significativa crescita (+2,9%), dopo un 2013 di profondo rosso. In seguito al crollo dello scorso anno (-4,1%), il Pil abruzzese continuerà a flettere più del dato nazionale (-1,2% a fine 2014). È quanto emerge da un’indagine effettuata dall’Area Research & Ir di Banca Monte dei Paschi di Siena, secondo cui in Abruzzo «la crisi morde ancora», mentre «sarà ripresa vera a fine 2015». La struttura produttiva abruzzese – rileva lo studio – presenta un elevato peso industriale (21,5%) rispetto alla media italiana (18,5%); importante anche l’incidenza di agricoltura e costruzioni. All’interno del manifatturiero rilevante è l’incidenza del settore dei mezzi di trasporto, del tessile, dell’abbigliamento e pelle, del legno, carta e editoria e della gomma e plastica, mentre gli altri comparti sono in linea con il dato italiano. Inferiore alla media l’incidenza dell’industria della fabbricazione dei computer e apparecchiature elettroniche nella struttura produttiva abruzzese. Analizzando i dati, emerge un mercato del lavoro ancora in difficoltà, con un tasso di disoccupazione pari al 12,6% e che solo dal 2015 potrà recuperare il terreno perso (-18 mila posti nel 2013). L’analisi sottolinea la fase di recupero della produzione industriale nel 2014, grazie al rimbalzo del comparto dei mezzi di trasporto e al miglioramento del chimico-farmaceutico e dell’elettromeccanica-elettronica. Bene anche il settore alimentare e quello tessile, cala solo la metalmeccanica. Anche il fatturato regionale è in crescita. In crescita l’export a partire da fine 2013, con un maggiore slancio rispetto alla media italiana (a marzo +5,3% contro l’1,5% nazionale); tuttavia la crescita regionale è stata frenata dal cattivo andamento dell’export teramano e aquilano che continuano a contrarsi su base tendenziale. Superiore alla media nazionale la natalità d’impresa in Abruzzo, specialmente di società di capitali, ditte individuali e altre forme societarie. Di contro, quasi tutti i settori hanno registrato tassi di mortalità inferiori alla media, tranne le società del sistema moda, dei servizi trasporti e di consulenza, del commercio all’ingrosso e turistiche. Il turismo in Abruzzo risente ancora degli effetti del sisma. In base ai dati provvisori e parziali elaborati dalla Regione, nel 2013 le presenze turistiche sono diminuite (-5% a/a) e il calo ha colpito anche il pernottamento medio dei turisti sia italiani sia stranieri, con una diminuzione del numero degli arrivi. L’andamento del turismo abruzzese nel 2014 non sarà positivo, in linea con quello italiano. Il comparto delle costruzioni, circa l’8% del valore aggiunto regionale, è sempre in forte crisi, con i prezzi in flessione anche nel corso dei primi mesi 2014 e le compravendite rimangono in segno rosso (-11,8%) nel 2013. Non si prevedono inversioni di tendenza per la seconda metà dell’anno. Le condizioni di credito, in Abruzzo – rileva infine l’indagine – sono più sfavorevoli rispetto alla media nazionale.

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