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Crisi Cartiera: si dorme su una polveriera pronta ad esplodere

 

Doveva svolgersi ieri mattina l’assemblea generale dei 290 lavoratori della di Avezzano sui quali sta per abbattersi l’ennesima mannaia che potrebbe tagliar via questa volta 100 operai. L’assemblea, programmata in vista dell’incontro di venerdì fra RSU e azienda, è però sfumata visto e considerato che la proprietà ha deciso di posticipare la riunione alle 13 di oggi.

«È una scelta mirata» denunciano i lavoratori convinti del fatto che si sia deliberatamente scelto di mantenere celate eventuali comunicazioni “scomode” fino alla chiusura della produzione che entrerà in standby per le festività natalizie, guarda caso, proprio lunedì. Cosa accadrà dunque alla riapertura il 7 di gennaio quando l’organico sarà ridotto? Considerando la diminuzione del mercato dovuta alla scelta del cambio di produzione (da carta patinata a carta naturale), i lavoratori sono sicuri che ad attenderli ci sarà un aumento della cassa integrazione dal momento che le future commissioni di carta naturale potranno essere esplicate in soli cinque giorni lavorativi senza contare lo spauracchio della definitiva chiusura visto che si continua a sottrarre mercato allo stabilimento avezzanese in favore di altre cartiere del nord Italia (caso emblematico la cartiera di Toscolano (BS) dove tutti i 243 lavoratori verranno reintegrati a tempo pieno).

Nel pieno della crisi, però, sindacati e politica regionale continuano a stare a guardare nello sconforto totale dei lavoratori che attendono oggi un pranzo difficile da digerire.

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