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Un’assurda prescrizione del bando per l’accesso ai corsi di formazione per la specializzazione sul sostegno riservato ai precari della scuola in possesso di abilitazione, ha tenuto fuori alcuni aspiranti, tra cui un avezzanese, che si sono “fidati” del sistema poste e .. della prassi consolidata. Dopo aver adempiuto alle prescrizioni per l’iscrizione on line e al versamento delle tasse hanno spedito per Raccomandata con ricevuta di ritorno (AR) i documenti attestanti il loro diritto a partecipare alla selezione. Dopo la scadenza la “mazzata” le domande sono irricevibili perché pervenute dopo le ore 13 del 10 gennaio 2014. I docenti, tutti precari sono caduti nella trappola tesa dal bando che pur prevedendo la possibilità di spedire i documenti precisa che “il timbro Postale NON fa testo”.

Il prof. Gianni Simone, cinquantatreenne di Avezzano, attraverso una nota colma di amara ironia chiede supporto al Sindacato CREDICI, il cui Presidente Pierluigi Palmieri contatta prima gli Uffici del Rettorato dell’Ateneo aquilano e a seguire i vertici degli Uffici Amministrativi fino al Direttore Generale. Tutti si dichiarano indisponibili a rivedere per “autotutela” la decisione di esclusione. Il “Bando parla chiaro”. “Da oggi in poi L’Università de L’Aquila ha stabilito che l’istituto della Raccomandata postale non fa più testo. Le ricevute che per anni hanno garantito l’accesso ai Concorsi, costituendo spesso il solo sistema per provare il rispetto dei termini, sono carta straccia” afferma Palmieri nella lettera aperta inviata sul tema al Ministro dell’Istruzione e dell’Università Chiara Carrozzo

CREDICI impugnerà il Bando, ed ovviamente il provvedimento di esclusione, che peraltro nel riconoscere la possibilità di spedizione, non precisa che il timbro postale NON fa fede anche in presenza di Raccomandata AR spedita dagli Uffici delle Poste Statali. “Stato contro Stato” il sarcastico commento del Presidente Palmieri e …paga Pantalone. E sì perche’, paradosso nel paradosso, al prof. Simone quelli dell’Università hanno anche preannunciato che i suoi soldi ( 360 euro) non li riavrà indietro!. La riflessione finale:

se si accettasse “la modalità del “non fa fede” che al limite potrebbe essere accettata per la posta “semplice” un aspirante residente in un luogo lontano da L’Aquila, ( es. Palermo, Trieste Sassari, ma anche Vasto o Termoli) per avere la certezza del rispetto del termine non dovendosi fidare , ossia non dovendo avere fede nelle Poste Italiane avrebbe dovuto “recarsi” di persona nel capoluogo abruzzese pagando ulteriore “dazio” in aggiunta ai 180,00 euro per l’iscrizione. Magari invece ha spedito una raccomandata che per sua fortuna è stata recapitata prima delle 13 del 10 gennaio.

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