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Politica

Crab: “Una cancrena irreversibile”


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Due consiglieri provinciali dell’Aquila, dell’opposizione di Centrodestra, prendono le distanze dalla Regione riguardo al tema dello sviluppo e della ricerca. La scienza, in Abruzzo, non riesce a sopravvivere degnamente. “In materia di ricerca ed in particolare di Crab, la Provincia dell’Aquila, nello scorso mandato ha espresso precise volontà, disattese, e, purtroppo, ora se ne manifesta tutta la gravità”. Questa la nota al vetriolo diramata dai consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Alfonsi.

“La provincia non ha partecipato alla decisione scellerata, assunta con assemblea straordinaria, che ha decretato la messa in liquidazione e (speriamo di no) la fine della ricerca. Nello stato di liquidazione non ci vuole molto ad immaginare la difficoltà, anzi l’impossibilità, di partecipare a qualsiasi progettazione o bando capace di portare soldi alla ricerca e far ‘campare’ in autonomia il Crab”.

“Ci siamo sgolati con la Regione  – dicono i due – per spingere all’emanazione di una legge regionale abbozzata unanimemente in consiglio provinciale. Ma dopo un percorso iniziato nel verso giusto, con la nuova amministrazione regionale si é cambiata direzione. La provincia, non poteva condividere il meccanismo della liquidazione e la conseguente nomina di ben 4 liquidatori con le relative indennità, peraltro non preventivamente determinate, come invece hanno deliberato gli altri soci, regione e comune, in barba ai risparmi di spesa imposti dal momento contingente e con la certezza di esporre gli Enti a debiti fuori bilancio indefiniti. Dopo più di un anno quale è il risultato prodotto dalla liquidazione ? Nessuno. La ricerca, come la sanità, deve trovare spazio nel bilancio regionale con la puntuale costante doverosa programmazione. Si sono messe in campo forze scaturite dalla compensazione elettorale, ma senza risultato, e, a meno che non ci siano pronti interventi finanziari atti a rimettere in bonis l’attività, la cancrena è irreversibile”.

“Questo modo di operare non ci appartiene e comunichiamo da ora di chiedere al Presidente quali siano le intenzioni della provincia posto che a fronte di un condivisibile preciso doveroso impegno politico a tutela delle maestranze e della ricerca, la stessa è fuori dalle competenze istituzionali e dovrebbe essere dismessa la partecipazione. È ora di prendere serie decisioni, che di indecisioni non se ne può più”, così concludono i due consiglieri.

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