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Cosa significa essere di sinistra, la riflessione di Don Aldo Antonelli

Avezzano – “In un dibattito tra amici su Fb mi è stato chiesto cosa significhi oggi essere di sinistra. Domanda non da poco, alla quale, comunque, ho risposto in maniera molto schematica ma chiara, in questi termini.

A LIVELLO PERSONALE essere di sinistra significa essere critici, il che mal si coniuga con la massificazione e il leaderismo. Un uomo, una donna di sinistra non possono mai essere dei fanatici! Questo spiega anche la facilità con cui a sinistra ci si divide (per rispondere a N.N…..).

A LIVELLO IDEOLOGICO essere di sinistra significa studiare i problemi per ricercarne le cause e rimuoverle prima e invece che cercare soluzioni immediate e spicce. Un pensiero di sinistra è un pensiero di ricerca, di studio e di lotta, mai un’idea pubblicitaria e di propaganda.

A LIVELLO POLITICO essere di sinistra significa misurarsi con l’Economia, il Mercato e lo Stato e le loro istituzioni a partire dalle vittime per piegare quelli alle esigenze e ai bisogni di questi e non viceversa. Una politica di sinistra è di natura socializzante, contro l’autocrazia delle istituzioni e l’acefalia dell’economia.

A LIVELLO MORALE la distinzione tra Destra e Sinistra non si gioca più sul conflitto classico tra individuo e collettività, Stato e mercato, ma passa all’interno di ciascuna di queste categorie, ruotando intorno alla contrapposizione tra inclusione ed esclusione. Semplificando: è di sinistra chi si muove insieme agli altri nel segno dell’inclusione; è di destra chi si concentra soltanto su se stesso e sul proprio benessere, nel segno dell’esclusione”.

Don Aldo Antonelli chiude facendo sua la confessione di Jovanotti sul Manifesto di tempo fa: «Io mi considero un uomo di sinistra nell’accezione di Gilles Deleuze, diciamo così. Lui dice: Essere di sinistra o di destra è una diversa percezione del mondo, non c’entrano le ideologie. L’uomo di destra parte dal suo metro quadro, poi c’è la porta di casa, c’è il pianerottolo, ci sono le scale, c’è la strada, c’è la città ,c’è il confine, c’è l’orizzonte. L’uomo di sinistra fa il contrario. E io mi ci riconosco. In questo senso dico che non sono solo. Cerco di inserirmi in un respiro che non è solo quello dei miei polmoni».

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